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30/07/2026 09:07:00

Bancarotta fraudolenta, sequestro milionario a imprenditore di Castelvetrano

Un sequestro preventivo da oltre 2,5 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Trapani nei confronti di un imprenditore di Castelvetrano, attivo nel settore della produzione e commercializzazione dell'olio d'oliva. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Marsala, su richiesta della Procura, nell'ambito di un'indagine per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

 

L'imprenditore è indagato insieme ad altre tre persone. Le accuse riguardano, allo stato delle indagini, presunte operazioni che avrebbero sottratto beni e risorse ai creditori della società.

 

Sequestrate quote societarie, crediti e conti correnti

Il sequestro ha interessato le quote di due società, crediti e somme di denaro presenti sui conti correnti personali dell'indagato.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri della Compagnia di Castelvetrano, l'azienda, che in passato aveva raggiunto un volume d'affari superiore ai 5 milioni di euro, è stata successivamente dichiarata in liquidazione giudiziale con un passivo di oltre 1,8 milioni di euro.

 

Le contestazioni della Procura

Le indagini, condotte attraverso l'analisi della documentazione contabile e dei movimenti bancari, avrebbero consentito di ricostruire una serie di operazioni compiute nei mesi precedenti all'apertura della procedura concorsuale.

Secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero stati trasferiti quote societarie, crediti, immobili e somme di denaro senza effettivi corrispettivi, senza adeguata tracciabilità finanziaria e con documentazione contabile ritenuta carente.

Per gli investigatori, tali operazioni sarebbero state finalizzate a sottrarre il patrimonio aziendale e personale alla garanzia dei creditori, compromettendo le possibilità di recupero delle somme dovute.

 

Le indagini

L'operazione è stata eseguita dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Trapani su delega della Procura della Repubblica di Marsala.

Come previsto dalla legge, il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni dovranno essere valutate nel corso del procedimento e l'indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.