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03/08/2026 10:41:00

Segesta, dai tamburi di Taiwan ad Antigone: cinque giorni tra rito e conflitto

Una ninna nanna che attraversa Puccini, i Beatles e il rock. Un guerriero taiwanese che combatte contro le proprie illusioni. Le antiche rotte musicali tra Africa e Anatolia. Infine Antigone, ancora una volta sola davanti al potere.

Dal 4 all’8 agosto il Segesta Teatro Festival concentra al Tempio e al Teatro Antico quattro proposte molto diverse, ma unite dalla stessa domanda: in che modo l’arte può trasformare il conflitto, personale o politico, in conoscenza?

Il programma della quinta edizione, diretta da Claudio Collovà, passa dalla musica alla danza rituale e approda al grande teatro del Novecento, con una prima nazionale e il ritorno in Sicilia della compagnia taiwanese U-Theatre. 

“Lullaby”, la ninna nanna fuori dalla stanza dei bambini

Il primo appuntamento è in programma martedì 4 agosto alle 21.30, davanti al Tempio di Segesta. Luciana Di Bella e Massimiliano Pace portano in scena “Lullaby”, concerto costruito attorno alla ninna nanna, considerata non come semplice canto infantile ma come spazio mentale di protezione, memoria e sospensione.

La voce di Di Bella e il pianoforte di Pace saranno accompagnati dai violoncelli di Evva Mizerska, Antonino Saladino, Giorgio Garofalo e Mauro Greco.

Il repertorio accosta autori e mondi apparentemente lontani: Puccini, Brahms, Dvořák e Gershwin convivono con Annie Lennox, The Beatles, Billy Joel e Robert Smith. Ci sono inoltre composizioni originali di Pace, Di Bella e Claudio Santoro. Una sequenza che sottrae la ninna nanna alla sua forma consueta e la usa per parlare all’adulto rimasto sveglio. 

U-Theatre, il corpo disciplinato e la battaglia invisibile

Mercoledì 5 e giovedì 6 agosto alle 20, il Teatro Antico ospita “Sword of Wisdom” della compagnia U-Theatre, fondata a Taiwan nel 1988.

In scena non c’è un guerriero impegnato a sconfiggere un avversario riconoscibile. Il combattimento riguarda l’ignoranza, la paura e l’illusione. La “spada della saggezza” del titolo è un bastone che cambia funzione: arma, sostegno, strumento di ricerca e misura del movimento.

La compagnia intreccia percussioni, arti marziali, danza e gesti rituali. La drammaturgia procede senza parole, affidandosi al ritmo dei tamburi e alla precisione dei corpi. I sei quadri dello spettacolo raccontano così una trasformazione interiore, evitando tanto il folklore ornamentale quanto l’esibizione atletica fine a se stessa. 

La Via della Seta diventa un paesaggio sonoro

Il Tempio tornerà al centro del Festival venerdì 7 agosto alle 21.30, con la prima nazionale di “Afro Anatolian Tales” dei Tarab Dance.

Il progetto è stato fondato dal percussionista olandese-turco Sjahin During e mette in relazione le tradizioni musicali dell’Anatolia, dell’Iran, dell’India e delle altre culture attraversate dalla Via della Seta.

Ritmi antichi, improvvisazione, strumenti acustici ed elettronica contemporanea costruiscono una musica che non tenta di cancellare le differenze. Le lascia invece dialogare, facendo di ogni esecuzione un incontro legato ai musicisti, al pubblico e al luogo in cui avviene.

Il lavoro discografico originario, pubblicato nel 2008, ottenne una recensione a cinque stelle dalla rivista britannica “Songlines” ed entrò nella selezione del giornalista e conduttore BBC Charlie Gillett. A Segesta il progetto apre una nuova fase, portando quelle geografie musicali dentro uno dei luoghi simbolici del Mediterraneo. 

Antigone, la legge e il prezzo del rifiuto

La settimana si chiude sabato 8 agosto alle 19.30 al Teatro Antico con “Antigone” di Jean Anouilh, per la regia di Roberto Latini. Lo spettacolo sarà replicato il 9 e il 10 agosto.

In scena, insieme a Latini, ci saranno Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann e Francesca Mazza. La produzione è firmata dalla Fabbrica dell’Attore–Teatro Vascello e dal Teatro di Roma–Teatro Nazionale. 

Anouilh scrisse la sua Antigone durante l’occupazione nazista della Francia. Riprese il mito di Sofocle e lo portò dentro il Novecento, trasformando lo scontro tra Antigone e Creonte in un’indagine sulla coscienza individuale, sulla ragion di Stato e sulla possibilità di pronunciare un no quando ogni compromesso sembra già preparato.

È un testo che non divide comodamente il mondo tra innocenti e colpevoli. Creonte conosce il peso del governo; Antigone conosce quello del rifiuto. Tra i due resta aperta una frattura che il presente continua a rendere riconoscibile.

Il laboratorio al Castello di Salemi

La programmazione è anticipata oggi, lunedì 3 agosto alle 17, dal laboratorio gratuito “L’universo tattile e cutaneo, dalla pelle al pensiero”, condotto dalla coreografa Barbara Lucarini al Castello di Salemi.

L’attività è dedicata alla danza e al movimento creativo e propone un lavoro sulla percezione, sul gesto e sulla relazione tra corpo, spazio e natura. È uno dei laboratori esperienziali con cui il Festival coinvolge il pubblico non soltanto come spettatore.

I biglietti sono disponibili sui circuiti Vivaticket e CoopCulture e al botteghino del Parco archeologico di Segesta. Sono previsti abbonamenti, riduzioni e l’utilizzo della Carta del docente. 



Native | 31/07/2026
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