Ryanair continua a riempire gli aerei. E, di riflesso, anche gli aeroporti nei quali ha deciso di investire con maggiore forza. Tra questi c’è Trapani-Birgi, tornato nel 2026 ad avere un ruolo centrale nei programmi della compagnia irlandese.
Nel mese di luglio Ryanair ha trasportato 22,2 milioni di passeggeri, il 7% in più rispetto ai 20,8 milioni registrati nello stesso mese del 2025.
Il coefficiente di riempimento degli aerei, il cosiddetto load factor, è rimasto al 96%. Significa, in parole povere, che quasi tutti i posti disponibili sono stati venduti. Un dato che conferma la capacità della compagnia guidata da Michael O’Leary di aumentare i voli senza lasciare troppi sedili vuoti.
Oltre 120 mila voli in un mese
Nel corso di luglio 2026 Ryanair ha operato più di 120.800 voli.
Il bilancio degli ultimi dodici mesi porta il totale a 213,2 milioni di passeggeri, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente e un load factor medio invariato al 94%.
Numeri enormi, che consolidano il ruolo di Ryanair nel trasporto aereo europeo e spiegano anche il peso che le scelte della compagnia hanno sugli aeroporti regionali. Quando O’Leary apre una base, aumenta le frequenze o taglia una rotta, gli effetti si vedono immediatamente sui tabelloni. E sui territori.
Il ritorno della base Ryanair a Trapani
A Trapani-Birgi Ryanair ha riaperto la propria base operativa nel gennaio 2026. Per la stagione estiva sono stati posizionati due Boeing 737, per un investimento indicato dalla compagnia in circa 200 milioni di dollari.
Il programma estivo prevede complessivamente 24 rotte Ryanair, sei delle quali nuove: Stoccolma, Bournemouth, Bari, Lublino, Saarbrücken e Verona.
La compagnia ha stimato per Trapani un traffico potenziale di 1,2 milioni di passeggeri l’anno, con una crescita del 35%, sostenendo che le attività dello scalo potranno supportare oltre 960 posti di lavoro diretti e indiretti. Si tratta, naturalmente, di stime della stessa Ryanair, ma il cambio di passo rispetto agli anni più difficili di Birgi è evidente.