×
 
 
30/07/2026 06:00:00

Trapani, c'é la sfiducia a Tranchida. 26 punti che blindano il documento 

Alberto Mazzeo ha mantenuto la promessa e la mozione di sfiducia è pronta per la fine di luglio. E pare l'abbia costruita in modo tale da blindare per prima l'opposizione. 

Pare sia formulata su ventisei punti che raccolgono tutte le battaglie combattute dalla minoranza negli ultimi anni, trasformando interventi d'aula, interrogazioni e denunce politiche in un documento che, adesso, mette ciascun consigliere davanti alle proprie responsabilità. 

 

La mossa è politica. E anche molto furba

La vera abilità di Mazzeo, però, sta nell'avere scritto una mozione di sfiducia "di suo pugno", mettendo nero su bianco gli interventi pronunciati dai consiglieri durante le sedute, con le interrogazioni, con gli ordini del giorno, con le conferenze stampa.

Dentro ci sono la gestione finanziaria del Comune e i bilanci, l'utilizzo delle risorse, la Zona economica speciale, la viabilità, la cronica carenza di personale, il degrado urbano, il servizio idrico, la rete fognaria, il centro storico, il canile comunale, il disagio sociale, la tutela del patrimonio monumentale e perfino la fuga dei giovani.

 

Una scelta che rischia di trasformarsi in una trappola politica.

Perché se hai denunciato per anni il dissesto amministrativo, il degrado della città, le criticità del servizio idrico, i problemi del centro storico, il fallimento delle politiche urbanistiche e finanziarie, come fai poi a non votare la sfiducia?

È questo il primo vero banco di prova.

Non per Tranchida, ma per l'opposizione.

 

Sulla carta i numeri ci sono

Per presentare la mozione servono almeno dieci firme, ma la vera partita sarà il voto finale.

Per mandare a casa il sindaco servono quindici voti favorevoli, cioè la maggioranza assoluta del Consiglio comunale.

Sulla carta ci sarebbero.

L'elenco comprende Alberto Mazzeo, Giovanni Carpinteri, Annalisa Bianco, Grazia Spada, Nicola Lamia, Gaspare Gianformaggio, Maurizio Miceli, Salvatore Fileccia, Salvatore Daidone, Sonia Tumbarello, Claudia La Barbera, Silvestro Mangano, Santo Vassallo e Giuseppe Guaiana.

Poi c'è Franco Briale.

Formalmente indipendente, ma ormai politicamente inserito nell'area dell'opposizione, con la quale sta già lavorando alla costruzione dell'alternativa in vista delle prossime elezioni amministrative. Non è un caso che abbia scelto di non approdare al Gruppo Misto.

E poi c'è stata perfino una provocazione arrivata dalla maggioranza.

"Se manca un voto, siamo pronti a prestarlo noi".

Una battuta detta in aula, ma solo fino a un certo punto.

Perché sottolinea come il problema non siano i numeri teorici, ma la tenuta politica del fronte anti-Tranchida.

 

Quando conviene presentarla?

Anche il calendario è diventato parte della strategia.

Alberto Mazzeo ha spiegato che la decisione sarà condivisa con tutta l'opposizione con due prospettive: presentarla a settembre oppure attendere novembre.

La seconda opzione consentirebbe di arrivare alla discussione tra dicembre e gennaio.

Se approvata, il Comune verrebbe commissariato per pochi mesi, arrivando direttamente alle elezioni della primavera 2027.

Lasciare il Consiglio comunale in carica fino a ridosso delle elezioni significa consentire ai consiglieri di mantenere più a lungo la visibilità politica garantita dallo scranno consiliare.

E, per qualcuno, anche il gettone di presenza.

 

Intanto, ieri c'è stata la conferenza dei capigruppo e si potrebbe dare precedenza alla questione decadenze.

 

Cosa accade se passa la sfiducia

L'articolo 52 del Testo unico degli enti locali disciplina l'intera procedura.

Servono almeno dieci firme per il deposito.

La mozione deve essere discussa tra il decimo e il trentesimo giorno successivo alla presentazione.

Il voto è palese, mediante appello nominale.

Se la maggioranza assoluta dei consiglieri voterà a favore, decadranno contemporaneamente sindaco, giunta e Consiglio comunale.

 

A quel punto il governo della città passerà a un commissario straordinario nominato dalla Regione Siciliana fino alla prima finestra elettorale utile, prevista nella primavera del 2027.

 

La prossima partita

La sfiducia, però, non guarda soltanto al presente.

Guarda anche alle prossime elezioni.

La primavera del 2027 potrebbe coincidere con un grande election day.

Anche la politica regionale vive una fase di forte instabilità e da tempo il nome di Giacomo Tranchida viene accostato a una possibile candidatura all'Assemblea regionale siciliana.

Per questo, la sfiducia non è soltanto una resa dei conti dentro Palazzo Cavarretta.

È il primo atto della lunga campagna elettorale che porterà Trapani al voto.

 

Mazzeo ha costruito una mozione difficile da non sottoscrivere per chi ha trascorso anni ad attaccare l'amministrazione.

Adesso, però, le parole non bastano più.

Quando il segretario comunale inizierà l'appello nominale, ogni consigliere dovrà scegliere da che parte stare. E quel voto, questa volta, resterà scritto nero su bianco.