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27/07/2026 06:01:00

Trapani, che luglio per Alberto Mazzeo

"Luglio, col bene che ti voglio, vedrai non finirà": e invece luglio è agli sgoccioli. 

Doveva essere il mese delle decisioni, quello in cui la mozione di sfiducia al sindaco Tranchida ed il caso delle decadenze, avrebbero smesso di essere annunci per trasformarsi finalmente in atti. 

A Palazzo Cavarretta, invece, "la cera squaglia e la processione non cammina".

 

L'8 luglio scorso, il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo aveva indicato un cronoprogramma preciso. Se il segretario generale, Giovanni Panepinto, non avesse trasmesso al Consiglio le proposte di deliberazione per la decadenza di alcuni consiglieri comunali, sarebbe intervenuto con un formale sollecito. Un messaggio che lasciava intendere una responsabilità degli uffici e la volontà di imprimere un'accelerazione a una vicenda che si trascina da mesi.

Alla fine, il sollecito lo ha fatto la VII Commissione e Panepinto ha risposto che mancava la firma di Mazzeo ai verbali della conferenza dei capigruppo del 9 giugno.

 

Nel frattempo, ovviamente, i verbali sono stati firmati e, da indiscrezioni di palazzo, le proposte deliberative sarebbero già state predisposte e inviate al Presidente del consiglio per una conferma formale prima della trasmissione definitiva al Consiglio comunale. Conferma che, allo stato, non risulterebbe ancora arrivata. 

Se questa ricostruzione dovesse trovare conferma, il fascicolo che si voleva sbloccare non sarebbe più fermo negli uffici, ma in attesa di un passaggio che riguarda proprio la presidenza del Consiglio.

 

Lo stesso copione sembra ripetersi sulla mozione di sfiducia al sindaco Giacomo Tranchida. Sempre l'8 luglio Mazzeo aveva annunciato che il testo, scritto "di suo pugno", sarebbe stato depositato entro la fine del mese e si sarebbe deciso se presentarla a settembre o, al massimo, a novembre. 

Nelle ultime dichiarazioni si queste ore, Mazzeo ribadisce che la sottoporrá ai colleghi di opposizione in qualità di consigliere comunale. 

Ed aggiunge che le elezioni a Trapani saranno nel 2028 , salvo "eventuali sviluppi" della suddetta mozione. 

 

Intanto, mentre a Trapani  le promesse politiche restano sotto l'ombrellone, Mazzeo è già impegnato su un altro fronte:  come referente della Lega di Mimmo Turano, sta preparando la lista per Erice con Simona Mannina, guardando all'unità del centro destra. 

Di cui l'unico partito di peso ad Erice, Fratelli d'Italia, avrebbe annunciato la candidatura dell'ex deputato regionale Livio Marrocco. Ma, per Mazzeo, la discussione sulla candidatura di Marrocco non è chiusa: prima vengono i programmi e poi i candidati. 

Resta da capire in nome di chi e di quale programma stia chiedendo a uomini e donne di candidarsi nella lista per le amministrative ericine.

 

Forse è proprio questa l'immagine che restituisce meglio la politica trapanese in questo scorcio d'estate. Una politica che continua a muoversi sul terreno delle intenzioni.

Dove le sfiducie vengono annunciate, le decadenze accelerate, i programmi evocati e le liste costruite. Ma gli atti - quelli che trasformano le dichiarazioni in decisioni, quelli che risolvono le urgenze - sembrano sempre restare in balìa dello scirocco.