Amabilina si riprende il suo campetto: un torneo per Borsellino dove prima c'era un lucchetto
Per anni quel campetto è stato il simbolo di un quartiere dove qualcuno si era convinto di poter decidere chi poteva entrare e chi no. Un cancello chiuso con un robusto catenaccio, bambini mandati via, un bene pubblico trasformato di fatto in uno spazio privato, dove qualcuno faceva addirittura pagare per giocare, come se comandassero loro.
Da venerdì 17 a domenica 19 luglio, proprio in quel campo di Amabilina, a Marsala, si giocherà il quadrangolare di calcetto "Un calcio alla mafia", dedicato alla memoria delle vittime della strage di via D'Amelio, nell'anniversario dell'uccisione del giudice Paolo Borsellino.
È un torneo di calcio, certo. Per ricordare le vittime della strage di via d'Amelio. Ma è soprattutto un messaggio: gli spazi pubblici appartengono ai cittadini e possono tornare a essere luoghi di incontro, sport e legalità.
Il campo restituito ai cittadini
L'evento è organizzato da diverse associazioni attive da anni nel territorio: Libera, Amici del Terzo Mondo, Haziza, Archè, Faro, Asd Città di Marsala. Per consentire lo svolgimento della manifestazione, il Comune di Marsala è intervenuto ripulendo il campetto. I dipendenti comunali, però, hanno trovato il cancello ancora chiuso con il catenaccio che da tempo ne impediva il libero utilizzo. È stato necessario l'intervento della Polizia Municipale e l'uso delle tronchesi per rimuovere la chiusura abusiva e restituire l'impianto alla collettività.
Un gesto concreto, oltre che simbolico, che segna la volontà dell'amministrazione di riaffermare un principio semplice: un bene pubblico non può essere sottratto ai cittadini.
Da quella vicenda erano nate domande precise: il campo era davvero pubblico? Esisteva un affidamento ufficiale? Oppure qualcuno se ne era semplicemente appropriato?
Oggi, con la riapertura dell'impianto e il torneo in programma, arriva una risposta concreta: quel campetto torna ad essere uno spazio della comunità.
Un calcio alla mafia
Gli organizzatori spiegano che il significato dell'iniziativa va ben oltre il risultato delle partite.
Giocare proprio ad Amabilina significa trasformare il ricordo di Paolo Borsellino in un gesto concreto di riappropriazione del territorio. Fare memoria, in questo caso, significa riempire uno spazio pubblico con ragazzi, famiglie, volontari e associazioni, dimostrando che la presenza della comunità è la migliore risposta a ogni forma di violenza, sopraffazione e prepotenza. E questo soprattutto in un quartiere difficile come Amabilina.
Il torneo vedrà in campo la squadra di Libera, quella della comunità Haziza, composta da minori stranieri non accompagnati, quella dellla comunità Faro e la formazione del Città di Marsala. Tra i partecipanti ci sarà anche l'ex presidente del Tribunale di Marsala Marcello Saladino.
Lo sport come presidio di legalità
Le partite si giocheranno ogni giorno dalle 18.30 alle 20.
In un quartiere che negli anni è stato spesso raccontato per episodi di degrado, criminalità e tensioni sociali, vedere un campo pubblico riempirsi di ragazzi, famiglie e associazioni assume un valore che va oltre lo sport.
Perché il messaggio che parte da Amabilina è chiaro: la legalità non si afferma soltanto nelle aule dei tribunali, o in manifestazioni che rischiano di cadere nella retorica, ma anche riaprendo un cancello, restituendo un campo ai bambini e facendo tornare un bene comune ad essere davvero di tutti.
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