Si allarga a macchia d'olio il fronte politico dopo il definanziamento della strada di collegamento con la Zona Economica Speciale di Trapani, annunciato dal sindaco Giacomo Tranchida.
Sulla questione interviene anche il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina.
Il parlamentare dem attribuisce la responsabilità al Governo nazionale e chiede alla Regione Siciliana di intervenire per evitare che l'opera si trasformi nell'ennesima incompiuta.
Per Safina si tratta della conferma di una gestione fallimentare del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
"La revoca del finanziamento PNRR per la strada di collegamento con la ZES di Trapani certifica il fallimento del Governo nazionale nella gestione delle risorse europee. Ancora una volta è la Sicilia a pagare il prezzo dell'incapacità di Roma, che definanzia un'opera strategica e scarica sulle Regioni il costo delle proprie scelte".
Il deputato del Partito Democratico sottolinea come non si tratti di un'infrastruttura secondaria. "Parliamo di un'opera decisiva per il futuro del porto di Trapani e dell'intero sistema produttivo della Sicilia occidentale. Definanziarla significa rallentare lo sviluppo del territorio, compromettere la competitività dello scalo e privare imprese e cittadini di un investimento atteso da anni".
L'intervento si inserisce in un progetto più ampio di potenziamento della logistica trapanese puntando a migliorare i collegamenti tra lo scalo, l'area industriale e la rete autostradale. L'opera, tuttavia, è stata accompagnata fin dall'inizio da un percorso complesso. Il progetto originario è stato modificato durante l'iter autorizzativo con l'eliminazione del tratto previsto all'interno delle saline e l'inserimento di opere compensative, tra cui un sovrappasso pedonale per Villa Rosina. Negli ultimi mesi i lavori avevano già registrato rallentamenti legati alle procedure del PNRR.
Safina punta poi il dito contro il Governo Meloni proprio su questo. "La gestione del PNRR da parte dell'esecutivo si sta rivelando fallimentare. Si annunciano grandi opere, ma poi si sottraggono risorse a territori che hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di ritardi infrastrutturali. È una responsabilità politica evidente che qualcuno dovrà assumersi".
Ma l'appello è rivolto anche a Palermo. "Il Governo Schifani intervenga immediatamente. Utilizzi tutti gli strumenti disponibili, dalla riprogrammazione dei fondi comunitari alle risorse del bilancio regionale, per garantire la realizzazione dell'opera. Sarebbe inaccettabile assistere passivamente all'ennesima incompiuta".
Nelle ultime ore il caso della strada ZES è diventato uno dei principali temi del confronto politico trapanese.
Se Tranchida ha accusato il Governo nazionale di avere sottratto risorse a un'infrastruttura strategica, la deputata regionale Cristina Ciminnisi (M5S) ha chiamato in causa anche il Consiglio comunale, sostenendo che la variante urbanistica sia stata approvata senza sufficienti approfondimenti sulle criticità ambientali e idrogeologiche. Valerio Valenti, invece, ha proposto di aprire un tavolo istituzionale tra Governo, Regione, Autorità di sistema portuale, Asi ed enti locali per individuare una soluzione condivisa.
Safina conclude annunciando che continuerà a seguire la vicenda all'Assemblea regionale siciliana. "Non possiamo consentire che una scelta sbagliata del Governo nazionale si traduca nell'ennesimo danno per Trapani. Questa infrastruttura è essenziale per il porto, per la ZES e per le prospettive di crescita dell'intera provincia. Trapani merita infrastrutture moderne, non promesse disattese. Chi governa ha il dovere di trovare una soluzione, non di lasciare il territorio senza risposte".