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13/08/2026 09:38:00

Marsala dice addio a Gioacchino Aldo Ruggieri

Marsala perde uno dei suoi grandi testimoni del Novecento. È morto all’alba Gioacchino Aldo Ruggieri, preside, insegnante, scrittore, giornalista e uomo politico. Aveva 98 anni.

Con lui se ne va una figura che per quasi un secolo ha attraversato la vita della città senza limitarsi a osservarla: l’ha studiata, amministrata, raccontata, difesa e, quando serviva, criticata. Soprattutto negli ultimi anni, quando dalla sua casa alla Spagnola continuava a guardare l’amato Stagnone e una Marsala che, a suo giudizio, troppo spesso aveva smarrito la consapevolezza della propria storia.

A dare l’annuncio della morte sono i figli Piero e Paolo, insieme ai familiari. I funerali saranno celebrati domani, venerdì 14 agosto, alle 10, nella Chiesa Madre di Marsala. La famiglia comunica che si dispensa dalle visite.

 

Una vita tra scuola, cultura e politica

 

Gioacchino Aldo Ruggieri era nato a Marsala il 10 gennaio 1928. Laureato in Lettere classiche, dedicò una parte fondamentale della propria vita alla scuola. Insegnò nelle scuole medie e nei licei e fu preside in diversi istituti della provincia, fino a dirigere per molti anni il Liceo Classico “Giovanni XXIII” di Marsala. Fu anche rettore del Convitto per audiofonolesi.

Era figlio di Pietro Ruggieri, altra figura centrale della scuola marsalese, alla quale è intitolato il Liceo Scientifico cittadino.

La scuola, per Aldo Ruggieri, non era soltanto un mestiere. Era un'idea della società. Apparteneva a una generazione per la quale insegnare significava anche formare cittadini, discutere, leggere il territorio, costruire una classe dirigente.

E infatti dalla scuola passò naturalmente alla politica.

Esponente della Democrazia Cristiana trapanese, fu consigliere comunale a Marsala, consigliere e assessore provinciale e infine presidente della Provincia Regionale di Trapani. Una politica vissuta secondo un modello che negli ultimi anni ricordava spesso con nostalgia: meno comunicazione, meno personalismi, più studio degli atti e più attenzione alla qualità delle persone chiamate ad amministrare.

 

Il giornalismo e il racconto di Marsala

 

Ma è probabilmente attraverso la scrittura che Ruggieri ha lasciato l'impronta più duratura.

Fu direttore de “Il Panorama”, editore e direttore de “Il Marsalese”, collaboratore di diverse testate e per anni autore della rubrica del Giornale di Sicilia “Storia e storie marsalesi”. Ha scritto anche per Il Vomere.

La sua era una scrittura colta senza essere polverosa, ironica, curiosa, innamorata soprattutto delle storie laterali: i personaggi dimenticati, gli episodi apparentemente minori, gli “eroi e antieroi” attraverso i quali ricostruiva l'anima di Marsala.

Da questo lavoro nacquero, tra gli altri, i quattro volumi di “Accadde a Marsala”, una sorta di grande archivio sentimentale della città. A questi si aggiungono decine di saggi, racconti e pubblicazioni dedicate alla scuola, alla storia locale, a Mozia, Lilibeo, allo Stagnone e alla Sicilia.

Tra i suoi libri più recenti ci sono I gabbiani volavano alto, Licia di Lilibeo e lo Stagnone, Racconti banali e la Grande Bellezza e, nel 2022, “Il tempo senza tempo”, una riflessione sulla propria vita e sul mondo attraversato in quasi un secolo.

 

L'amore per Marsala. E le critiche a Marsala

 

Amava Marsala abbastanza da non risparmiarle nulla.

Nell'ottobre del 2025 Tp24 lo era andato a trovare nella sua casa alla Spagnola, davanti allo Stagnone, per una lunga intervista. Il titolo diceva già tutto: “Così Marsala ha tradito la sua storia”.

A 97 anni Ruggieri conservava intatta la voglia di discutere. E soprattutto una lucidità poco accomodante.

Parlando dello sviluppo della città osservava che Marsala non aveva saputo valorizzare le proprie enormi potenzialità storiche, archeologiche, produttive e culturali. Denunciava quello che definiva un “regresso culturale”, criticava il provincialismo di molte scelte amministrative e chiedeva più competenza nella programmazione della città.

Aveva un'ossessione, nel senso migliore del termine: Lilibeo.

Sognava una Marsala capace finalmente di scavare e mostrare la propria città antica, fino a trasformarla, diceva, in un grande museo archeologico all'aperto. E soffriva nel vedere trascurati perfino quei piccoli segni della storia che per lui raccontavano più di cento convegni.

Era il suo modo di essere marsalese: mai retorico. Affettuoso, ma esigente.

 

 

“La cosa più bella è stata la mia vita”

 

Quella intervista si chiudeva con una domanda semplice: quale fosse stato uno degli avvenimenti più belli della sua esistenza.

La risposta oggi assume un significato particolare.

“La cosa più bella è stata la mia vita”, disse.

E spiegò: per la famiglia avuta, per le scelte compiute, per la campagna e il mare vissuti intensamente, per la scuola e per la politica, nelle quali aveva potuto realizzare idee e progetti.

Dentro quella frase c'era molto di Aldo Ruggieri.

Non l'indulgenza di chi guarda indietro, ma il bilancio sereno di un uomo che aveva attraversato quasi un secolo continuando sino alla fine a interessarsi di ciò che accadeva intorno a lui.

Marsala perde oggi uno dei suoi archivi viventi. Un uomo che conosceva i nomi, le date, le storie, ma soprattutto i collegamenti tra le cose. Uno di quelli che ricordavano alla città che prima di immaginare il futuro sarebbe opportuno sapere da dove si viene.

Ed è forse questa, tra le tante lezioni lasciate dal preside Ruggieri, quella di cui Marsala sentirà maggiormente la mancanza.