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30/07/2026 08:25:00

Marsala, Elio Piazza compie 93 anni e scrive ai giovani: «Siamo ospiti della Terra»

Oggi, 30 luglio, Elio Piazza compie 93 anni. Per il suo compleanno non chiede regali, non si abbandona alla nostalgia e non racconta che una volta tutto fosse necessariamente migliore. Ha scelto, invece, di scrivere una lettera ai giovani e ai meno giovani della sua Marsala. Un messaggio etico ed ecologico che arriva proprio nel giorno in cui l’umanità esaurisce il proprio “budget naturale” annuale.

 

La coincidenza è di quelle che sembrano costruite apposta.

Mentre Elio Piazza invita i marsalesi a rispettare la Terra e a non abbandonare rifiuti nei luoghi che ci accolgono, il 30 luglio 2026 cade anche l’Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse naturali.

Mancano ancora cinque mesi alla fine dell’anno. Nel calendario ecologico, però, il 2026 è già finito.

 

«Consentitemi di chiamarvi ragazzi»

 

La lettera di Piazza è stata scritta il 29 luglio, alla vigilia del suo novantatreesimo compleanno.

«Ragazzi – domani compirò novantatré anni, consentitemi quindi di chiamarvi ragazzi», è il suo affettuoso incipit.

Poi comincia il viaggio attraverso le piccole e grandi conquiste che hanno trasformato la vita quotidiana nell’arco di pochi decenni.

I giovani di oggi non devono più attingere l’acqua dal pozzo con un secchio. Basta aprire il rubinetto e l’acqua arriva in abbondanza, anche calda.

Non devono accendere lumi a petrolio, candele o lampade a olio. È sufficiente premere un interruttore.

Non sono costretti a percorrere a piedi lunghe strade polverose o fangose, magari sotto la pioggia, ma possono scegliere tra diversi mezzi di trasporto.

 

Dalla “pila” alla lavatrice

 

Piazza ricorda anche quando nelle case c’erano la “pila” e lo “stricaturi”, il lavatoio utilizzato per pulire a mano la biancheria.

Oggi ci sono la lavatrice e l’asciugatrice. E per piatti, pentole, bicchieri e posate c’è la lavastoviglie.

«Non aggiungo altro sulle tante altre comodità che il progresso civile e tecnologico mette a vostra disposizione», scrive.

Il punto non è rimpiangere un mondo nel quale ogni gesto quotidiano richiedeva tempo e fatica. Piazza non celebra il secchio, il petrolio o il bucato a mano. Al contrario, augura alle nuove generazioni di beneficiare sempre di più delle innovazioni.

Ma ricorda anche che il progresso, da solo, non ci rende automaticamente più civili.

 

Il giorno in cui finiscono le risorse della Terra

 

Il messaggio arriva proprio nell’Earth Overshoot Day 2026, la data calcolata dal Global Footprint Network nella quale la domanda dell’umanità supera ciò che gli ecosistemi terrestri riescono a rigenerare durante l’intero anno.

Dal 31 luglio, dunque, vivremo idealmente in debito ecologico, consumando capitale naturale e accumulando rifiuti ed emissioni oltre la capacità di recupero del Pianeta.

Secondo il Global Footprint Network, l’umanità utilizza oggi la natura il 73% più velocemente di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerarsi. È come se avessimo a disposizione 1,73 pianeti Terra.

Il fatto che la data del 2026 cada sei giorni più tardi rispetto a quella indicata per il 2025 non rappresenta, peraltro, un vero miglioramento. Lo spostamento dipende principalmente dalla revisione di alcuni dati, mentre il livello di sovrasfruttamento globale continua a crescere ed è indicato come il più alto mai registrato.

 

Un debito lungo più di vent’anni

 

Il deficit ecologico non è cominciato ieri.

L’umanità consuma stabilmente più risorse di quelle rigenerabili dall’inizio degli anni Settanta. Secondo i calcoli diffusi per l’Earth Overshoot Day 2026, il debito accumulato equivale ormai a 20,6 anni dell’intera capacità biologica rigenerativa della Terra.

È come vivere ogni anno spendendo più dello stipendio, senza mai ridurre il debito. Con una differenza non trascurabile: alla Terra non possiamo chiedere un aumento del fido.

 

«Rispettate i luoghi che vi accolgono»

 

È qui che la lettera di Piazza diventa particolarmente attuale.

Dopo aver elencato le comodità offerte dalla modernità, il novantatreenne rivolge ai giovani una richiesta semplice: «Rispettare i luoghi che vi accolgono, non abbandonando rifiuti dappertutto».

Una raccomandazione che a Marsala non ha nulla di astratto.

Basta guardare certe strade, le periferie, le campagne, le spiagge e i bordi delle carreggiate, dove sacchetti, bottiglie e materiali ingombranti vengono spesso lasciati come se il paesaggio fosse una grande pattumiera senza coperchio.

Il progresso ha eliminato il secchio dal pozzo, ma non è ancora riuscito a convincere tutti che il cestino dei rifiuti non sia un accessorio urbano facoltativo.

 

La sfida comincia dalle città

 

Il Wwf Italia ricorda che proprio le città sono uno dei luoghi decisivi della transizione ecologica.

Le aree urbane occupano appena il 3% della superficie terrestre, ma sono responsabili di circa il 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane. Entro il 2050 quasi sette persone su dieci vivranno in una città.

Mobilità sostenibile, edifici efficienti, riduzione degli sprechi, economia circolare, verde urbano e servizi condivisi non sono quindi soltanto formule da convegno. Sono scelte che possono ridurre l’impronta ecologica e migliorare concretamente la qualità della vita.

E la trasformazione comincia anche dai comportamenti più elementari: non lasciare un sacchetto sul ciglio della strada, non trasformare una spiaggia in una discarica, non considerare lo spazio pubblico come qualcosa che appartiene sempre a qualcun altro.

 

«Siamo ospiti della madre Terra»

 

Piazza invita tutti a considerarci «ospiti della madre Terra che ci nutre e della natura che ci offre la bellezza delle meraviglie del creato».

Parole antiche e, nello stesso tempo, attualissime.

A 93 anni Elio Piazza non impartisce lezioni e non condanna il progresso. Ricorda soltanto che abbiamo ricevuto molto dalla tecnologia e ancora di più dalla natura.

E che, almeno per educazione, un ospite dovrebbe evitare di lasciare la casa più sporca di come l’ha trovata.