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08/08/2026 11:39:00

Neonato muore dopo il parto a Mazara: la Procura di Trapani apre un’inchiesta

Un parto programmato, poi l’improvvisa emergenza, il cesareo d’urgenza e la corsa verso Trapani. Il bambino nasce in condizioni gravissime e muore il giorno successivo. Adesso sarà la Procura di Trapani a cercare di capire cosa sia accaduto e se, nella gestione del parto, vi siano state eventuali responsabilità.

La vicenda riguarda un neonato venuto alla luce il 25 luglio all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo e successivamente trasferito al Sant’Antonio Abate di Trapani, dove è deceduto il giorno seguente.

Sul caso è stato aperto un fascicolo e sono stati disposti accertamenti medico-legali.

 

La madre era arrivata per un parto programmato

 

Secondo quanto ricostruito da Alpa Uno, la madre è una giovane donna tunisina che aveva seguito la gravidanza nel proprio Paese.

La donna si sarebbe presentata all’ospedale di Mazara del Vallo per una induzione programmata del parto.

Durante le procedure, però, la situazione clinica sarebbe improvvisamente cambiata. Una consistente perdita di sangue avrebbe reso necessario intervenire immediatamente.

Il ginecologo avrebbe quindi disposto un taglio cesareo d’urgenza, effettuato, secondo la ricostruzione disponibile, circa tredici minuti dopo la decisione dell’intervento.

 

Il bambino nasce in condizioni gravissime

 

Alla nascita le condizioni del neonato sarebbero apparse subito molto gravi.

I sanitari hanno avviato le procedure di rianimazione. L’ospedale Abele Ajello, tuttavia, non dispone di una Terapia intensiva neonatale, e per questo è stato organizzato il trasferimento urgente del piccolo al Sant’Antonio Abate di Trapani.

Nonostante le cure, il bambino è morto il giorno successivo.

Una tragedia sulla quale adesso occorrerà fare piena luce, innanzitutto per stabilire quale sia stata la causa del decesso e quale ruolo abbiano avuto le complicanze verificatesi durante il parto.

 

L’inchiesta della Procura di Trapani

 

La Procura di Trapani ha aperto un fascicolo e ha disposto gli accertamenti tecnici necessari per ricostruire ogni passaggio dell’assistenza prestata alla madre e al bambino.

L’esame autoptico è già stato eseguito da un collegio di consulenti. Sono stati inoltre disposti ulteriori esami istologici, i cui risultati saranno fondamentali per arrivare a una valutazione medico-legale completa.

Gli accertamenti riguardano l’attività svolta dall’équipe presente in sala parto, composta da ginecologi, ostetriche e personale sanitario.

Tra i legali che seguono i sanitari figurano gli avvocati Alessandro Fundarò, Natale Pietrafitta e Leonardo Costa. Sono stati nominati anche consulenti tecnici di parte che hanno partecipato alle operazioni peritali.

 

Nessuna conclusione, per il momento

 

È proprio questo il punto più importante: allo stato non è stata accertata alcuna responsabilità.

L’apertura di un’inchiesta e l’esecuzione dell’autopsia servono proprio a chiarire se la morte del bambino sia stata determinata esclusivamente dalle gravi complicazioni cliniche manifestatesi durante il parto oppure se vi siano stati comportamenti o decisioni sanitarie da approfondire.

Saranno quindi gli esiti dell’autopsia, degli esami istologici e delle altre consulenze a consentire alla Procura di Trapani di decidere se chiedere l’archiviazione del procedimento oppure procedere ulteriormente.

Per adesso resta una tragedia: un bambino nato il 25 luglio a Mazara, trasferito d’urgenza a Trapani e morto poche ore dopo. E una domanda alla quale soltanto gli accertamenti medico-legali potranno dare una risposta: si poteva evitare?



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