San Vito Lo Capo, il giorno dopo la tragedia: inchiesta sulle morti di Anselmo e Bulgarella. Il 118: «Il soccorritore non entrò nel depuratore»
San Vito Lo Capo si è svegliata nel lutto. Il giorno dopo la tragedia al depuratore di Tonnara del Secco restano due famiglie distrutte, una comunità sotto choc e soprattutto molte domande alle quali adesso dovrà rispondere l’inchiesta della Procura di Trapani. Le vittime sono Davide Anselmo, operaio di 45 anni, e Francesco Bulgarella, 58 anni, operatore del 118 di Trapani. Ma un primo punto importante sembra emergere: Bulgarella non sarebbe mai entrato all’interno del depuratore e la sua morte, secondo i primi elementi, non sarebbe stata provocata dalle esalazioni dell’impianto.
È una precisazione decisiva, perché nelle ore immediatamente successive alla tragedia si era diffusa la ricostruzione di due uomini uccisi dallo stesso agente tossico. Le indagini, invece, dovranno tenere distinti i due decessi.
Per entrambi saranno gli esami medico-legali, e in particolare le autopsie, a stabilire le cause della morte.
La Procura di Trapani apre un'inchiesta
La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta sulla tragedia avvenuta il 13 agosto nell’impianto comunale di depurazione di Tonnara del Secco, in contrada Sauci.
L’obiettivo è ricostruire minuto per minuto ciò che è accaduto, individuare le cause dei due decessi e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.
Uno degli aspetti principali riguarda la possibile presenza di gas o altre sostanze nell’impianto e il loro eventuale ruolo nella morte di Davide Anselmo.
Ma l’indagine dovrà verificare anche le procedure seguite durante l’intervento, lo stato dell’impianto, le condizioni ambientali e tutti gli elementi utili a stabilire eventuali responsabilità.
Davide Anselmo si accascia nell'impianto
La tragedia comincia con Davide Anselmo.
Il 45enne, dipendente della ditta che gestisce l’impianto, si trovava all’interno della struttura per effettuare alcune verifiche quando si sarebbe improvvisamente accasciato.
Con lui c’era un altro operaio.
Sarebbe stato proprio il collega a lanciare l’allarme e, secondo la prima ricostruzione, a cercare inizialmente di sostenere Anselmo in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale del 118.
Sono stati i pompieri a recuperare l’operaio dall’interno dell’impianto e a portarlo in superficie.
È qui che comincia la seconda parte della tragedia.
Bulgarella muore durante la rianimazione
Una volta recuperato Anselmo, gli operatori sanitari hanno iniziato le manovre di rianimazione.
Tra loro c’era Francesco Bulgarella, 58 anni, operatore del 118 di Trapani.
Durante il tentativo di salvare la vita all’operaio, Bulgarella si è improvvisamente sentito male.
Anche per lui sono cominciate immediatamente le manovre di rianimazione. Ma non c’è stato nulla da fare.
In pochi minuti, quindi, due morti: un operaio durante il proprio lavoro e un soccorritore mentre cercava di salvarlo.
Sul posto, insieme agli operatori del 118, sarebbe intervenuta anche una dottoressa in servizio alla Guardia medica.
Il 118: «Bulgarella non è mai entrato nell'impianto»
Nelle prime ore dopo la tragedia si era parlato diffusamente di esalazioni tossiche come possibile causa di entrambi i decessi.
Una ricostruzione che adesso viene ridimensionata.
Fabio Genco, responsabile del 118 di Palermo e Trapani, ha precisato che Francesco Bulgarella non sarebbe mai entrato nei locali del depuratore.
Gli operatori sanitari, secondo Genco, avrebbero rispettato il protocollo previsto per situazioni potenzialmente pericolose, attendendo che fossero i Vigili del Fuoco a recuperare Anselmo.
Solo dopo che l’operaio era stato portato all’esterno, il personale del 118 avrebbe iniziato le manovre di rianimazione.
È un elemento fondamentale.
Allo stato attuale, infatti, secondo quanto riferito dal responsabile del 118, non ci sarebbero elementi per attribuire la morte di Bulgarella alle eventuali esalazioni presenti all’interno dell’impianto.
Sarà comunque l’autopsia a fornire una risposta definitiva.
Caldo e sforzo fisico tra gli elementi da valutare
Per Bulgarella viene quindi presa in considerazione anche l’ipotesi di un malore improvviso durante le manovre di rianimazione.
Le condizioni erano particolarmente difficili.
A San Vito Lo Capo, in quelle ore, le temperature erano molto elevate e il massaggio cardiaco è una manovra fisicamente molto impegnativa, soprattutto se protratta.
Caldo e sforzo rappresentano dunque elementi che saranno valutati dagli investigatori e dai medici legali, senza che al momento sia possibile stabilire un rapporto causale.
Resta il mistero sulla morte di Anselmo
Più complesso, almeno per il momento, il quadro relativo a Davide Anselmo.
Bisognerà capire cosa abbia provocato il suo improvviso malore mentre si trovava nell’impianto.
Tra le ipotesi c’è quella di una possibile esposizione a sostanze presenti nell’ambiente, ma non è esclusa neppure quella di un malore indipendente dall’attività svolta.
Proprio per questo sarà fondamentale stabilire che cosa ci fosse nell’aria all’interno della struttura nel momento in cui Anselmo si è sentito male.
Al lavoro il nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco
Gli accertamenti tecnici sono affidati anche al nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco, specializzato negli interventi in presenza di rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.
Il personale specializzato dovrà verificare l’eventuale presenza di gas o sostanze potenzialmente pericolose e determinare la loro natura e concentrazione.
È uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta.
Se infatti venisse accertata la presenza di un agente tossico, bisognerebbe successivamente stabilire se abbia avuto un ruolo nella morte di Anselmo e quale fosse il livello di rischio nell’ambiente in cui stava lavorando.
Gli accertamenti dello Spresal
Alle verifiche partecipano anche i tecnici dello Spresal, il servizio dell’Asp competente per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.
Dovranno essere esaminati i protocolli applicati, i dispositivi di protezione disponibili, la formazione dei lavoratori, la valutazione del rischio e le procedure previste per l’accesso ad ambienti confinati o potenzialmente contaminati.
Ed è proprio su questi punti che si sono concentrate nelle ultime ore le richieste dei sindacati.
UIL, CGIL e CISL hanno chiesto che venga fatta piena luce sulla tragedia, verificando la presenza di dispositivi di protezione, rilevatori di gas, sistemi di ventilazione e procedure adeguate.
Anche l’Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici della Sicilia ha ricordato come negli ambienti confinati o sospetti di inquinamento sia essenziale una valutazione preventiva del rischio e, quando necessario, un’analisi strumentale dell’atmosfera.
Sono considerazioni generali sulla sicurezza. Sarà l’inchiesta a stabilire se e in quale misura riguardino ciò che è accaduto a Tonnara del Secco.
San Vito Lo Capo cancella gli eventi di Ferragosto
Intanto San Vito Lo Capo si ferma.
Il sindaco Francesco La Sala ha disposto la sospensione delle attività e delle iniziative organizzate dal Comune in occasione delle festività di Ferragosto.
«È una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità di San Vito Lo Capo e che ci lascia sgomenti e addolorati», ha dichiarato La Sala.
L’amministrazione ha invitato cittadini, turisti e operatori economici a vivere queste giornate «con sobrietà e rispetto».
Nel giorno dei funerali di Davide Anselmo e Francesco Bulgarella sarà inoltre proclamato il lutto cittadino.
Un Ferragosto molto diverso da quello immaginato soltanto ventiquattro ore prima per uno dei centri turistici più affollati della Sicilia.
L'Asp offre assistenza psicologica alle famiglie
Anche l’Asp di Trapani è intervenuta dopo la tragedia.
Il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti ha disposto l’attivazione del servizio di assistenza psicologica per i familiari delle due vittime.
I professionisti dell’Azienda sanitaria saranno a disposizione dei parenti non appena ne faranno richiesta.
L’Asp ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutti gli operatori del 118 per «la quotidiana dedizione, il coraggio e l’altissima professionalità».
La morte di Bulgarella ha profondamente colpito il mondo dell’emergenza sanitaria trapanese.
Il cordoglio della Regione
Il presidente della Regione Renato Schifani ha espresso «profondo sgomento», manifestando vicinanza alle famiglie e gratitudine verso chi svolge il proprio lavoro al servizio della comunità.
L’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso ha parlato di una sanità regionale che «oggi piange un fratello».
Anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha chiesto che venga fatta piena luce sulle cause della tragedia, rendendo allo stesso tempo «onore a chi si è spinto fino all’estremo sacrificio» per prestare soccorso.
Sono intervenuti anche il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo e il deputato regionale Dario Safina, che hanno richiamato il tema più generale della sicurezza sul lavoro e della carenza di ispettori.
Due morti, ma forse due cause diverse
È probabilmente questo il punto più importante emerso nelle ore successive alla tragedia.
Davide Anselmo e Francesco Bulgarella sono morti nello stesso luogo e a pochi minuti di distanza, ma non è affatto detto che siano morti per la stessa causa.
Per Anselmo deve essere verificato l’eventuale ruolo delle sostanze presenti all’interno del depuratore.
Per Bulgarella, che secondo il 118 non avrebbe mai fatto ingresso nell’impianto, l’ipotesi delle esalazioni appare invece, allo stato degli accertamenti, molto meno probabile.
Serviranno autopsie, analisi, rilievi e verifiche tecniche.
E servirà soprattutto prudenza.
Perché nelle prime ore di una tragedia le ricostruzioni corrono più velocemente degli accertamenti. Ora comincia il lavoro più lento, ma decisivo: capire perché Davide Anselmo e Francesco Bulgarella sono morti e stabilire se quelle due morti potevano essere evitate.
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