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13/08/2026 12:21:00

Tragedia a San Vito Lo Capo: due morti. Cosa sappiamo 

15,00 - Durissima la presa di posizione della CISL Palermo Trapani.

«È inaccettabile, il mondo del lavoro del Trapanese piange due vite perse in modo assurdo», dichiarano la segretaria generale Federica Badami e Marco Corrao della FP CISL.

Il sindacato chiede di verificare perché i due lavoratori «avrebbero subito gli effetti delle esalazioni aggravate dalle alte temperature, senza tutela».

Per la CISL il nodo è quello della prevenzione: formazione, controlli sulle aziende, sicurezza negli appalti e contrasto al lavoro nero.

«Se accadono ancora questi gravi episodi, la sicurezza non è ancora una priorità e a pagare con la vita sono i lavoratori».

 

La CGIL: «Una strage inaccettabile»

 

Anche la CGIL di Trapani e la CGIL Sicilia chiedono piena chiarezza.

«Un’immane tragedia che ci lascia sgomenti e addolorati, ma che esige immediate risposte e l’accertamento rigoroso delle responsabilità», affermano Liria Canzoneri e Francesco Lucchesi.

La CGIL chiede verifiche sullo stato manutentivo della struttura, sul rispetto dei protocolli previsti nei luoghi a rischio di saturazione da gas e sulla presenza e idoneità dei dispositivi di protezione individuale.

«La formazione dei lavoratori e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono un costo su cui risparmiare o un adempimento burocratico, ma una priorità assoluta».

 

L’Ordine dei Chimici: «Negli ambienti confinati serve una rigorosa valutazione del rischio»

 

Sul caso interviene anche l’Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici della Sicilia.

Il presidente Vincenzo Nicolì richiama l’attenzione sui rischi degli ambienti confinati o sospetti di inquinamento, dove possono essere presenti gas tossici, carenza di ossigeno o altre sostanze pericolose.

Secondo l’Ordine, in questi contesti l’accesso dovrebbe essere preceduto da «una rigorosa formazione del lavoratore sui rischi», dalla valutazione dei pericoli e soprattutto «da una analisi chimica strumentale dell’atmosfera».

Sarà naturalmente l’inchiesta a stabilire se e quali di queste condizioni fossero presenti nel caso di San Vito Lo Capo.

 

Il PD: «La sicurezza è un diritto, non una concessione»

Intervengono anche il segretario regionale del PD Sicilia Anthony Barbagallo e il deputato regionale Dario Safina.

«Le cosiddette morti bianche non possono essere considerate una fatalità, né un prezzo inevitabile da pagare per lavorare. La sicurezza sul lavoro è un diritto, non una concessione».

I due esponenti dem chiedono alla Regione di aumentare l’organico degli ispettori del lavoro, giudicato insufficiente per assicurare controlli tempestivi ed efficaci.

14,00 -  Sulla tragedia è intervenuto Giorgio Macaddino, segretario generale della UIL FP Trapani, che parla di «dolore incommensurabile e rabbia per l’ennesima strage sul lavoro».

«Esprimo a nome di tutta la UIL FP di Trapani il più profondo cordoglio alle famiglie dell’operaio e del soccorritore del 118 che oggi hanno perso la vita nell’impianto di depurazione di San Vito Lo Capo».

Macaddino chiede che vengano verificate fino in fondo le condizioni di sicurezza nelle quali stavano operando lavoratori e soccorritori.

«È indispensabile chiarire se fossero garantiti e impiegati tutti i dispositivi di protezione individuale, i rilevatori portatili di gas, i sistemi di ventilazione e i rigorosi protocolli previsti per gli interventi negli spazi confinati».

La UIL, nella propria nota, attribuisce i decessi all’inalazione di esalazioni tossiche. Un elemento che, allo stato attuale, dovrà comunque trovare conferma negli accertamenti in corso.

Macaddino richiama quindi la campagna sindacale “Zero Morti sul Lavoro”: «Non deve restare solo un semplice slogan ma deve tradursi in un impegno vincolante, costante e senza sconti per tutti».

 

Schifani: «Gratitudine verso chi sacrifica la propria vita»

 

Cordoglio anche da parte del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

«Con profondo sgomento apprendo della tragica scomparsa di un operaio mentre era in servizio nel depuratore di Tonnara del Secco e di un soccorritore del 118, venuto a mancare mentre tentava di rianimarlo».

Schifani ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime e «gratitudine e rispetto verso chi, nello svolgere il proprio lavoro, sacrifica la propria vita e agli operatori del 118 che, con coraggio e rigoroso spirito di servizio, affrontano le situazioni più difficili».

 

Caruso: «La sanità regionale piange un fratello»

 

È intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso.

«Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari dell'operaio Davide Anselmo e dell'operatore del 118 Francesco Bulgarella, deceduti oggi in un drammatico incidente mentre svolgevano il proprio dovere».

Caruso ha espresso la vicinanza dell’intera sanità regionale agli operatori del 118: «Con straordinario coraggio continuano a stare in prima linea per tutti noi e oggi piangono un fratello».

Intanto proseguono gli accertamenti sul depuratore di San Vito Lo Capo. Il punto da chiarire resta quello decisivo: cosa abbia provocato prima il malore di Davide Anselmo e, pochi minuti dopo, quello di Francesco Bulgarella mentre cercava di salvarlo.

 

13,40 -Sono Davide Anselmo e Francesco Bulgarella le due vittime della tragedia avvenuta questa mattina al depuratore di San Vito Lo Capo, nella zona della Tonnara del Secco, in contrada Sauci. Anselmo era l’operaio della ditta che gestisce l’impianto. Bulgarella, operatore del 118 di Trapani, aveva 58 anni ed è morto mentre partecipava alle operazioni per tentare di salvare il lavoratore.

Una tragedia nella tragedia, consumatasi nel giro di pochi minuti. E sulle cause dei due decessi, contrariamente alle prime informazioni circolate, non ci sono ancora certezze.

Sono in corso i rilievi e gli accertamenti necessari per capire cosa abbia provocato i due malori.

 

13,00 -Il bilancio resta di due vittime nella tragedia avvenuta questa mattina al depuratore di San Vito Lo Capo, nella zona della Tonnara del Secco, in contrada Sauci. Tra queste si conosce ora l’identità di una delle persone decedute: F.B., 58 anni, di Trapani, operatore del 118, morto mentre stava tentando di salvare l’operaio colpito da malore all’interno dell’impianto.

Una sequenza drammatica, consumatasi nel giro di pochi minuti.

Secondo le prime informazioni raccolte, un operaio addetto alla struttura era sceso nell’impianto per effettuare una verifica quando si è sentito male. L’ipotesi iniziale è che il malore possa essere stato provocato dalle esalazioni presenti nell’impianto, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione cosa sia accaduto.

 

Dopo l’allarme sul posto sono arrivati i soccorsi del 118.

F.B., 58 anni, operatore del 118 di Trapani, ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco all’operaio nel tentativo di rianimarlo.

Proprio durante le manovre di soccorso, però, anche il 58enne è stato colto da un malore ed è morto.

Non c’è stato nulla da fare neppure per l’operaio che F.B. stava cercando di salvare.

 

12,00 - Dramma questa mattina a San Vito Lo Capo. Due persone sono morte al depuratore che si trova nella zona della Tonnara del Secco, in contrada Sauci. Una tragedia ancora tutta da ricostruire, sulla quale stanno lavorando i Carabinieri.

 

Secondo le prime informazioni che arrivano dalla zona, un addetto all’impianto sarebbe sceso all’interno della struttura per effettuare una verifica, quando avrebbe accusato un malore, probabilmente a causa delle esalazioni provenienti dal depuratore.

È stato immediatamente lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati i sanitari del 118.

 

Il secondo decesso durante i soccorsi

 

Ed è proprio durante le operazioni di soccorso che la situazione sarebbe diventata ancora più drammatica.

Mentre venivano effettuate le manovre di rianimazione sull’operaio, anche una seconda persona impegnata nel massaggio cardiaco avrebbe accusato un malore, morendo poco dopo.

Al momento si tratta delle prime notizie che giungono da San Vito Lo Capo e diversi aspetti della dinamica devono essere ancora chiariti, compreso il ruolo esatto della seconda vittima e soprattutto la natura delle esalazioni presenti nell’impianto.

 

Carabinieri sul posto

 

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri, chiamati adesso a ricostruire quanto accaduto.

Dovrà essere chiarito cosa abbia provocato il malore del primo operaio, quali sostanze fossero eventualmente presenti nell’ambiente e se anche il secondo decesso sia direttamente collegato alle esalazioni.

Una mattinata drammatica a San Vito Lo Capo, in una delle giornate di maggiore presenza turistica dell’estate, con la tragedia consumatasi nell’impianto di depurazione della zona di Tonnara del Secco, in contrada Sauci.

La notizia è in aggiornamento.