Diciotto luglio, 40 gradi, bollino rosso sulla Sicilia. A Palermo, con le strade roventi, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, ha riempito il teatro Politeama. Ha presentato il suo governo di Liberazione. Presente un nutrito gruppo di politici, tranne i rappresentanti di AVS, presenti invece i dirigenti di centrosinistra e pure di centrodestra.
Per De Luca è tempo di un movimento meridionalista, che valorizzi i corpi intermedi: “Una Sicilia progressista che frantumi l’oligarchia stagnante e puzzolente di certi politici, di certi lobbisti e di certi burocrati che hanno imposto e vorrebbero continuare a imporre il pizzo legalizzato al sistema Sicilia”.
Largo ai giovani e alla competenza ma con una militanza a punti: “Li sosterremo e li accompagneremo. Devono essere loro a dare una lezione ai mestieranti della politica”. Pronto a sbarcare a Roma ma questa volta con cautela: “Per essere determinanti nel governo della Sicilia dobbiamo rafforzare anche la nostra presenza nazionale”.
Nel corso dell'assemblea è stato inoltre presentato il decalogo programmatico del Governo di Liberazione, dieci punti che delineano il modello di Sicilia proposto da Sud Chiama Nord: piena attuazione dell'autonomia speciale, semplificazione amministrativa, risanamento dei conti pubblici, infrastrutture, rilancio dei servizi essenziali, valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo energetico, sostegno alle imprese, qualità dei servizi e protagonismo delle giovani generazioni.
Ha durante contestato l’operato del governo guidato da Renato Schifani su sanità, acqua, rifiuti, trasporti, autonomie locali e capacità di spesa, chiedendo il ritorno anticipato alle urne e invitando i parlamentari regionali ad affidare nuovamente ai siciliani la scelta del proprio governo.
L’obiettivo adesso è quello di costruire una coalizione ampia, fondata sui contenuti e non sulle appartenenze politiche, confermando la disponibilità al confronto con tutte le forze che condivideranno il programma: "Una sola cosa non accadrà: non saremo soli. Costruiremo un grande blocco autonomista, civico e progressista capace di restituire alla Sicilia il ruolo che merita”.
Il M5S: noi alternativi al centrodestra
Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, dal palco dove è intervenuto ha chiarito che il M5S è alternativo all’attuale centrodestra: “Su questo non c’è alcuna ambiguità. Chi dimostra concretamente di prendere le distanze da quel modello, come avvenuto ad esempio in occasione della mozione di sfiducia, può diventare un interlocutore. Altrimenti, non ci sono le condizioni per alcun confronto politico”. Per Sunseri “Gli avversari politici sono senza alcun dubbio quelli che oggi governano la Sicilia. Il centrodestra e il governo Schifani hanno dimostrato di non avere una visione per il futuro dell’Isola: nessuna vera stagione di riforme, nessuna risposta strutturale ai problemi dei siciliani, nessun cambio di passo. Al contrario, assistiamo a un quadro politico segnato da inchieste giudiziarie e arresti che coinvolgono esponenti e ambienti della politica e che contribuiscono ad alimentare una profonda sfiducia nelle istituzioni. La Sicilia ha bisogno di voltare pagina rispetto a un sistema di potere che pensa alla gestione delle poltrone e degli equilibri interni anziché alle emergenze e alle priorità dei cittadini. È questa destra il nostro avversario politico ed è rispetto a questo modello di governo che vogliamo costruire un’alternativa seria, credibile e radicalmente diversa”.
Figuccia(Lega): “Il suo perimetro è il centrodestra”
Vincenzo Figuccia è intervenuto in rappresentanza della Lega, per il deputato del Carroccio è tempo di un governo coerente per almeno dieci anni: “Basta con la Sicilia assistita e periferia d’Europa: l’Isola deve diventare il centro logistico, energetico e culturale del Mediterraneo. Ogni progetto strategico avrà un cronoprogramma pubblico, un responsabile nominativo e una rendicontazione online. Se un’opera si blocca, i cittadini sapranno subito perché e chi ne risponde”.
PD: “Serve nuovo modello di governo rispetto al centrodestra”
Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD, ha sottolineato come De Luca abbia lanciato attacchi pesantissimi a Renato Schifani, contro il metodo con cui il centrodestra gestisce la pubblica amministrazione regionale: “Gli arresti, gli indagati, la corruzione ad ogni livello, le liste di attesa irrisolte, la sanità pubblica svilita, nessuna riforma degna di questo nome”.
Si è detto sorpreso per il silenzio “Sulla questione etica e morale e soprattutto della legalità su cui vi è stata una reazione da encefalogramma piatto, anche al cospetto del video con le dichiarazioni di Pio La Torre. Tutti temi che riguarda questo governo e questa maggioranza e su cui è lecito attendersi una risposta concreta, in particolare in un giornate come queste in cui ci si avvicina all’anniversario della strage di via D’Amelio”.