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16/08/2026 08:00:00

"Il mio ricordo del preside Gioacchino Aldo Ruggieri"

Gentile direttore di TP24,

ho fatto il mio dovere e sono andato alla Matrice per la messa funebre del defunto preside Gioacchino Aldo Ruggieri.

Dovrebbero dare la parola a chi veramente ha conosciuto da vicino il morto, anche dopo la classica omelia del prete, che, come tutte le omelie, non riesce ad avvicinarsi realmente alla personalità di chi sta nella bara.

Mentre il prete officiava ho ricostruito mentalmente i miei rapporti con il preside. L’ho conosciuto direttamente e posso testimoniare la sua importanza nella città per mezzo secolo pieno.

Quando ero al ginnasio, avevo difficoltà con la lingua latina e il greco antico. Per questo i miei genitori mi mandarono a lezioni private da lui, che allora era insegnante alle scuole medie fuori città.

 

Grazie a lui ho capito la grammatica e la sintassi delle due lingue, che i professori a scuola non sapevano spiegarmi. A scuola mi riempivano di nozioni, ma non avevano il tratto del “maestro” in senso latino e rinascimentale. A scuola avevo insegnanti comuni, che lasciavano fredda la materia e non riuscivano a trasmettermi lo spirito di quelle lingue e delle società che le avevano espresse.

 

Con le lezioni private del preside Ruggieri, le due antiche lingue per me sono diventate piacevoli e interessanti.

Ma Gioacchino A. Ruggieri non è stato solo un grande insegnante; è stato anche un politico, un homo novus, come lui si definiva. Cioè, non proveniva dalle famiglie tradizionalmente privilegiate o dominanti, ma si era fatto strada con le proprie capacità.

Ha ricoperto le cariche di consigliere comunale, consigliere provinciale, assessore provinciale e infine presidente della Provincia.

 

Quando è diventato presidente della Provincia si è ricordato di me, suo antico discepolo. Mi ha chiesto se potevo andare a fare il Segretario Provinciale, ma non potevo, perché non avevo l’anzianità necessaria.

 

Quando, dopo vent’anni di lavoro in altre regioni, sono tornato a Marsala, quasi ogni anno andavo a salutarlo, o d’estate o per le feste, a casa sua in città o alla Spagnola. A volte gli portavo i miei nuovi libri e lui apprezzava quel che scrivevo e come lo scrivevo.

 

È stato anche scrittore di numerosi libri di ricordi marsalesi e di un romanzo. Era giornalista e fondatore di un periodico negli anni Sessanta: “Panorama”. Il numero uno l’ho avuto da lui, che lo portò appena uscito dalla tipografia.

Alla città mancherà. Era una presenza onesta, colta e affidabile. Non mi sembra che nel panorama professionale e politico di Marsala ce ne siano molti che possano pareggiarlo. Penso, fra gli insegnanti-politici, alla figura di Benedetto Cottone. Non mi vengono altri nomi, purtroppo. E due nomi, per un cinquantennio, in una città di 80.000 abitanti non sono molti.

 

Leonardo Agate

 

 

 

 



Native | 11/08/2026
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