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12/08/2026 06:00:00

Regionali Sicilia, la guerra dei sondaggi: dopo De Luca anche La Vardera ha il “suo”. E vola al 19,8%

In Sicilia la campagna elettorale per le Regionali è ancora lontana, ma la guerra dei sondaggi è già cominciata. E c'è una curiosa regola non scritta: chi commissiona una rilevazione, difficilmente ne esce con il morale a terra.

Dopo il sondaggio SWG commissionato da Sud Chiama Nord, che aveva messo Cateno De Luca al centro della partita, arriva quello commissionato da Controcorrente di Ismaele La Vardera. E, sorpresa delle sorprese, questa volta a volare è proprio La Vardera: la sua lista sarebbe addirittura prima in Sicilia con il 19,8%, mentre lui risulterebbe il candidato presidente più votato con il 23,1%.

Due fotografie molto diverse scattate a poche settimane di distanza. E una certezza: prima di scegliere il prossimo presidente della Regione, agli elettori siciliani toccherà orientarsi anche nella giungla dei sondaggi di parte.

 

Il sondaggio commissionato da Controcorrente

 

La nuova rilevazione è stata realizzata dall'istituto BiDiMedia e, dettaglio essenziale per interpretarne i risultati, è stata commissionata dallo stesso movimento Controcorrente.

Le interviste, secondo quanto riportato, sono state effettuate tra il 10 e il 12 luglio su un campione di mille persone: 400 intervistati a livello nazionale e 600 in Sicilia.

Il risultato più clamoroso riguarda le intenzioni di voto per le Regionali.

Controcorrente-La Vardera viene stimata al 19,8%, con un incremento di circa cinque punti rispetto a una precedente rilevazione commissionata dallo stesso La Vardera a dicembre.

Dietro ci sarebbe Fratelli d'Italia al 12,6%, Forza Italia all'11,7%, Pd al 10,7% e Movimento 5 Stelle al 10,5%.

Sud Chiama Nord di Cateno De Luca è indicato al 9%.

Seguono Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 4%, Lega al 3,4%, Dc al 3,3%, Movimento per le Autonomie al 3%, Alleanza Verdi e Sinistra al 2,8%, Unione di Centro al 2,5%. Più indietro Azione al 2%, Casa Riformista all'1,5%, Schierarsi all'1,3% e Più Europa all'1%.

 

La Vardera primo anche tra i candidati

 

Il secondo dato che fa rumore riguarda direttamente la corsa per Palazzo d'Orléans.

Alla domanda sulle intenzioni di voto per i possibili candidati alla presidenza della Regione, Ismaele La Vardera risulterebbe primo con il 23,1%.

Dietro di lui il presidente uscente Renato Schifani con il 19,2% e Cateno De Luca con il 17,3%.

Seguono Giorgio Mulè all'11,4%, Nuccio Di Paola al 9,8%, Giuseppe Provenzano al 9,7%, Antonello Cracolici al 6,1% e Anthony Barbagallo al 3,4%.

L'affluenza stimata è indicata tra il 44 e il 48%.

 

Ma pochi giorni fa De Luca era davanti a tutti

 

Ed è qui che il confronto diventa interessante.

Il sondaggio SWG commissionato da Sud Chiama Nord, di cui Tp24 ha dato conto, era stato realizzato tra il 22 luglio e il 4 agosto su un campione decisamente più ampio: 3.001 siciliani maggiorenni.

In quella rilevazione il protagonista era De Luca.

Alla domanda sull'“efficacia percepita” dei potenziali candidati, Cateno De Luca era primo con il 29%, seguito proprio da La Vardera con il 24% e da Schifani con il 15%.

Attenzione, però: le domande non sono perfettamente sovrapponibili. SWG misurava in quel caso l'efficacia percepita, mentre BiDiMedia propone intenzioni di voto sui candidati. Confrontare direttamente 29% e 23,1%, quindi, sarebbe metodologicamente sbagliato.

Molto più interessante è confrontare le stime sui partiti.

 

SWG e BiDiMedia raccontano due Sicilie parecchio diverse

 

Ed è qui che le distanze diventano enormi.

Secondo SWG, Fratelli d'Italia sarebbe al 17%, mentre BiDiMedia la colloca al 12,6%.

Forza Italia passa dal 15% di SWG all'11,7% di BiDiMedia.

Il Pd è all'11,5% per SWG e al 10,7% per BiDiMedia. Il Movimento 5 Stelle viene invece stimato rispettivamente all'8,5 e al 10,5%.

Ma le differenze più impressionanti riguardano, guarda caso, proprio le formazioni dei due committenti.

Per SWG Sud Chiama Nord vale il 13,5% e Controcorrente l'11,5%.

Per BiDiMedia Sud Chiama Nord scende al 9% e Controcorrente schizza al 19,8%.

Insomma, nel giro di poche settimane Controcorrente balla di oltre otto punti a seconda dell'istituto e della rilevazione presa in considerazione. Sud Chiama Nord di quattro punti e mezzo.

Non sono sfumature.

 

Quando il sondaggio lo paga il politico

 

Questo non significa naturalmente che uno dei due sondaggi sia necessariamente sbagliato o manipolato. Commissionare un sondaggio non significa determinarne il risultato, e sarebbe scorretto sostenerlo senza elementi.

Significa però che il nome del committente è una parte fondamentale della notizia.

Sud Chiama Nord commissiona una rilevazione e ne esce un De Luca fortissimo, capace di decidere persino quale coalizione possa vincere.

Controcorrente commissiona una rilevazione e La Vardera si ritrova alla guida del primo partito della Sicilia e davanti a Schifani e De Luca nella corsa alla presidenza.

È la politica nell'epoca del sondaggio permanente: prima ancora di contare i voti veri, si contano quelli ipotetici.

 

Il dato politico che resta

 

Tolte le inevitabili cautele, entrambe le rilevazioni suggeriscono comunque qualcosa che sarebbe sbagliato ignorare.

La politica siciliana è molto più mobile di quanto raccontino gli schieramenti tradizionali. De Luca e La Vardera intercettano insieme una quota significativa di elettorato e possono complicare enormemente la costruzione delle due coalizioni.

Il centrodestra non sembra avere più la tranquillità con cui arrivò alle Regionali del 2022. Il centrosinistra continua a discutere su leadership e candidato. E nel frattempo due soggetti esterni ai tradizionali perimetri, Sud Chiama Nord e Controcorrente, provano a trasformarsi da comprimari in protagonisti.

Poi arriveranno le liste vere, i candidati veri, le alleanze vere. E soprattutto arriveranno gli elettori.

Quello sarà l'unico sondaggio che nessun partito potrà commissionare.