È polemica a Petrosino dopo la seduta del Consiglio comunale dell’11 agosto. A intervenire è la consigliera comunale di opposizione Marcella Pellegrino, che contesta le dichiarazioni che, secondo quanto riportato nel verbale della seduta, sarebbero state pronunciate dall’assessore Salmeri in merito alla sua assenza.
Al centro della vicenda c'è anche la modifica dell'orario della seduta: il Consiglio, inizialmente convocato alle 18, era stato successivamente anticipato alle 14, secondo quanto riferito per esigenze legate alla necessità di consentire a qualcuno di prendere un aereo.
Pellegrino precisa di non voler entrare nel merito della decisione organizzativa, ma contesta invece i giudizi espressi sulla sua posizione.
«Non ho utilizzato la disabilità come pretesto», afferma la consigliera, spiegando di aver rappresentato una situazione familiare legata alla presenza nella propria abitazione di due persone con disabilità, circostanza che avrebbe reso particolarmente complessa la partecipazione a una seduta convocata in quell'orario.
«Una situazione concreta, non un alibi»
Secondo Pellegrino, il punto non riguarda quindi soltanto l'organizzazione dei lavori del Consiglio, ma il modo in cui vengono considerate le esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
«Ho semplicemente rappresentato una situazione familiare concreta e una responsabilità di assistenza che, proprio perché coinvolge persone con disabilità, merita rispetto e comprensione», sostiene la consigliera.
Pellegrino considera particolarmente grave che una condizione di disabilità possa essere richiamata nel confronto politico per mettere in discussione la buona fede di un amministratore. «Un amministratore pubblico dovrebbe sapere che la disabilità non può diventare oggetto di giudizio, insinuazione o strumentalizzazione politica», afferma.
«Le istituzioni devono ascoltare»
La consigliera rivendica quindi il diritto di segnalare le difficoltà organizzative legate all'assistenza senza che queste vengano interpretate come giustificazioni strumentali.
«Se un consigliere segnala una difficoltà legata all’assistenza di persone con disabilità – sostiene – la risposta di un rappresentante delle istituzioni dovrebbe essere improntata all’ascolto e alla ricerca di soluzioni organizzative compatibili con le esigenze di tutti».
Da qui la critica all'espressione riportata nel verbale della seduta, secondo cui sarebbe stato definito «vergognoso» utilizzare la disabilità come pretesto per l'assenza.
La richiesta all'assessore
Pellegrino chiede quindi all'assessore Salmeri di riflettere sulle parole pronunciate durante la seduta e di fornire un chiarimento pubblico.
«Quando si ricopre un incarico istituzionale, le parole hanno un peso e una responsabilità ancora maggiore», sottolinea la consigliera.
Il confronto politico, aggiunge, può essere anche duro e acceso, ma deve rimanere nei confini della correttezza istituzionale e del rispetto della dignità delle persone.
La consigliera conclude ribadendo che continuerà a svolgere il proprio ruolo «con serietà e nel pieno rispetto delle istituzioni», ma anche a difendere le esigenze delle persone e delle famiglie che si confrontano quotidianamente con la disabilità.
«La disabilità non è una colpa. Non è un alibi. Non è un pretesto. Non è uno strumento di battaglia politica. E non è certamente qualcosa di cui vergognarsi», conclude Pellegrino.