Trapani, dissequestrata la nave Amisos: lascia il porto e fa rotta verso Malta
La Amisos non è più sotto sequestro. Dopo oltre tre settimane trascorse al molo Ronciglio del porto di Trapani, la nave mercantile maltese è stata dissequestrata dalla Procura di Marsala e ha lasciato la Sicilia facendo rotta verso Malta.
Si chiude così la fase italiana dell'inchiesta sulla morte dei due marittimi turchi, deceduti a bordo mentre il cargo navigava in acque internazionali. Gli esami autoptici hanno ormai chiarito il punto principale: entrambi sono morti per intossicazione da monossido di carbonio e asfissia.
Il caso, inizialmente apparso come un “giallo” del mare, assume quindi sempre più chiaramente i contorni di un gravissimo incidente sul lavoro.
Il dissequestro disposto dalla Procura di Marsala
Il provvedimento di dissequestro è stato disposto dai pubblici ministeri Gianluca Prosperini e Sara Varazi, dopo gli accertamenti effettuati sulla nave, sul carico e sulle circostanze nelle quali si è verificata la tragedia.
La Amisos era ferma a Trapani dal 22 luglio, quando era stata condotta al molo Ronciglio e posta a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Adesso, completata la parte degli accertamenti ritenuti necessari in Italia, la nave ha potuto riprendere il mare.
I due marinai morti nella stiva
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due membri dell'equipaggio sarebbero entrati in una parte della stiva per effettuare alcuni controlli.
Uno dei due sarebbe stato colto per primo dal malore. Il compagno avrebbe quindi tentato di soccorrerlo, finendo però per respirare a sua volta l'aria tossica presente nell'ambiente confinato.
L'autopsia ha stabilito che la morte è stata provocata dal monossido di carbonio.
Resta adesso da chiarire come il gas si sia formato o accumulato all'interno di quell'area della nave e se siano state rispettate tutte le procedure previste per l'accesso agli spazi confinati.
La tragedia del 21 luglio
L'allarme era scattato il 21 luglio, mentre la Amisos, battente bandiera maltese e con equipaggio turco, navigava dalla Germania verso la Turchia trasportando un carico di pneumatici triturati.
La richiesta di soccorso era stata raccolta dalla Guardia Costiera di Mazara del Vallo.
Il mercantile si era quindi avvicinato alle acque territoriali italiane ed era stato raggiunto dalle unità della Capitaneria. I corpi dei due marittimi erano stati trasferiti sulle motovedette e sbarcati a Marsala.
Proprio lo sbarco delle salme nel territorio marsalese aveva determinato il primo intervento della Procura di Marsala, che aveva disposto le autopsie e gli altri accertamenti.
Non potendo attraccare a Marsala, la nave era stata successivamente dirottata a Trapani.
Gli accertamenti a bordo
Durante la permanenza al molo Ronciglio sono saliti sulla Amisos anche gli specialisti Nbcr dei Vigili del fuoco, impegnati nelle verifiche sugli eventuali rischi chimici e sulle condizioni degli ambienti interni.
Sul caso è intervenuto anche il consulente chimico del porto di Trapani, collaborando con magistratura e autorità marittime nelle analisi dell'atmosfera degli spazi confinati e nella verifica delle condizioni di sicurezza della nave e del carico.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici aveva ricordato, proprio dopo la tragedia della Amisos, quanto possano essere pericolosi gli ambienti confinati delle navi: la mancanza di ossigeno o la presenza di gas tossici può infatti non essere percepita dai lavoratori senza apposite misurazioni strumentali.
Ora gli atti passano a Malta
Con il dissequestro della nave si avvia alla conclusione anche il lavoro della magistratura italiana.
La tragedia si è verificata in acque internazionali e la nave batte bandiera maltese. Per questo la competenza sull'inchiesta passerà alle autorità giudiziarie di Malta, alle quali saranno trasmessi gli atti raccolti dalla Procura di Marsala.
Spetterà quindi agli investigatori maltesi approfondire le eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.
La Amisos, intanto, ha lasciato Trapani. Dopo ventitré giorni al molo Ronciglio, il mercantile è tornato in navigazione. Ma l'inchiesta sulla morte dei due marittimi, adesso, continua dall'altra parte del Mediterraneo.
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