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06/10/2026 19:00:00

Un relitto di epoca romana al largo di Mazara. Area interdetta

Un relitto di probabile epoca romana giace sul fondo del mare a circa quattro miglia dalla costa di Mazara del Vallo. Si trova a una profondità compresa tra 42 e 48 metri e adesso la Guardia Costiera ha deciso di interdire l'area: niente pesca, immersioni, sosta o ancoraggio delle imbarcazioni. L'obiettivo è proteggere il sito archeologico e impedire danneggiamenti o la sottrazione di reperti.

 

È quanto stabilisce una nuova ordinanza della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Mazara del Vallo, firmata dal comandante Stefano Luciani, su richiesta della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali del Mare.

Il sito si trova a circa quattro miglia nautiche a sud-ovest dell'imboccatura del porto di Mazara. Il relitto, definito di «probabile epoca romana» e di interesse archeologico, è adagiato su un fondale sabbioso.

 

Vietato pescare e immergersi

Attorno al relitto è stata delimitata un'area nella quale scattano una serie di divieti.

Non sarà possibile sostare o ancorare con barche e altri mezzi nautici. È vietata inoltre qualsiasi attività di pesca, professionale o sportiva, indipendentemente dagli attrezzi utilizzati.

Vietate anche le immersioni, sia in apnea sia con autorespiratore, e naturalmente qualsiasi spostamento o manomissione dei reperti archeologici sommersi.

Le uniche immersioni consentite saranno quelle preventivamente autorizzate dalla Soprintendenza per finalità istituzionali, scientifiche, di ricerca o di tutela del patrimonio archeologico.

 

L'obiettivo: proteggere il relitto

L'ordinanza nasce dalla richiesta avanzata il 22 settembre dalla Soprintendenza del Mare alla Capitaneria di Porto.

L'obiettivo dichiarato è evitare «illeciti depauperamenti e danneggiamenti» del contesto archeologico e, contemporaneamente, garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell'ambiente marino.

Chi dovesse trovare materiale di possibile interesse archeologico è inoltre tenuto a segnalarlo all'Autorità marittima e alla Soprintendenza. Lo stesso vale per eventuali danneggiamenti, furti o comportamenti potenzialmente pericolosi per il patrimonio archeologico sommerso.

La mappa allegata all'ordinanza delimita con precisione il quadrilatero di mare interessato dai divieti, al largo della costa mazarese. Per chi viola le disposizioni sono previste sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali, soprattutto quando le condotte riguardano il patrimonio culturale.