×
 
 
12/08/2026 18:22:00

Calici di Stelle 2026: l'incanto di Mario Venuti al Baglio Soria tra bellezza e good vibes  

"Calici di Stelle" è un atteso evento che , se in precedenza si concentrava durante la notte di San Lorenzo, ultimamente si e' “destagionalizzato”: sono circa tre le settimane in cui cantine più o meno grandi in Italia aprono le loro porte mettendosi in mostra a suon di musica, Dj set ed, ovviamente, i vini in degustazione. 

Le proposte sono differenti e altrettanto lo è la qualità proposta.

Fedele alla tradizionale data del seguitissimo evento, la Cantina Firriato, nella sua sede di Baglio Soria, in pieno agro pacecoto , ha avuto un notevole seguito di wine lovers scafati , aficionados e avventori curiosi, più o meno esperti, attirati forse più dalla pubblicità molto insistente sui social che dalle tematiche vinicole.

 

Come negli anni passati, l'attenzione nei confronti dei fruitori è stata massima: banchi d'assaggio ben distanziati ed abbondanti per scongiurare le fastidiose resse. 

Operatori precisi nella descrizione dei prodotti ed attenti nel tenere alla temperatura più vicina possibile a quella adeguata i vari vini ed evitare di rovinarne la degustazione (specialmente quella dei rossi , che tendono a soffrire maggiormente le alte temperature). 

I vini proposti, anche questa volta, erano quelli dell'intera produzione, dalla fascia media a quella più alta.

 

Accompagnati comodamente dalla navetta, una volta accreditati al check in, l'esperienza ha ufficialmente inizio e , come tradizione, il primo livello a cui si accede, vicino alla sala ristorante , è quello delle bollicine, i bianchi mossi più 'beverini' , gettonatissimi specialmente in estate. 

Si passa dallo Charme al Gaudensius e, per finire, al Saint Germain. 

 

Passando al pianoro successivo, incontrando piacevolmente il primo gruppo musicale che ci allieta con note Jazz, si degusta l'intera gamma proposta: dal Bayamore bianco al rosso, al Favinia (prodotto da uve raccolte interamente a Favignana, nel più bel tratto della costa di Calamoni) ed a 'Le sabbie dell'Etna', dai sentori e mineralità tipici dei vini della Sicilia orientale. 

 

Su uno scranno a parte troneggiavano i vinoni rossi pluridecorati , in particolare il Camelot , blend di Merlot e Cabernet Sauvignon dagli intensi sentori di frutta rossa matura e l'Harmonium , persistente e corposo Nero d'Avola in purezza. Last not least, il Ribeca: frutto della riscoperta del vitigno reliquia Perricone, autoctono per definizione. 

Dopo una breve sosta all'area food e non prima di esserci concessi un piacevole “colpo di grazia” con un calice del Passito 'L'Ecrù', ci appropinquiamo, con etilica nonchalance , nelle vicinanze di quello che, insieme al vino, rappresenta l'elemento di interesse primario per tutti i visitatori: il concerto di Mario Venuti. 

 

Nell'area più in alto, tra il vento tiepido che risale dalla vallata circostante e che ci avvolge, dal palchetto montato per il Quartetto dell'artista Siracusano (ma che ha scelto Catania come città elettiva) , classe 1963, le suadente musica di piano, contrabbasso e batteria inizia a ri-inebriare gli spettatori. 

La scaletta comprende sia i brani dell'artista più conosciuti al grande pubblico che altri meno noti oltre alle cover dei classici della canzone italiana (strizzando l'occhio agli evergreen cantautorali della scuola genovese) per quasi un'ora e mezzo di musica intrisa di suadente meridionalità e nitide contaminazioni brasiliane, laddove la tradizione tropicalista e la bossa nova reinterpretano, in chiave del tutto personale, brani come “Arrivederci” di Umberto Bindi. 

 

Polistrumentista eclettico e cantautore , Mario Venuti , con la sua musica colta e raffinata ma senza fronzoli, sincera nel suo legame con la Sicilia Terra Madre, ripercorre i brani degli esordi da solista, attraverso l'immancabile “Mai più di ieri” (scritta da lui) che circa sei lustri orsono lo unì artisticamente alla corregionale Carmen Consoli (altro 'mostro sacro' ed orgoglio siciliano). 

Il visibilio generale aumenta quando l'artista passa in rassegna brani come “Caduto dalle stelle”, "Crudele", "Fortuna" e "Un altro posto nel mondo". 

 

Il mood e le sonorità invitano ,infine, il pubblico a seguire i passi di balli caraibici accennati dall'artista, entusiastica conclusione di una serata in cui la piena condivisione di bellezza e vibrazioni difficilmente verrà dimenticata.

 

Giuseppe Giacalone