Agosto risuona a Selinunte
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Da oggi Mazara del Vallo entra nel vivo del Festino di San Vito 2026. Da domenica 16 a domenica 23 agosto la città celebra il suo Santo Patrono con otto giorni di appuntamenti tra riti religiosi, cortei storici, musica, spettacoli, musei aperti e la grande processione sul mare.
Il tema scelto quest’anno è “Un cammino di pace nella storia della città di Mazara”. E il programma è fitto: si comincia oggi pomeriggio con l’annuncio del Festino e si chiuderà nella notte di domenica 23 agosto con i giochi d’artificio.
Nel mezzo ci sarà praticamente tutta Mazara: il centro storico, il lungomare, la Cattedrale, San Michele, il Santuario di San Vito a mare e, naturalmente, il mare stesso.
Il primo appuntamento è alle 18 in piazza della Repubblica con l’annuncio ufficiale del Festino.
Ad accompagnarlo saranno la banda barocca e il corteo storico della Compagnia internazionale di danza storica Harmonia Suave, con tamburi, chiarine, araldo, paggio e alfieri.
Il Vescovo renderà l’omaggio floreale al Santo Patrono, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco.
Seguirà il corteo per le vie della città: palazzo Vescovile, piazza della Repubblica, via San Giuseppe, piazza Mokarta, corso Umberto I, via Vittorio Veneto, via Gian Giacomo Adria, piazza Regina, molo Caito, piazzale Quinci, lungomare Mazzini, via Mario Rapisardi, corso Armando Diaz, piazza Mokarta, via Conte Ruggero, via Santissimo Salvatore e ritorno in piazza della Repubblica.
Alle 21, sempre in piazza della Repubblica, concerto dell’ensemble Vox Harmoniae.

Dopo due giorni di pausa, il programma riprenderà mercoledì 19 agosto.
Alle 19 è previsto lo scampanio dei sacri bronzi della Cattedrale. Alle 19.30, nella chiesa di San Michele, sarà celebrata la solenne Translatio del simulacro di San Vito verso la Cattedrale.
Alle 20, in piazza San Michele, il soprano Chiara Crescente eseguirà alcune arie sacre.
Subito dopo partirà la processione con banda barocca, corteo storico, pescatori, simulacro, clero e Vescovo, sino alla Basilica Cattedrale.
Uno dei momenti più suggestivi arriverà quando la città sarà ancora immersa nella notte.
Alle 3 del mattino suoneranno i sacri bronzi della Cattedrale. Alle 3.15 partirà la fiaccolata con il simulacro del Santo sul carro trionfale, trainato a braccia dai pescatori di Mazara.
Dalla Cattedrale il corteo raggiungerà il Santuario di San Vito a mare passando da via Santissimo Salvatore, lungomare Mazzini e lungomare San Vito.
Alle 4 sarà celebrata la Santa Messa presieduta dal Vescovo e concelebrata dai presbiteri della città.
Alle 5 arriverà uno dei momenti più spettacolari: lettura dei distici e rievocazione coreografica della “fuga di San Vito”, con il Santo, Modesto, Crescenzia e l’Angelo su una barca. Previsti anche fuochi d’artificio e arie sacre eseguite dal soprano Angela Altese.
Un appuntamento per mattinieri, insonni e devoti. Ma soprattutto uno dei riti più antichi e riconoscibili del Festino mazarese.
Sempre giovedì 20 agosto, alle 19 sul lungomare San Vito, partirà il grande corteo allegorico a quadri viventi.
Oltre 350 figuranti, ballerini, musicisti, soprani e artisti in abiti d’epoca racconteranno la vita di San Vito e alcuni passaggi fondamentali della storia di Mazara.
Sono previsti quadri storici tradizionali e nuove rappresentazioni, con recitazione, danza, musica e installazioni coreografiche.
Davanti alla scalinata di piazza Mokarta si terrà la cerimonia della consegna delle chiavi della città al Santo Patrono.
Il corteo si concluderà in piazza della Repubblica con la benedizione attraverso le reliquie di San Vito.
Venerdì il Festino diventa anche occasione di approfondimento culturale.
Alle 18, nel Seminario vescovile, conferenza e tableau vivants sul tema “Il costume storico e allegorico”, a cura della costumista Rosalba D’Annibale, con la partecipazione del corpo di ballo Dance Works.
Interverrà Francesca Paola Massara, direttrice del Museo diocesano di Mazara del Vallo e docente di Archeologia cristiana alla Facoltà Teologica di Sicilia. Ospiti il soprano Chiara Crescente e il maestro Rino Crescente al pianoforte.
Alle 19 tavola rotonda sul tema “Reprimere o educare? Giovani e pace a Mazara del Vallo”.
Interverranno il Vescovo, il sindaco Salvatore Quinci, il procuratore di Gela Salvatore Vella. Coordinerà l’assessore Germana Abbagnato, con le conclusioni del vicario foraneo don Giuseppe Alcamo.
Alle 21, al Museo diocesano, appuntamento con “Museo sotto le stelle” e visita guidata.
Sabato il Museo diocesano sarà aperto dalle 10 alle 13.
Alle 19, in Cattedrale, celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Davide Carbonaro, Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, insieme al Vescovo Angelo Giurdanella e al presbiterio della città.
Alle 21, sulla scalinata di piazza Mokarta, andrà in scena “Viaggio in Sicilia – L’incanto di una terra senza tempo”, spettacolo a quadri dedicato alla storia dell’Isola.
Parteciperanno Dance Works di Carla Favata, Art Factory di Palermo e Harmonia Suave.
Fino a mezzanotte resteranno aperte la Basilica Cattedrale, il Santuario di San Vito a mare, San Francesco d’Assisi, San Nicolò Regale e San Michele.
Dalle 21.30 a mezzanotte nuova apertura straordinaria del Museo diocesano.
La giornata conclusiva inizierà con le Messe delle 9 e delle 11 in Cattedrale. Il Museo diocesano sarà aperto dalle 10 alle 13.
Alle 18 partirà la processione del simulacro di San Vito verso piazzale Giovan Battista Quinci, dove avverrà l’imbarco su un peschereccio.
In mare sarà lanciata una corona d’alloro in memoria dei marinai dispersi.
Sulla riva, durante l’attesa del ritorno del simulacro, sono previsti il coro di voci bianche, danze dedicate a San Vito e arie sacre del soprano Angela Altese, con gli artisti di Art Factory e Dance Works.
Il simulacro farà poi ritorno nella chiesa di San Michele.
In serata apertura straordinaria del Museo diocesano e, a mezzanotte, i giochi d’artificio che chiuderanno il Festino 2026.
Otto giorni tra fede, storia e spettacolo. Per Mazara non è soltanto una festa patronale: è uno di quei momenti in cui la città torna a raccontare se stessa, mettendo insieme devozione popolare, memoria e identità.
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