Mattarella a Pantelleria: «Un patrimonio per il futuro». E non esclude una vacanza sull’isola
Sergio Mattarella arriva a Pantelleria e, per qualche ora, l’isola più lontana diventa il centro della Repubblica.
Il presidente celebra i dieci anni del Parco nazionale, incontra la comunità pantesca e si concede perfino una rara battuta personale. Il sindaco Fabrizio D’Ancona lo invita a tornare per una vacanza. Mattarella sorride: «Alla mia età non si fanno programmi se non ravvicinati». Poi lascia aperto uno spiraglio: prima o poi potrebbe tornare sull’isola per riposarsi. Applausi, naturalmente. Perché Pantelleria sa essere convincente anche con i presidenti.
Il primo presidente della Repubblica in visita ufficiale
La visita del capo dello Stato è già una pagina di storia locale. Mattarella è infatti il primo presidente della Repubblica a recarsi ufficialmente a Pantelleria dalla nascita della Repubblica italiana.
L’occasione è il decimo anniversario dell’istituzione del Parco nazionale, il primo nato in Sicilia. Un legame non soltanto istituzionale: fu proprio Mattarella, il 28 luglio del 2016, a firmare il decreto che completò il percorso per la nascita dell’area protetta. Per questo, sull’isola, in molti lo considerano una sorta di “padre del Parco”.
La cerimonia si è svolta nell’hangar del Distaccamento aeroportuale, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, del presidente dell’Ente Parco Italo Cucci, del prefetto di Trapani Daniele Lupo, delle autorità civili e militari e dei bambini coinvolti nel progetto dei “piccoli ranger”.
«Non sono venuto a fare discorsi»
Mattarella parla a braccio e sceglie Gabriel García Márquez, lo scrittore colombiano che soggiornò a Pantelleria, per spiegare il senso della sua presenza.
Il presidente cita il titolo di un libro, Non sono venuto a fare discorsi, e lo prende in prestito: non è venuto sull’isola per una semplice cerimonia, ma per confermare l’affetto degli italiani verso Pantelleria e sottolineare il ruolo che questo lembo di terra riveste per la Repubblica.
Un messaggio che va oltre le celebrazioni e le fotografie ufficiali. Pantelleria è bella, certo. Bellissima. Ma non è una cartolina da conservare in un cassetto o da mostrare soltanto durante la stagione.
Le isole “minori” che minori non sono
Il passaggio più politico del discorso riguarda proprio le isole minori. Minori soltanto per definizione geografica, non certo per importanza.
Mattarella ricorda che questi territori sono essenziali per l’equilibrio e per il futuro del Paese e richiedono una cura costante, capace di rispettarne le caratteristiche e le fragilità. A Pantelleria, aggiunge, natura e storia si intrecciano in un paesaggio attraversato nei secoli da tutti i popoli del Mediterraneo.
Il patrimonio dell’isola, dunque, non deve essere protetto come una fotografia immobile. Deve essere valorizzato guardando al futuro, alla ricerca, allo sviluppo sostenibile e alle nuove generazioni.
È il punto centrale della visita. Proteggere Pantelleria non significa trasformarla in un museo a cielo aperto, magari bellissimo ma vuoto. Significa permettere ai panteschi di continuare a viverci, lavorare, studiare e costruire il proprio futuro.
L’abbraccio di piazza Cavour
Dopo la cerimonia nell’hangar, Mattarella ha raggiunto piazza Cavour, dove è stato accolto da centinaia di cittadini, turisti e bambini.
Strette di mano, fotografie, applausi e richieste di autografi. Il presidente ha ricordato di essere stato più volte a Pantelleria e di averla visitata per la prima volta circa settant’anni fa. Un rapporto antico, che passa anche dalla storia della sua famiglia: negli anni Cinquanta il padre Bernardo Mattarella, allora esponente della Democrazia Cristiana, tenne alcuni comizi sull’isola.
La visita è poi proseguita al Museo geonaturalistico di Punta Spadillo e nella zona dell’Arco dell’Elefante, due dei luoghi simbolo del patrimonio naturale pantesco.
Pantelleria al centro della Repubblica
Per un giorno Pantelleria non è stata periferia, avamposto o isola lontana. È stata il centro del Paese.
Ed è forse questo il significato più profondo della presenza di Mattarella: ricordare che la Repubblica non finisce dove finiscono le autostrade o i collegamenti ferroviari. Arriva anche nelle isole più distanti, dove ogni servizio pesa di più, ogni assenza si sente maggiormente e ogni promessa impiega spesso qualche traghetto di troppo per arrivare.
La festa per i dieci anni del Parco è stata quindi anche una promessa per il futuro: conservare la bellezza senza condannarla all’immobilità. E fare in modo che Pantelleria non sia soltanto un luogo da amare e visitare, ma un’isola nella quale sia possibile continuare a vivere.
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