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26/07/2026 06:00:00

Era tutto... prescritto. E adesso Trapani aspetta il ritorno di Mimmo Fazio

Qualcuno dice che era già tutto scritto. Adesso si può dire, quanto meno, che era tutto... prescritto.

La decisione della Corte d'Appello di Palermo sul processo Mare Monstrum, con il non doversi procedere nei confronti dell'ex sindaco Mimmo Fazio per intervenuta prescrizione, cambia inevitabilmente anche il quadro politico trapanese.

Non è un'assoluzione nel merito. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni e la vicenda giudiziaria potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa. Ma una cosa appare evidente: il principale ostacolo politico che gravava sull'ex sindaco si è improvvisamente alleggerito.

E a Trapani quasi tutti pensano la stessa cosa: Mimmo Fazio ci riproverà.

 

Il ritorno del grande protagonista

 

Lui non lo ha annunciato. Non ancora.

Ma in città il suo nome non ha mai smesso di circolare. Del resto Fazio continua a rappresentare uno dei personaggi politici più influenti degli ultimi venticinque anni.

Arrivò a Palazzo d'Alì come il volto del rinnovamento dopo una delle stagioni più difficili della politica trapanese. Giovane assistente universitario, avvocato, imprenditore, costruì rapidamente un consenso personale che lo portò a guidare Trapani per due mandati consecutivi.

Un sindaco decisionista, capace di dividere l'opinione pubblica come pochi altri. Per alcuni il migliore amministratore degli ultimi decenni, per altri il simbolo di una gestione troppo accentratrice. Ma su un punto, sostenitori e avversari, sono sempre stati d'accordo: Fazio non è mai stato un politico banale.

 

L'asse con D'Alì e la rottura

 

La sua ascesa politica è legata a doppio filo ad Antonio D'Alì, che per anni è stato il dominus del centrodestra trapanese.

Fu D'Alì a scommettere su di lui come uomo del rinnovamento. Ma la politica, soprattutto a Trapani, è fatta di alleanze che spesso durano meno delle rivalità.

Il rapporto si deteriorò progressivamente fino alla rottura definitiva. Nel 2017 i due si ritrovarono addirittura avversari nella corsa a sindaco: una sfida che segnò simbolicamente la fine di un'epoca del centrodestra trapanese.

Poi arrivò l'inchiesta Mare Monstrum.

 

 

Il processo che ha cambiato tutto

 

Era il maggio del 2017 quando Fazio, allora deputato regionale, venne posto agli arresti domiciliari nel pieno della campagna elettorale.

L'accusa era quella di aver favorito gli interessi della compagnia di navigazione Liberty Lines in cambio di utilità personali.

Nel 2023 arrivò la condanna in primo grado a quattro anni e sei mesi per corruzione nell'esercizio della funzione, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

La decisione della Corte d'Appello cambia oggi lo scenario: la prescrizione fa venir meno quella condanna e, con essa, anche le pene accessorie.

 

Una corsa già iniziata

 

La politica, però, non ha aspettato la sentenza.

Le prossime amministrative si annunciano come le più imprevedibili degli ultimi anni.

Ha già fatto capire di voler essere della partita il Consigliere di Stato Valerio Valenti, figura di grande prestigio istituzionale.

Da mesi, inoltre, alimenta il dibattito Valerio Antonini, il vulcanico imprenditore romano proprietario del Trapani Calcio e del Trapani Shark. Attraverso i social, le interviste e le iniziative pubbliche ha costruito un rapporto diretto con una parte della città, lasciando intendere che un impegno politico non sarebbe affatto da escludere.

E ora torna prepotentemente d'attualità il nome di Fazio.

Tre candidature che, almeno finora, nascono più dalla forza dei singoli che dalle tradizionali coalizioni. Un elemento che racconta bene lo stato della politica trapanese, dove i partiti sembrano rincorrere i protagonisti anziché sceglierli.

 

 

La partita vera comincia adesso

 

Naturalmente molto dipenderà dalle motivazioni della sentenza e dagli eventuali sviluppi davanti alla Cassazione.

Ma sul piano politico il dato è già evidente.

Se fino a ieri il ritorno di Mimmo Fazio era soltanto un'ipotesi, da oggi diventa uno scenario concreto. Lui continua a non scoprire le carte. Non ce n'è bisogno.

A Trapani, da questa mattina, tutti hanno ricominciato a parlarne. E, nel bene o nel male, quando il suo nome torna al centro della discussione significa che la campagna elettorale, anche se manca ancora tempo, è già cominciata.