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04/08/2026 10:11:00

Marsala e il  caos allo Sbocco. La Municipale: «Centinaia di multe e pattuglie ogni giorno»

Il caos c’è, i disagi per i residenti pure. Ma raccontare la situazione della zona dello Sbocco senza ricordare il lavoro svolto dalla Polizia municipale restituisce soltanto una parte del problema. Dopo l’articolo di Tp24 sulle difficoltà lungo la strada che conduce ai lidi Gazebo e Café Blanc, dal comando arriva una precisazione.

 

Una precisazione che non nega gli ingorghi, le liti e le difficoltà di accesso alle abitazioni. Al contrario, conferma quanto la situazione sia complessa. Ma rivendica gli interventi messi in campo durante l’estate del 2026: una nuova ordinanza, centinaia di sanzioni e servizi quotidiani di pattugliamento.

 

L’ordinanza e le centinaia di multe

 

Secondo quanto ricostruito da Tp24, quest’anno il Comune ha adottato un’ordinanza specifica per tentare di mettere ordine nella zona dello Sbocco e lungo le strade di accesso ai lidi.

Per far rispettare il provvedimento sono state elevate centinaia di multe. Non soltanto interventi sporadici, dunque, ma un’attività sanzionatoria continua contro la sosta selvaggia e i comportamenti che rendono ancora più difficile la circolazione.

Il comando sottolinea che mai come quest’anno sarebbero stati predisposti controlli tanto frequenti.

 

Pattuglie con doppi turni

 

Nella zona sono stati organizzati servizi di pattugliamento con doppi turni, al mattino e nel pomeriggio.

Gli agenti della Polizia municipale sono stati impegnati nel controllo della viabilità, nella repressione della sosta irregolare e nella gestione dei momenti di maggiore afflusso verso gli stabilimenti balneari.

Uno sforzo che, secondo il comando, non è riuscito a eliminare completamente il problema, ma avrebbe almeno consentito di ridurre il disordine rispetto agli anni precedenti.

E qui sta il punto: si può discutere sull’efficacia delle misure, ma non si può dire che nulla sia stato fatto.

 

Un problema urbanistico prima ancora che di traffico

 

La difficoltà, però, non nasce soltanto dalle automobili parcheggiate male o dall’assenza temporanea di una pattuglia.

La zona presenta criticità strutturali accumulate negli anni: abitazioni realizzate lungo strade strette, terreni recintati fino al limite della carreggiata, spazi di manovra ridotti al minimo e una viabilità evidentemente inadeguata rispetto al numero di persone e di veicoli che raggiungono il litorale durante l’estate.

Il risultato è un sistema fragile. Basta un’auto in più, una sosta fuori posto o due vetture che si incontrano nel punto sbagliato per paralizzare tutto.

La Polizia municipale può multare, dirigere il traffico e tentare di liberare i passaggi. Più difficile, invece, è allargare con il fischietto strade nate strette e rimaste strette.

 

Il nodo dei parcheggi dei lidi

 

Resta poi la questione delle aree utilizzate come parcheggi a servizio degli stabilimenti balneari.

Dalla ricostruzione raccolta da Tp24 emerge un elemento importante: alcune autorizzazioni ai lidi sarebbero state rilasciate in passato senza richiedere preventivamente uno specifico parere sulla viabilità.

Questo significa che attività capaci di attirare centinaia di automobili sono state autorizzate senza valutare fino in fondo l’impatto dei flussi di traffico sulle strade circostanti.

Non si tratta necessariamente di parcheggi irregolari. Il problema è un altro: stabilire se le autorizzazioni concesse negli anni abbiano tenuto conto della reale capacità della rete viaria, degli accessi, delle vie di fuga e del passaggio dei mezzi di soccorso.

 

Residenti e vigili, due disagi che convivono

 

Le segnalazioni dei residenti restano fondate e meritano risposte. Chi abita nella zona deve poter raggiungere la propria casa e un’ambulanza deve poter transitare senza restare intrappolata per mezz’ora nel traffico.

Allo stesso tempo, però, va riconosciuto il lavoro degli agenti impegnati ogni giorno in un’area dove gli strumenti ordinari di controllo si scontrano con problemi urbanistici e amministrativi molto più antichi.