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28/07/2026 20:06:00

La Sicilia arretra su sanità e istruzione: l'appello di Lo Curto

L’AGENAS boccia la sanità siciliana, con dati inequivocabili e allarmanti. Analoga valutazione emerge dai rapporti delle agenzie nazionali sulla povertà educativa e sui livelli di apprendimento dei nostri alunni nelle prove INVALSI di matematica e lingua italiana.

 

E mentre impazza il toto-candidati alla Presidenza della Regione, la Sicilia va a fondo nella classifica delle regioni italiane in due settori strategici, che manifestano l’incapacità della politica di formulare risposte certe per garantire diritti costituzionali.

Ma vi è di più. Se pensiamo a cosa potrà ancora accadere con l’autonomia differenziata e con la riconosciuta capacità delle regioni più ricche di garantire maggiore efficienza e qualità nei servizi sanitari e scolastici, è legittimo chiedere ai partiti, alle possibili coalizioni e ai singoli candidati quali soluzioni intendano proporre a problemi così enormi.

Se la Regione Lombardia può pagare di più un bravo medico, perché questi dovrebbe restare a Palermo o a Trapani? E se il piano di rientro della spesa sanitaria imporrà ulteriori costi per sostenere la mobilità passiva e l’assenza di personale medico e infermieristico renderà inutile la spesa dei fondi del PNRR per le Case e gli Ospedali di comunità, come garantire ai siciliani il diritto alla cura nell’ospedale della propria città?

 

Da autonomista convinta mi permetto una riflessione nel merito. Da NUOVA SICILIA, passando per l’MPA, sino al "GOVERNO DI LIBERAZIONE" di Cateno De Luca, appare sempre più evidente la necessità di acquisire una piena autonomia da Roma.

Di fronte alla consapevolezza che si vince solo in coalizione, è chiaro che la partita è dura e complessa. Tuttavia, per evitare che l’autonomia resti l’eterna incompiuta, si deve rendere esigibile il diritto alla compensazione del maggior costo rappresentato dall’insularità.

 

La Costituzione, infatti, riconosce la "condizione di svantaggio derivante dall’insularità" e, nella scorsa legislatura, l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, condusse un rigoroso lavoro di quantificazione di questi costi. Un lavoro apprezzato anche dalla Commissione europea e da tutto il Parlamento regionale.

 

Dunque, il tema oggi deve diventare prioritario per qualunque candidato voglia davvero intraprendere una battaglia per i diritti dei siciliani. Dalla mobilità interna ed esterna al trasporto delle merci, fino alle forniture di materiali: tutto in Sicilia costa di più.

Allora, senza giri di parole, bisogna mettere al centro del dibattito politico poche, essenziali questioni e, in primis, la fiscalità di vantaggio per attrarre investimenti e il trasferimento graduale di risorse per compensare i costi dell’insularità e consentire adeguati investimenti nella sanità, a partire dalla prevenzione che, più della cura, garantisce la salute; promuovere azioni di contrasto alle diseguaglianze sociali che generano povertà educativa; impedire che l’autonomia differenziata si traduca in una nuova mazzata per la Sicilia, con più responsabilità e meno risorse.

 

Eleonora Lo Curto