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23/07/2026 06:00:00

Mare Monstrum, oggi il giorno della verità per Mimmo Fazio

È il giorno della sentenza. La Corte d'Appello di Palermo è chiamata oggi a pronunciarsi sul processo Mare Monstrum, che vede imputato l'ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale Mimmo Fazio. Un verdetto atteso da anni e che va ben oltre il piano giudiziario: le sue conseguenze potrebbero infatti incidere direttamente sul futuro politico della città, già in fermento in vista delle prossime elezioni amministrative.

 

La decisione era inizialmente attesa il 29 giugno, ma la prima sezione penale della Corte d'Appello, presieduta da Adriana Piras, ha rinviato la pronuncia al 23 luglio per approfondire alcune questioni sollevate dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Lillo Fiorello e Michele Cavarretta.

 

L'inchiesta e la condanna di primo grado

 

La vicenda risale al maggio 2017, quando Fazio, allora deputato regionale, venne posto agli arresti domiciliari mentre era in piena campagna elettorale per tornare alla guida del Comune di Trapani.

L'inchiesta riguardava presunti favori illeciti in favore della compagnia di navigazione Liberty Lines nell'ambito di quella che venne ribattezzata la "tangentopoli del mare".

Nel 2023 il Tribunale di Trapani ha condannato Fazio a quattro anni e sei mesi di reclusione per corruzione nell'esercizio della funzione. È stato invece assolto dalle accuse di traffico di influenze illecite e rivelazione di segreto d'ufficio.

La sentenza di primo grado ha disposto anche l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, la confisca di beni per circa 200 mila euro e il risarcimento dei danni in favore della Regione Siciliana e della Presidenza della Regione.

 

Una sentenza che pesa anche sulla corsa a Palazzo d'Alì

 

Ma oggi, inevitabilmente, il processo si intreccia con la politica.

Da mesi, infatti, negli ambienti cittadini si parla della possibilità di un ritorno di Mimmo Fazio sulla scena amministrativa. Il suo nome continua a mantenere un consenso significativo in una parte dell'elettorato trapanese e, secondo molti osservatori, un'eventuale assoluzione o un sostanziale ridimensionamento delle accuse, soprattutto se dovesse venir meno la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, riaprirebbe concretamente la strada a una sua candidatura a sindaco.

Per il momento Fazio non ha ufficializzato alcuna decisione. Ma la sentenza di oggi potrebbe rappresentare lo spartiacque dal quale partire per eventuali valutazioni politiche.

 

Una corsa sempre più fuori dagli schemi

 

Le prossime amministrative di Trapani, del resto, si annunciano già particolarmente atipiche.

Accanto ai tradizionali movimenti delle coalizioni, sono già emerse candidature che sembrano nascere al di fuori dei classici schieramenti. Ha annunciato la propria disponibilità a correre il Consigliere di Stato Valerio Valenti, figura tecnica di alto profilo. Da tempo, inoltre, alimenta il dibattito politico anche Valerio Antonini, imprenditore romano presidente del Trapani Calcio e del Trapani Shark, che non ha nascosto l'interesse per un possibile impegno diretto nell'amministrazione cittadina.

In questo scenario, un eventuale ritorno di Fazio aggiungerebbe un altro protagonista capace di sparigliare gli equilibri, rendendo ancora più complessa la costruzione delle alleanze e delle candidature.

Per questo motivo la sentenza attesa oggi non sarà soltanto una tappa fondamentale di una lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2017. Potrebbe essere anche il primo vero atto della campagna elettorale per il futuro governo della città di Trapani.