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28/07/2026 06:00:00

Il Parco di Pantelleria compie dieci anni. Oggi arriva Mattarella

Per la prima volta un presidente della Repubblica arriva in visita ufficiale a Pantelleria. Sergio Mattarella sarà sull’isola oggi, martedì 28 luglio, per celebrare i dieci anni del Parco nazionale, istituito esattamente un decennio fa con un decreto firmato proprio dal capo dello Stato. Una ricorrenza che lega insieme la storia recente dell’isola, la tutela di un territorio fragile e il ruolo strategico di una terra protesa nel Mediterraneo, più vicina alla Tunisia che alla Sicilia.

 

La visita presidenziale sarà il momento culminante delle celebrazioni del decennale. Ma sarà anche l’occasione per guardare al cammino compiuto dal Parco, nato poche settimane dopo il devastante incendio del 2016 e chiamato da allora a proteggere non soltanto boschi e biodiversità, ma un paesaggio costruito nei secoli dal lavoro degli abitanti.

Il programma della visita

Il primo appuntamento è previsto alle 11 nell’hangar del Distaccamento aeroportuale di Pantelleria, dove si svolgerà la cerimonia ufficiale alla presenza di Mattarella. L’iniziativa è organizzata dall’Ente Parco insieme al Comune, a Enac Servizi Aeroporti e all’Aeronautica militare.

L’accesso all’hangar sarà riservato agli ospiti già accreditati. Oltre alle autorità e ai giornalisti, parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, delle categorie economiche e del volontariato, insieme ai presidenti dei Circoli e ai Piccoli Rangers.

Al termine della cerimonia, il presidente raggiungerà Piazza Cavour. Qui, alle 12, rivolgerà un saluto alla comunità pantesca e ai visitatori. Questo secondo momento sarà aperto al pubblico e consentirà ai cittadini di partecipare liberamente. La giornata proseguirà con alcuni incontri privati prima del rientro del capo dello Stato a Roma.

 

Le cartoline e l’annullo postale

Per il decimo anniversario l’Ente Parco ha realizzato quattro cartoline dedicate ad altrettanti simboli dell’isola. Tra questi ci sono il Bagno dell’Acqua, o Specchio di Venere, uno dei luoghi più rappresentativi del vulcanismo pantesco, e l’asino di Pantelleria, razza recuperata attraverso un lungo progetto di selezione e successivamente reintrodotta sull’isola.

Le cartoline saranno distribuite gratuitamente durante la giornata. Poste Italiane allestirà in Piazza Cavour un banchetto nel quale, dalle 9 alle 13, sarà applicato uno speciale annullo postale commemorativo. Un piccolo oggetto da collezione destinato a fissare sulla carta una giornata già consegnata alla storia dell’isola.

«L’ultimo scoop della mia vita»

Per Italo Cucci, presidente dell’Ente Parco, avere portato Mattarella a Pantelleria rappresenta anche un risultato personale. Giornalista e storico direttore di importanti testate sportive, Cucci non rinuncia al linguaggio del mestiere.

«Avere portato a Pantelleria il presidente della Repubblica, che qui non era mai venuto, è forse l’ultimo scoop della mia vita», ha dichiarato all’Italpress.

Mattarella sarà il primo capo dello Stato a compiere una visita ufficiale sull’isola. Un precedente risale all’estate del 1971, quando l’allora presidente Giovanni Leone, impegnato in una crociera privata nel Mediterraneo, fece scalo nel porto di Pantelleria senza però scendere a terra.

La presenza di Mattarella, per Cucci, assume un valore che va oltre il primato. «È colui che ha firmato l’atto di nascita del Parco nazionale di Pantelleria. Questa visita ha un valore speciale. È, tra virgolette, il padre del Parco e viene a vedere l’ultimo confine della patria».

Pantelleria si trova infatti nel cuore del Canale di Sicilia, a poche decine di miglia dalle coste tunisine. «Noi siamo qui e, se non c’è nebbia, si vede addirittura la Tunisia, pur essendo a sei ore di mare da Trapani. Questa è la realtà di Pantelleria e questa visita finirà nella storia dell’isola», ha aggiunto Cucci.

 

Il decreto firmato dieci anni fa

Il Parco nazionale Isola di Pantelleria è stato istituito con il decreto del presidente della Repubblica del 28 luglio 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 7 ottobre dello stesso anno. Fu il primo Parco nazionale della Sicilia.

L’istituzione era prevista già da tempo. La legge del 2007 aveva avviato il percorso e nel giugno 2016 erano arrivati il via libera della Giunta regionale e quello del Consiglio dei ministri. Ma a imprimere un’accelerazione decisiva fu il disastro ambientale che colpì l’isola poche settimane prima.

Il 28 maggio 2016 un incendio alimentato dal vento di scirocco devastò per giorni una vasta parte del patrimonio boschivo di Pantelleria. Le fiamme distrussero centinaia di ettari, soprattutto nell’area di Montagna Grande, lasciando ferite visibili per anni. L’origine del rogo venne ritenuta dolosa.

La nascita del Parco non fu quindi una decisione improvvisata dopo l’incendio: il procedimento era già avviato. Ma quelle immagini trasformarono l’istituzione dell’area protetta in una risposta politica e simbolica alla devastazione. Pantelleria doveva ripartire dalla tutela del suo territorio.

 

Un Parco che occupa gran parte dell’isola

L’area protetta si estende per circa 6.560 ettari terrestri e copre gran parte dell’isola. Comprende Montagna Grande, che raggiunge gli 836 metri, boschi, colate laviche, ambienti vulcanici, aree agricole, terrazzamenti e numerosi habitat nei quali convivono specie europee e nordafricane.

Pantelleria è infatti un’isola vulcanica emersa più di 300 mila anni fa lungo la zona di incontro tra la placca africana e quella europea. La sua posizione e il suo isolamento hanno favorito la presenza di specie ed endemismi particolari, oltre a renderla una tappa importante per l’avifauna migratoria.

Ma la caratteristica del Parco è soprattutto un’altra: qui il confine tra natura e presenza umana è molto sottile. Il paesaggio pantesco è il risultato di una convivenza millenaria tra le caratteristiche estreme dell’ambiente e il lavoro degli abitanti.

Ci sono i muretti a secco, costruiti con la pietra lavica per trattenere il terreno e difendere le coltivazioni dal vento. Ci sono i dammusi, le tradizionali abitazioni dalle spesse mura e dai tetti a cupola. E poi i giardini panteschi, i cappereti e la vite coltivata ad alberello, una pratica agricola riconosciuta nel 2014 dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Proteggere Pantelleria, dunque, non significa congelarla. Significa mantenere in vita un equilibrio nel quale la tutela della biodiversità passa anche dalla sopravvivenza dell’agricoltura e dalla manutenzione del territorio.

 

 

L’isola che ha sedotto artisti e personaggi famosi

Questo paesaggio aspro, battuto dal vento e apparentemente lontano da tutto ha attirato negli anni artisti, intellettuali, attori e protagonisti della cultura e dello spettacolo. Alcuni vi sono passati per una stagione, altri hanno costruito con Pantelleria un rapporto più profondo.

Il nome più conosciuto resta quello di Giorgio Armani. Lo stilista arrivò sull’isola negli anni Ottanta e scelse Cala Gadir come rifugio personale. Nel tempo non fu più considerato soltanto uno dei tanti ospiti illustri, ma divenne parte della comunità pantesca, che gli conferì la cittadinanza onoraria.

Armani, scomparso nel 2025, contribuì concretamente a diversi interventi per l’isola. Dopo il violento incendio dell’agosto 2022, che minacciò anche Gadir e costrinse residenti e turisti alla fuga, donò 500 mila euro alla comunità. Le risorse furono destinate anche a opere per la prevenzione degli incendi e per l’approvvigionamento idrico: grazie al suo contributo, l’acqua potabile arrivò nelle baie di Gadir e Cala Tramontana.

Il legame con Armani racconta una caratteristica di Pantelleria: la capacità di attrarre figure note senza diventare semplicemente un fondale per vacanze esclusive. L’isola conquista, ma chiede anche di essere compresa e rispettata. Non a caso, dopo la morte dello stilista, è stata avviata la proposta di intitolargli l’aeroporto.

 

I primi dieci anni

Nel suo primo decennio il Parco ha lavorato sulla prevenzione degli incendi, la conservazione dei boschi, il recupero dei terreni degradati, la tutela della biodiversità, i sentieri e l’educazione ambientale.

Tra i progetti più riconoscibili ci sono il ritorno dell’asino pantesco, legato anche ad attività didattiche ed escursionistiche, e la Carta europea per il turismo sostenibile, ottenuta nel 2021 dopo un percorso condiviso con istituzioni, associazioni e operatori.

Con il programma ministeriale “Parchi per il clima” sono stati inoltre avviati interventi per la cura delle pinete, la prevenzione degli incendi, la mobilità elettrica, l’efficientamento energetico e il recupero ambientale di alcune aree.

Il Piano ancora da completare

Il decennale non può però essere soltanto una celebrazione. Il Piano del Parco, principale strumento per regolare tutela, agricoltura, turismo e attività economiche, non ha ancora concluso il proprio iter.

Negli anni sono stati realizzati studi sul paesaggio rurale, sugli habitat e sulle caratteristiche del territorio. Nel maggio scorso l’Ente ha presentato il quadro conoscitivo e annunciato una nuova fase partecipativa. Arrivare al decennale senza avere ancora adottato il Piano resta, tuttavia, la principale incompiuta.

 

La sfida dei prossimi anni

La visita di Mattarella chiude simbolicamente un cerchio: il presidente arriva per la prima volta nell’isola il cui Parco porta la sua firma.

Pantelleria resta però un territorio fragile, esposto agli incendi, all’abbandono dei terreni, alla crisi dell’agricoltura, alla pressione turistica e agli effetti dei cambiamenti climatici. Dopo i primi dieci anni, la sfida del Parco sarà trasformare progetti e finanziamenti in una strategia stabile e dimostrare che tutela e sviluppo possono procedere insieme.