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15/08/2026 06:00:00

Trapani, dal Bilancio alle decadenze: la partita di Alberto Mazzeo

Il 27 agosto il Consiglio comunale di Trapani voterà il Bilancio di previsione, con la “benedizione” della conferenza dei capigruppo che, obtorto collo, ha dovuto ratificare la richiesta del commissario ad acta Giovanni Cocco. Gli emendamenti dovranno essere presentati entro il 17 agosto.

Ma dentro quel voto c'è molto più di un documento contabile.

C'è la tenuta dell'amministrazione Tranchida, la sopravvivenza politica del Consiglio e, soprattutto, la posizione di Alberto Mazzeo: presidente dell'aula, ma ormai anche protagonista della costruzione del centro destra trapanese.

È questa la contraddizione che attraversa Palazzo Cavarretta. Mazzeo siede sullo scranno più alto dell'aula e, contemporaneamente, scrive la mozione di sfiducia contro Tranchida, diventata il primo progetto politico dell’alternativa al sindaco. È stato assessore al bilancio della Giunta, poi si è collocato sul fronte opposto.

Oggi, soprattutto, detta i tempi delle partite che possono cambiare la composizione del Consiglio e il destino dell'amministrazione.

 

Il Bilancio e il messaggio ai consiglieri

Il commissario ad acta Giovanni Cocco ha anticipato il Consiglio al 27 agosto dopo il sollecito dell'assessore al Bilancio Vincenzo Abbruscato. Nel provvedimento ha revocato la precedente convocazione a metà settembre e definito l'approvazione del Bilancio un adempimento obbligatorio, indifferibile e urgente.

In aula Mazzeo ha spiegato che, in caso di ulteriore inadempienza, il commissario può sostituirsi al Consiglio nell'approvazione del Bilancio e che la procedura può arrivare fino allo scioglimento dell'assemblea.

È un'informazione dovuta ai consiglieri. Ma, nel contesto politico attuale, è anche un messaggio pesante: il voto sul Bilancio può diventare un voto sulla sopravvivenza stessa dell'aula.

E qui Mazzeo si trova in una posizione particolare. Deve garantire che il Consiglio possa votare, ma è anche colui che sta costruendo la sfiducia contro il sindaco.

 

Il rendiconto e quei 5 milioni

Nella stessa seduta Mazzeo ha spostato l’obiettivo sul rendiconto 2025.

Ha riferito di avere chiesto al commissario “la stessa solerzia” usata per il Bilancio e ha parlato di un avanzo di circa 5 milioni di euro, forse anche di più.

Ha riportato che Cocco avrebbe dovuto chiedere all'amministrazione di spiegare entro sette giorni le ragioni del ritardo e che, in assenza di giustificazioni valide, lui stesso avrebbe sollecitato la diffida. Ed ha aggiunto con “che la situazione degli strumenti finanziari è di assoluta disordine, confusione”.

Qui il presidente non si limita a informare l'aula.

È un passaggio che merita attenzione proprio per il ruolo che ricopre.

Il Ministero dell'Interno, richiamando la giurisprudenza amministrativa, definisce il presidente del Consiglio una figura che deve possedere requisiti di neutralità, imparzialità e terzietà, perché la funzione presidenziale trascende gli equilibri politici e serve a garantire il regolare funzionamento dell'assemblea e l'ordinato svolgimento della dialettica tra le forze politiche.

Questo non significa che il presidentre del consiglio debba rinunciare alle proprie idee politiche. Significa però che esiste una linea sottile tra presiedere la partita e giocarla.

È qui che la distinzione tra funzione istituzionale e iniziativa politica diventa più difficile da tenere.

 

Da garante dell'aula a leader dell'opposizione?

La domanda diventa inevitabile perché, nelle prerogative del ruolo di presidente, sulle decadenze Mazzeo ha assunto da mesi un ruolo diretto, sollecitando gli uffici, chiedendo pareri regionali, fino a che la questione è diventata un boomerang politico. Quel boomerang che Mazzeo ha cercato per nove mesi di tenere dentro un perimetro istituzionale e che oggi assume contorni sempre più politici e personali.

Dalla conferenza dei capigruppo del 13 agosto, a ruota del consiglio comunale, emerge la convocazione del Consiglio sul Bilancio per il 27 agosto, ma emerge anche la calendarizzazione delle sedute del 16, 21 e 24 settembre, con il 16 settembre dedicato alle proposte di decadenza.

 

Ed è qui che il calendario diventa politica.

Prima il Bilancio, con il commissario che incombe. Poi le decadenze, che possono modificare la composizione dell'aula. In mezzo, la sfiducia che Mazzeo ha scritto e che deve trovare i numeri per arrivare in porto: cui le decadenze potrebbero regalare tempo e, forse, la possibilità di qualche firma. Perchè il consiglio comunale ha regalato un piccolo colpo di scena: Franco Briale è stato indulgente verso la maggioranza in un suo intervento in aula, cosa che ha fatto saltare sulla sedia qualche consigliere d’opposizione.

Inoltre, voci di Palazzo raccontano si stia riaprendo la discussione sulla vice presidenza del consiglio, attualmente ricoperta da Andrea Genco che è anche assessore.

 

La partita è già oltre Tranchida

Il punto, allora, non è soltanto capire se il Bilancio passerà, perché nessuno ha interesse a fare commissariare il consiglio comunale. Il tema è “come” passerà.

Se passa, Tranchida dimostrerà di avere ancora la forza di approvare l'atto fondamentale dell'anno. Se non passa, il Consiglio rischia di perdere il proprio spazio decisionale a favore del commissario.

Ma anche per Mazzeo il 27 agosto è un test.

Perché se il presidente riesce a tenere insieme un fronte alternativo e contemporaneamente a garantire il funzionamento dell'aula, rafforza la propria posizione.

Se invece il Consiglio si spacca – e potrebbe spaccarsi proprio sulle ambizioni alla vice presidenza del consiglio - il suo ruolo diventa più difficile da separare da quello di uno dei protagonisti che sta costruendo l'alternativa a Tranchida.

 

E forse è proprio questa la chiave per leggere quello che sta accadendo.

Mazzeo non sembra più giocare soltanto la partita della consiliatura, sta costruendo quella successiva. La sfiducia è il manifesto, le decadenze possono ridisegnare il campo, il Bilancio misura i numeri, si prova a dettare la linea al commissario: e il presidente del Consiglio è dentro tutte queste partite.

Il problema, allora, non è stabilire se Mazzeo abbia il diritto di avere una posizione politica, che ovviamente ha.

La domanda è invece quanto può spingersi nella costruzione di quella posizione mentre continua a occupare lo scranno che dovrebbe garantire tutti i consiglieri, compresi quelli che sostengono il sindaco contro il quale sta costruendo la sfiducia?

A Palazzo Cavarretta, ormai, la distanza tra il presidente dell'aula e il capo dell'opposizione sembra diventata sempre più corta.

E il 27 agosto, quando si voterà il Bilancio, quella distanza potrebbe essere misurata direttamente dai numeri.



 



 



Native | 11/08/2026
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