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14/08/2026 06:00:00

Marsala, oggi l'addio al preside Ruggieri

Marsala saluta oggi Gioacchino Aldo Ruggieri. I funerali dello storico preside del Liceo Classico “Giovanni XXIII”, scrittore, giornalista e uomo delle istituzioni, morto ieri all’età di 98 anni, saranno celebrati questa mattina, venerdì 14 agosto, alle ore 10 nella Chiesa Madre.

Da ieri si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Ma accanto alle dichiarazioni ufficiali stanno emergendo soprattutto i ricordi personali: quelli degli ex studenti, di chi lo ha conosciuto nella scuola, nella politica e nella vita culturale marsalese. Ed è forse da questi frammenti che viene fuori meglio il profilo di un uomo che ha attraversato quasi un secolo di storia cittadina.

Come abbiamo raccontato ieri su Tp24, Ruggieri è stato docente e preside, consigliere comunale, consigliere e assessore provinciale e poi presidente della Provincia di Trapani. Ma è stato soprattutto uno dei grandi narratori di Marsala: delle sue storie maggiori e minori, dei personaggi dimenticati, di Lilibeo, dello Stagnone, delle occasioni colte e, soprattutto, di quelle perdute.

 

Quella mattina del 16 marzo 1978

 

Tra i ricordi più belli arrivati in queste ore c’è quello del regista e attore Massimo Pastore, che di Ruggieri fu studente.

Pastore racconta un episodio lontano quasi mezzo secolo, ma rimasto intatto nella memoria: la mattina del 16 marzo 1978, il giorno del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione degli uomini della sua scorta in via Fani.

Al Liceo Classico di via Eliodoro Lombardi le aule erano collegate da un sistema di interfono. Ogni mattina, ricorda Pastore, la voce del preside arrivava dagli altoparlanti con il consueto saluto: «Buongiorno, sono il preside», seguito dalle comunicazioni per gli studenti e, quando serviva, anche da qualche richiamo disciplinare.

Quella mattina fu diverso.

Dagli altoparlanti arrivò prima la voce concitata dell’edizione straordinaria del giornale radio Rai. Gli studenti appresero così ciò che era appena successo a Roma. «Restammo ad ascoltare in preda a uno sgomento crescente. Alcuni avevano il viso rigato dalle lacrime e tutti eravamo ammutoliti», scrive Pastore.

Poi intervenne Ruggieri.

Chiese ai professori di accompagnare gli studenti in piazza della Repubblica, davanti alla Chiesa Madre. Quando arrivarono, il preside era già lì, insieme a un bidello che teneva la bandiera del Liceo.

Nessun comizio. Nessuna retorica.

«Non ci furono parole. Restammo lì per un po’, in silenzio».

Poi il ritorno nelle aule, dove agli studenti fu consentito di discutere liberamente di quanto era accaduto.

Per Pastore quella rimane «una vera lezione sul significato profondo della nostra Repubblica e sul valore della democrazia».

Una lezione senza lavagna e senza registro. Probabilmente una delle più importanti.

 

Daniele Ienna: “Avevi 15 anni quando vedesti Marsala distrutta”

 

Un altro ricordo arriva da Daniele Ienna, che tre anni fa aveva incontrato Ruggieri durante la realizzazione di un documentario dedicato agli ottant’anni dal bombardamento di Marsala dell’11 maggio 1943.

Ruggieri aveva allora raccontato la guerra vissuta da adolescente.

Aveva appena quindici anni quando vide Marsala devastata dalle bombe. Ienna ricorda il racconto di quel ragazzo arrivato in bicicletta in città dopo il bombardamento: le macerie, i morti, il fumo, gli occhi che bruciavano.

E ricorda un altro episodio quasi cinematografico. Durante la guerra Ruggieri riuscì a salvare il padre, che rischiava di essere mitragliato da un aereo di ricognizione: lo spinse improvvisamente in una scarpata, mettendolo al riparo.

«A te e agli altri giovani del tuo tempo toccò la sorte di avere visto la distruzione e la ricostruzione di Marsala», scrive Ienna.

Quella generazione aveva conosciuto una città distrutta e poi ricostruita. Forse anche da qui veniva l’ostinazione con cui Ruggieri, ancora a 97 anni, continuava a chiedere a Marsala di avere più cura della propria storia.

 

 

Liberi e Lilybeo Viva: “Ha valorizzato l’identità di Marsala”

 

Al cordoglio delle istituzioni, già espresso ieri dalla sindaca Andreana Patti, dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco e dal presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci, si aggiunge quello dei movimenti Liberi e Lilybeo Viva.

«Letterato, scrittore, giornalista e uomo delle istituzioni – scrivono – il prof. Ruggieri ha dedicato gran parte della sua intensa attività a Marsala, contribuendo con il suo impegno e con i suoi scritti a valorizzarne la storia, l’identità e il ruolo nel panorama culturale italiano».

Il messaggio è firmato da Massimo Grillo, Gian Paolo Abrignani, Flavia Sammartano, Salvatore Agate, Ignazio Bilardello, Sergio Giacalone e Manuela Cellura, che esprimono vicinanza ai figli Paolo e Piero e alla famiglia.

 

Fratelli d’Italia: “Una testimonianza che resta patrimonio della provincia”

 

Anche Maurizio Miceli, a nome di Fratelli d’Italia della provincia di Trapani, ricorda Ruggieri come una figura «di straordinario spessore culturale, civile e istituzionale».

«Preside e insegnante, scrittore e giornalista, uomo delle istituzioni – afferma Miceli – Aldo Ruggieri ha attraversato quasi un secolo della nostra storia mettendo cultura, competenza e passione civile al servizio della propria comunità».

Per Fratelli d’Italia, il suo lavoro sulla memoria di Marsala e del territorio rappresenta «una testimonianza preziosa di impegno pubblico e di appartenenza che resta patrimonio della nostra provincia».

 

“Un agitatore culturale”

 

Tra i tanti messaggi pubblicati in queste ore torna un'espressione che descrive bene un altro aspetto della personalità di Ruggieri: “agitatore culturale”.

Non soltanto uomo della scuola e delle istituzioni, dunque, ma qualcuno che continuava a porre domande alla città, a provocarla, a ricordarle ciò che era stata e ciò che avrebbe potuto essere.

Era esattamente quello che aveva fatto anche nell’ultima intervista concessa a Tp24 un anno fa. A 97 anni parlava ancora del futuro di Marsala, denunciava il suo «regresso culturale», chiedeva maggiore attenzione per Lilibeo e per il patrimonio archeologico e rimproverava alla città di non essere stata capace di utilizzare fino in fondo la propria storia come strumento di crescita.

Non aveva perso la curiosità. E neppure il gusto della polemica, quando la riteneva necessaria.

 

 

Oggi l’ultimo saluto

 

Gioacchino Aldo Ruggieri era nato a Marsala il 10 gennaio 1928. Ha dedicato la vita alla scuola, alla scrittura, alla politica e alla conoscenza della città.

Ieri abbiamo ricordato una frase pronunciata nella sua ultima intervista a Tp24. Alla domanda su quale fosse stata la cosa più bella della sua esistenza, rispose semplicemente:

«La cosa più bella è stata la mia vita».

Oggi Marsala gli dice addio.

I funerali saranno celebrati alle ore 10 nella Chiesa Madre. E forse non è casuale che proprio lì, davanti alla stessa Chiesa Madre dove nel marzo del 1978 portò in silenzio i suoi studenti per spiegare loro cosa significassero la Repubblica e la democrazia, la città si ritrovi questa mattina per salutare il suo vecchio preside.



Cultura | 2026-08-14 06:00:00
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Marsala, oggi l'addio al preside Ruggieri

Marsala saluta oggi Gioacchino Aldo Ruggieri. I funerali dello storico preside del Liceo Classico “Giovanni XXIII”, scrittore, giornalista e uomo delle istituzioni, morto ieri all’età di 98 anni, saranno celebrati questa...