C'è un numero, dentro la relazione del Collegio sindacale dell'Azienda sanitaria provinciale di Trapani sul bilancio 2025, che racconta forse più di molti comunicati lo stato della sanità trapanese: 155.379.517,30 euro.
È il costo della mobilità sanitaria passiva sostenuto dall'ASP Trapani nel 2025: denaro legato alle prestazioni sanitarie dei cittadini residenti nel territorio dell'Azienda che vengono erogate da strutture sanitarie al di fuori del perimetro dell'ASP, secondo il sistema della mobilità sanitaria.
Il dato è contenuto nero su bianco nella relazione del Collegio sindacale al bilancio chiuso al 31 dicembre 2025. Il documento, pubblicato dall'ASP nella sezione Amministrazione trasparente, è stato esaminato dal Collegio nella seduta del 30 luglio 2026.
E il primo elemento che emerge è che la mobilità passiva è aumentata. Nel 2025 l'importo ha raggiunto 155,38 milioni di euro, con un incremento di 3.848.153,46 euro rispetto al 2024. Nello stesso periodo, la mobilità attiva, cioè quella legata ai pazienti provenienti da altri territori che scelgono le strutture dell'ASP, è invece diminuita di 431.549,29 euro.
Tradotto in termini contabili: da una parte aumenta il costo legato alle prestazioni erogate altrove ai residenti; dall'altra diminuisce il valore della mobilità attiva.
I dati evidenziano anche una perdita d'esercizio superiore agli 11 milioni di euro, un disavanzo causato principalmente da un marcato aumento dei costi di produzione, in particolare per l'acquisto di medicinali e dispositivi medici e per l'incremento delle spese del personale.
Il dato non nasce nel 2025
La mobilità sanitaria passiva non è un fenomeno nuovo per l'ASP Trapani. La Corte dei conti, nella deliberazione n. 297/2024 relativa agli esercizi 2020-2022, aveva già evidenziato un peggioramento della performance dell'Azienda sotto il profilo della mobilità passiva.
I costi erano:
- 2020: 125.544.878,85 euro
- 2021: 132.275.084,32 euro
- 2022: 129.794.587,93 euro
La Corte aveva rilevato una variazione del 3,57% tra il 2020 e il 2022 e sottolineato che la quota più consistente della mobilità passiva era rappresentata dall'attività ospedaliera intra ed extraregionale, pari, negli anni considerati, a una quota compresa tra il 65 e il 68 per cento.
Dove finiscono i 155 milioni?
La relazione del Collegio sindacale consente di individuare alcune delle principali componenti dell'aumento registrato nel 2025.
L'incremento complessivo della mobilità passiva, pari a 3.848.153,46 euro, riguarda principalmente due aree. La prima è l'assistenza ospedaliera:
- +1.773.613,38 euro per l'assistenza intraregionale;
- +329.422,04 euro per l'assistenza extraregionale.
La seconda riguarda la distribuzione dei farmaci:
- +1.455.150,80 euro per le prestazioni intraregionali;
- +53.884,04 euro per quelle extraregionali.
Il dato è importante perché non basta sapere che nel 2025 la mobilità passiva è costata all'ASP 155,38 milioni di euro. Occorre capire quali prestazioni generano questa spesa, verso quali territori si dirige, quali strutture la ricevono e quali sono le ragioni per cui il cittadino trapanese esce dal circuito dell'offerta sanitaria della propria Azienda.
La domanda
Perché i cittadini della provincia di Trapani si curano fuori dal territorio dell'ASP e quanto costa questa scelta al sistema sanitario pubblico?
La relazione del Collegio sindacale richiama la necessità di distinguere i cosiddetti motivi di "fuga" da quelli di "eccellenza", cioè dalla capacità di attrarre pazienti da altri territori.
Dietro quei 155.379.517,30 euro possono esserci ricoveri ospedalieri, prestazioni specialistiche, farmaci e altre prestazioni comprese nel sistema della mobilità.
Attenzione: non c’è alcuna irregolarità, ma c’è un fenomeno economico e sanitario di dimensioni molto rilevanti.
Il paradosso
C'è poi un altro elemento che merita attenzione: mentre la mobilità passiva cresce, la mobilità attiva dell'ASP diminuisce.
Nel 2025, rispetto all'anno precedente, il Collegio registra infatti un calo della mobilità attiva di 431.549,29 euro.
Il quadro, dunque, è quello di una doppia direzione: più spesa per prestazioni ricevute fuori dal circuito dell’Azienda e, contemporaneamente, meno risorse generate dalle prestazioni erogate dall'ASP a cittadini provenienti da altri territori.