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16/08/2026 13:05:00

Messina, rubati i capolavori di Antonello dal museo. Schifani: «Sfregio intollerabile

Un furto che ha dell’incredibile e che colpisce uno dei simboli più preziosi dell’arte siciliana. Dal Museo regionale “Accascina” di Messina sono state rubate opere di Antonello da Messina. Capolavori che appartengono alla storia dell’isola, ma il cui valore artistico va ben oltre i confini della Sicilia.

Sul caso sono al lavoro magistratura e forze dell’ordine. E mentre si cerca di ricostruire come sia stato possibile portare via le opere, la Regione Siciliana ha disposto anche un’ispezione interna. Un particolare, intanto, rende ancora più delicata la vicenda: secondo il presidente della Regione Renato Schifani, l’allarme e la videosorveglianza del museo avrebbero funzionato regolarmente.

Schifani: «Uno sfregio al patrimonio universale»

Durissime le parole del presidente della Regione.

«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale», afferma Schifani.

Le opere, sottolinea il governatore, «non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero».

Adesso la priorità è una sola: ritrovare le opere e individuare chi le ha rubate.

Allarme e telecamere avrebbero funzionato

C'è però un punto sul quale inevitabilmente si concentreranno le verifiche: come è stato possibile compiere il furto se i sistemi di sicurezza erano attivi?

Schifani precisa che «l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente». Le immagini delle telecamere e gli altri dati acquisiti sono già stati consegnati agli investigatori e potrebbero risultare decisivi per ricostruire la dinamica del colpo.

La Regione assicura la «massima collaborazione» alla magistratura e alle forze dell’ordine.

Parte anche un'ispezione interna

Alle indagini penali si affiancheranno gli accertamenti amministrativi. Palazzo d'Orléans ha infatti disposto un'ispezione interna al museo per verificare ogni passaggio e accertare se vi siano state responsabilità da parte del personale incaricato della custodia.

«Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra», dice Schifani, precisando che le verifiche dovranno essere condotte nel rispetto delle garanzie dei dipendenti coinvolti.

È probabilmente questo uno degli aspetti più delicati della vicenda: se allarme e telecamere hanno fatto il loro dovere, bisognerà capire cosa sia accaduto dopo l'attivazione dei sistemi e quali fossero in quel momento le procedure di custodia e intervento.

Scarpinato: «Una profonda ferita per Sicilia e Italia»

Interviene anche l'assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato.

«Il furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una profonda ferita per la Sicilia e per l’Italia intera», afferma.

Scarpinato garantisce «l’assoluta e incondizionata disponibilità» dell'assessorato, del museo Accascina e delle strutture regionali a collaborare con gli investigatori.

L'assessore ricorda inoltre il lavoro portato avanti dalla Regione per tutelare e rendere fruibile il patrimonio culturale siciliano e assicura che il furto non fermerà le attività di valorizzazione.

Adesso, però, prima della valorizzazione viene qualcosa di molto più urgente: capire come siano potuti sparire dal museo dei capolavori di Antonello da Messina e, soprattutto, riportarli a casa.



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