Acqua, allarme: a Mazara è scontro sulla potabilità, a Trapani nuove segnalazioni di contaminazione
L'acqua torna al centro dell'attenzione in provincia di Trapani, ma questa volta non soltanto per la siccità e le razionalizzazioni. A Mazara del Vallo è esplosa una dura polemica sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano, dopo le denunce dell'ex sindaco Nicola Cristaldi, i rilievi dell'Asp e le repliche del Comune. A Trapani, invece, continuano ad arrivare segnalazioni di acqua contaminata in alcuni quartieri, tanto da spingere il Movimento 5 Stelle a chiedere un consiglio comunale straordinario e aperto.
Due vicende diverse ma accomunate da un tema fondamentale: la sicurezza dell'acqua che arriva nelle case dei cittadini.
Mazara, la denuncia di Cristaldi: "Il Comune non ha informato la popolazione"
A far esplodere il caso è stato l'ex sindaco Nicola Cristaldi, che ha accusato l'amministrazione comunale di non avere informato adeguatamente i cittadini sulla presenza di criticità in alcuni punti della rete idrica.
Secondo Cristaldi, il problema riguarderebbe diverse zone della città, da Tonnarella fino alle fontanelle di piazzale G.B. Quinci e di via Ugo La Malfa. L'ex primo cittadino sostiene inoltre che i consistenti investimenti effettuati negli anni per l'impianto di abbattimento dei nitrati non abbiano prodotto i risultati attesi.
La denuncia è netta: il Comune avrebbe dovuto chiudere immediatamente i punti di erogazione interessati e informare la popolazione, evitando che l'acqua continuasse a essere utilizzata per bere o cucinare.
L'Asp conferma le non conformità
A dare consistenza alla vicenda è la nota del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp di Trapani.
L'Azienda sanitaria ricorda di avere effettuato campionamenti il 29 giugno nelle fontanelle di piazza G.B. Quinci, del lungomare Fata Morgana e di via Ugo La Malfa.
Gli esami hanno evidenziato diverse non conformità rispetto ai limiti previsti dal decreto legislativo 18/2023.
In particolare sono stati rilevati:
- presenza di coliformi ed Escherichia coli nelle fontanelle di piazza G.B. Quinci e del lungomare Fata Morgana;
- superamento del limite dei nitrati nella fontanella di via Ugo La Malfa.
Per questo motivo, il 2 luglio, l'Asp ha trasmesso una comunicazione ufficiale al Comune di Mazara del Vallo chiedendo interventi immediati.
Le prescrizioni dell'Asp
L'Azienda sanitaria ha chiesto al Comune di:
- sospendere l'erogazione delle fontanelle interessate fino al ripristino della conformità;
- verificare il corretto funzionamento dell'impianto di clorazione;
- accertare eventuali contaminazioni della rete;
- controllare il funzionamento del denitrificatore;
- effettuare nuovi campionamenti.
L'Asp ricorda inoltre che criticità analoghe erano già emerse nei controlli del 9 aprile scorso e che anche allora erano state comunicate all'amministrazione comunale.
Cosa significa la presenza di Escherichia coli e nitrati
La presenza di Escherichia coli rappresenta un indicatore di contaminazione fecale recente. Non significa automaticamente che l'acqua contenga agenti patogeni pericolosi, ma è un segnale che impone verifiche e interventi immediati perché potrebbe indicare la presenza di altri microrganismi nocivi.
I coliformi costituiscono invece un indice della qualità del sistema di distribuzione e possono evidenziare problemi nella rete idrica.
Diverso il caso dei nitrati, che rappresentano un rischio soprattutto per lattanti, donne in gravidanza e soggetti particolarmente vulnerabili.

Il Comune: "Nessuna situazione di pericolo"
L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Quinci, respinge però l'ipotesi di un'emergenza sanitaria.
Dopo una prima nota diffusa nei giorni scorsi, oggi la questione è stata affrontata dalla Terza Commissione consiliare "Lavori pubblici e Urbanistica", che ha ascoltato il dirigente del Terzo Settore Irene Licari e il responsabile del Servizio Idrico Piero Passalacqua.
I due tecnici hanno ribadito che non esiste alcuna situazione di pericolo o di allarme per la potabilità dell'acqua, spiegando di avere dato immediata esecuzione alle prescrizioni dell'Asp.
Secondo quanto riferito in Commissione, il Comune ha provveduto a chiudere le fontanelle di via Ugo La Malfa, del lungomare Fata Morgana e di piazzale G.B. Quinci, oltre ad avviare una sanificazione straordinaria della rete mediante clorazione.
Durante l'audizione sono state mostrate anche le analisi effettuate direttamente nei punti di prelievo alla fonte di erogazione, che - secondo il Comune - non hanno evidenziato la presenza di batteri. I tecnici hanno comunque spiegato che, durante il periodo estivo, la maggiore sofferenza dei pozzi, la vetustà della rete e altri fattori possono determinare alterazioni dei parametri, normalmente monitorate dal servizio idrico.
La Commissione ha tuttavia chiesto ulteriori verifiche, sollecitando nuovi campionamenti proprio nei punti in cui l'Asp aveva riscontrato le criticità, per accertare l'efficacia degli interventi di sanificazione. I tecnici comunali si sono impegnati a effettuare i nuovi controlli e a trasmetterne gli esiti ai consiglieri.

Forza Italia: "Il problema c'è e non va minimizzato"
Sul caso interviene anche Forza Italia, che contesta la linea rassicurante dell'amministrazione.
In una nota firmata dal segretario comunale Pietro D'Angelo e dai consiglieri Michele Reina e Giorgio Randazzo, il partito parla di una situazione che "esiste ed è grave", sostenendo che sia fuorviante affermare che non vi sia alcuna emergenza soltanto perché una parte della rete presenta valori conformi.
Secondo gli esponenti azzurri, il fatto che le non conformità riguardino alcuni punti della rete non significa che il problema non esista, ma dimostra invece la necessità di intervenire rapidamente con una verifica complessiva dell'acquedotto comunale.
Forza Italia chiede quindi un piano di manutenzione e bonifica della rete, il reperimento delle risorse necessarie e una comunicazione "completa, trasparente e tecnicamente fondata" nei confronti della cittadinanza, annunciando che seguirà con attenzione l'evolversi della vicenda.
A Trapani nuove segnalazioni di acqua contaminata
Se a Mazara il confronto riguarda la qualità dell'acqua in alcune fontanelle pubbliche, a Trapani continuano invece ad arrivare segnalazioni di contaminazione in diversi quartieri della città.
A tornare sulla vicenda è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che ha chiesto al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario e aperto.
Secondo Ciminnisi, nelle ultime ore sarebbero emerse nuove criticità in via Nicolò Fabrizi, con segnalazioni anche in via Orlandini e via Natale Augugliaro, le stesse aree già interessate nei mesi scorsi da analoghi episodi.

"Non è più un'emergenza, è un problema strutturale"
«Non è un incidente, è una costante», afferma la deputata regionale, ricordando che già a marzo un'ordinanza aveva vietato il consumo dell'acqua in una parte della città.
«Oggi ci risiamo. Le famiglie trapanesi aprono il rubinetto con la paura di bere acqua contaminata. È roba da terzo mondo».
Ciminnisi critica anche la gestione dei controlli successivi alle ordinanze di non potabilità.
«Quando l'acqua torna potabile nessuno verifica che continui a esserlo. Si riapre il rubinetto e si spera. Ma la salute non può dipendere dalla speranza. E quando arriva una segnalazione, si chiude solo il contatore di chi ha protestato, lasciando altri esposti allo stesso rischio».
La richiesta di un consiglio comunale aperto
Per questo la parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle chiede che al consiglio comunale partecipino anche l'Asp, l'Arpa, la Protezione civile e la Prefettura.
L'obiettivo, spiega, è quello di affrontare la questione come un problema di salute pubblica e ottenere risposte condivise da tutte le istituzioni coinvolte.
«I cittadini trapanesi hanno diritto di sapere cosa si sta facendo per evitare che accada ancora. Su un tema come la salute pubblica non possono esserci zone d'ombra».
Due città, un tema comune
Le vicende di Mazara del Vallo e Trapani hanno caratteristiche diverse. A Mazara il dibattito si concentra sulla qualità dell'acqua erogata in alcuni punti della rete e sulla gestione dell'informazione ai cittadini, mentre a Trapani si sommano i problemi di qualità alle difficoltà legate alla cronica emergenza idrica e alle turnazioni.
In entrambi i casi, però, emerge una richiesta comune: maggiore trasparenza, controlli continui e interventi strutturali per garantire ai cittadini un servizio idrico sicuro, affidabile e costantemente monitorato.
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