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31/07/2026 06:00:00

Inchiesta sul crac dell’olio a Castelvetrano, chi sono i protagonisti del sequestro da 2,5 milioni

 Al centro dell’indagine della Guardia di Finanza di Trapani per bancarotta fraudolenta, c’è la figura di un giovane imprenditore locale del settore oleario siciliano e di una rete di collaboratori e familiari che, secondo l’accusa, avrebbero svuotato un’azienda capace in passato di fatturare oltre 5 milioni di euro l’anno.

 

Si tratta di Claudio Genco, che risulta il principale indagato, 38 anni, nato a Palermo ma residente a Castelvetrano. Genco era il titolare di un’omonima ditta individuale, colonna portante di un business attivo nella produzione e commercio di olio d’oliva che però ha subito un repentino e “significativo deterioramento” economico.

La sua parabola imprenditoriale si è interrotta bruscamente il 4 aprile 2024, quando il Tribunale di Marsala ne ha dichiarato la liquidazione giudiziale con un passivo accertato di oltre 1,8 milioni di euro. Genco non è solo accusato di aver sottratto beni ai creditori, ma anche di bancarotta documentale, per non aver tenuto o consegnato i registri contabili obbligatori, impedendo la ricostruzione dei flussi finanziari della sua impresa.

 

Accanto a Genco, con un ruolo di primo piano, emerge Giuseppe Della Polla, 69 anni, originario di Nusco (AV) e residente a Santa Ninfa. Gli atti giudiziari lo descrivono come la “figura centrale” e il “dominus economico” del circuito societario interessato dalle operazioni sospette.

Della Polla, amministratore della Servizi Agricoli Siciliani S.r.l., è il punto di giunzione di una rete che si estende oltre i confini nazionali. Sarebbe infatti direttore della Estelar Trading Incorporated, società di gestione e holding che possiede come controllata il Complejo Industrial Licorero del Centro (CILCCA), un’azienda venezuelana di Caracas attiva nella produzione e nell’invecchiamento di rum e distillati, della quale Della Polla sarebbe referente . Attraverso queste realtà, secondo gli investigatori, sarebbero stati schermati crediti e quote societarie sottratti al patrimonio di Genco proprio nell’imminenza del fallimento.

 

L'indagine coinvolge anche la sfera più intima di Claudio Genco. Tra gli indagati figura la madre, Mariangela Ferracane, 64 anni, residente a Castelvetrano. Alla donna l’imprenditore aveva ceduto, con un atto di compravendita giudicato “simulato” in sede civile, diversi immobili a Castelvetrano per un valore di circa 128.000 euro, operazione finalizzata a sottrarre le proprietà alla garanzia dei creditori.

 

Infine, compare il nome di Caterina Profera, 57 anni, nata in Venezuela ma residente a Santa Ninfa. La Profera ha assunto nel dicembre 2023 la carica di amministratore della Le Contrade Soc. Agricola S.r.l., una delle società cardine del sistema, subentrando proprio a Genco in una fase che i magistrati hanno definito “preconcorsuale”.

Il provvedimento di sequestro preventivo, che mira a recuperare 2,5 milioni di euro tra quote, crediti e somme di denaro, tratteggia una strategia di spoglio patrimoniale definita “non occasionale ma consapevole”. E tra le operazioni più contestate figurano la sparizione di 1,4 milioni di euro ricevuti come acconti per forniture di olio mai effettuate e la cessione di crediti verso l’estero senza alcun effettivo corrispettivo.

 

Ricordiamo però che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per tutti i coinvolti vige il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.