Thailandia, la figuraccia degli studenti siciliani. Il video
Doveva essere una vacanza-studio. È diventata una lezione internazionale di educazione civica, impartita tra social network, ambasciate e commissariati.
Un gruppo di studenti siciliani ha trasformato un viaggio a Bangkok in un caso mediatico e diplomatico. Prima gli schiamazzi sulla metropolitana, poi gli insulti e i gesti volgari contro una passeggera thailandese. Infine le scuse pubbliche, l’intervento dell’Ambasciata italiana e le multe della polizia locale.
Tutto ripreso con uno smartphone. Tutto diventato virale.
“Scusa se portiamo soldi nel tuo Paese”
La scena si svolge su un convoglio della BTS Skytrain, la metropolitana sopraelevata di Bangkok. Nel video si vede un gruppo di ragazzi parlare ad alta voce, ridere e disturbare gli altri passeggeri.
Una donna seduta di fronte a loro chiede di abbassare il tono e prova a capire da quale Paese provengano. Le risposte sono provocatorie: “Siamo thailandesi”, dice qualcuno. Poi la frase che ha fatto esplodere il caso: “Ci dispiace aver portato i soldi nel vostro Paese”.
Seguono risate, insulti e gesti osceni. Secondo alcune ricostruzioni, le provocazioni sarebbero proseguite anche dopo la discesa dal vagone, con colpi ai finestrini del treno.
Il video viene pubblicato sui social thailandesi e raccoglie in poche ore milioni di visualizzazioni. I profili dell’Ambasciata italiana a Bangkok vengono sommersi da messaggi di protesta.
Chi sono i ragazzi
Secondo quanto ricostruito dalla stampa siciliana, alcuni dei giovani coinvolti provengono dalla provincia di Agrigento, in particolare da Licata, Palma di Montechiaro e Canicattì. Stavano partecipando a un soggiorno organizzato dal tour operator Travelling Fox nell’ambito del programma Estate INPSieme 2026.
Non si tratterebbe dunque di una tradizionale gita organizzata direttamente da un istituto scolastico, ma di una vacanza-studio. Estate INPSieme è il programma dell’Inps che assegna contributi per soggiorni estivi in Italia e all’estero ai figli di dipendenti e pensionati della Pubblica amministrazione.
Il viaggio a Bangkok proposto dall’operatore prevedeva attività culturali, visite e corsi di lingua, con contributi pubblici che potevano arrivare fino a 2.100 euro.

Le scuse dell’Ambasciata italiana
Di fronte alla valanga di proteste, è intervenuta l’Ambasciata italiana a Bangkok con un comunicato diffuso in italiano, inglese e thailandese.
L’Ambasciata ha espresso il proprio “profondo rammarico”, condannando fermamente il comportamento dei turisti minorenni e presentando le proprie scuse al popolo thailandese.
“Il comportamento inappropriato del gruppo – si legge nella nota – non rappresenta in alcun modo il popolo italiano”, né i valori sui quali si fondano i rapporti tra Italia e Thailandia.
Anche il tour operator ha preso le distanze dall’accaduto, annunciando provvedimenti disciplinari e il rientro anticipato in Italia degli studenti direttamente coinvolti. In un primo video, alcuni rappresentanti del gruppo hanno rivolto un pubblico wai, il tradizionale saluto thailandese, chiedendo perdono per quanto accaduto.
Le scuse davanti alla donna e le multe
La vicenda non si è però conclusa con il comunicato diplomatico.
Cinque studenti e un’accompagnatrice sono stati convocati al commissariato metropolitano di Samrae, dove hanno incontrato la passeggera offesa alla presenza di un interprete. Dopo oltre un’ora di confronto, il gruppo ha ammesso che il comportamento tenuto sul treno era stato inappropriato e ha rinnovato le proprie scuse.
La donna le ha accettate e ha chiesto agli utenti dei social di interrompere gli attacchi contro tutte le persone coinvolte. Le parti hanno concordato di non procedere ulteriormente e di rimuovere foto e filmati dai propri telefoni e profili.
La polizia ha comunque sanzionato cinque ragazzi con una multa di mille baht ciascuno, circa 25 euro, per gli insulti pronunciati alla presenza della donna. Uno di loro ha ricevuto un’ulteriore sanzione di mille baht per il gesto osceno mostrato nel video.
Pagate le multe, il procedimento è stato formalmente chiuso.
Turano: “Un comportamento inaccettabile”
Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale siciliano all’Istruzione, Mimmo Turano, che ha riferito di avere parlato con il ministro Giuseppe Valditara.
“È un comportamento inappropriato che sta avendo ampia risonanza mediatica anche a livello internazionale. Sono profondamente dispiaciuto e resto basito per l’accaduto”, ha dichiarato Turano.
L’assessore ha ricordato che partecipare a un’esperienza di studio all’estero significa anche rappresentare il proprio Paese: non solo sé stessi, ma “anche l’Italia”.
Una lezione che i ragazzi avrebbero dovuto imparare prima della partenza. La impareranno adesso, nel modo più rumoroso possibile: dopo aver fatto il giro del mondo sui social, essere passati da un commissariato e aver costretto un’Ambasciata a chiedere scusa.
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