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29/07/2026 14:22:00

Marsala, la Casetta dell’Acqua è chiusa dal 2020. «La nuova amministrazione la riattivi»

Da sei anni il distributore di Piazza del Popolo è fermo e sigillato. Un cittadino scrive alla sindaca Andreana Patti: «Può aiutare le famiglie, ridurre la plastica e offrire un servizio utile anche ai turisti»

A Marsala c’è una casetta che non costa milioni, non richiede grandi progetti e non ha bisogno di essere inaugurata con fascia tricolore e buffet. Basterebbe farla funzionare.

È la Casetta dell’Acqua di Piazza del Popolo, chiusa nel 2020 durante l’emergenza pandemica e mai più riattivata. Da allora il piccolo impianto, nato per distribuire acqua microfiltrata fresca e frizzante, è rimasto inutilizzato nel cuore della città.

A riportare la vicenda all’attenzione dell’amministrazione comunale è Domenico Venuti, cittadino marsalese, che ha scritto alle redazioni locali e alla nuova sindaca Andreana Patti.

 

«Un servizio dimenticato»

 

Venuti parla di un servizio pubblico «utile e strategico», abbandonato negli anni della precedente amministrazione.

La struttura si trova in una zona particolarmente frequentata, a pochi passi dal mercato, dal terminal degli autobus e da uno dei principali ingressi del centro storico. Proprio per questo, secondo il cittadino, la riapertura avrebbe una doppia funzione: offrire un sostegno concreto ai residenti e migliorare l’accoglienza dei visitatori.

«In un periodo segnato dai rincari e dai periodici problemi di approvvigionamento idrico – scrive Venuti – poter disporre di acqua microfiltrata a costi contenuti rappresenterebbe un aiuto per le famiglie».

C’è poi il tema ambientale. Riempire bottiglie e borracce significa ridurre l’acquisto e lo smaltimento della plastica monouso. Una misura semplice, certamente meno spettacolare di tante campagne sulla sostenibilità, ma probabilmente più utile.

 

Un servizio anche per i turisti

 

Piazza del Popolo è uno dei punti di arrivo di chi visita Marsala. Ogni giorno vi transitano pendolari, residenti e turisti diretti verso il centro storico.

Secondo Venuti, un punto per ricaricare gratuitamente o a basso costo le borracce sarebbe un servizio in linea con quanto già avviene in molte città italiane ed europee.

«Un punto d’acqua attivo valorizza lo spazio pubblico – osserva – mentre un chiosco sigillato e abbandonato ne degrada soltanto l’immagine».

Ed effettivamente la struttura chiusa restituisce l’immagine di un servizio sospeso diventato, con il passare del tempo, semplicemente invisibile agli occhi dell’amministrazione.

 

L’appello alla sindaca Patti

 

La richiesta è ora indirizzata alla nuova amministrazione comunale.

Venuti chiede alla sindaca Andreana Patti e all’assessore competente di inserire il ripristino della Casetta dell’Acqua tra le priorità dell’agenda cittadina.

Servirebbero innanzitutto alcune verifiche tecniche: la sanificazione dei condotti, il collaudo degli impianti e l’accertamento delle condizioni della struttura. Andrebbe poi valutata la convenzione per la gestione del servizio, verificando se debba essere rinnovata o affidata nuovamente.

«Una nuova stagione amministrativa – conclude Venuti – può dimostrare il proprio cambio di passo anche attraverso piccoli, ma significativi, interventi di cura del territorio e di promozione della sostenibilità ambientale».

La richiesta, in fondo, è abbastanza semplice: dopo sei anni di acqua ferma, sarebbe il caso almeno di aprire il rubinetto.