×
 
 
16/08/2026 22:00:00

Agroalimentare in Sicilia, Rifondazione: "Dove finiscono i fondi del PAC?"

La Regione Siciliana ha annunciato 167 milioni di euro per l’agroalimentare nell’ambito della PAC 2023-2027, presentando la pubblicazione delle graduatorie provvisorie di alcuni interventi come un'accelerazione nel sostegno alle imprese, alla trasformazione e alle produzioni di qualità.

Una lettura che non convince Nicola Candido, della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. Secondo Candido, guardando agli atti e soprattutto alle graduatorie, emerge un quadro meno favorevole per il tessuto agricolo composto da piccole e medie imprese.

 

“I 167 milioni non sono risorse già erogate”

 

Il primo punto sollevato riguarda la cifra complessiva annunciata dalla Regione.

Candido evidenzia che i 167 milioni rappresentano un'aggregazione di dotazioni finanziarie dei bandi, richieste di contributo e procedure ancora in corso. Non si tratta quindi, sottolinea, di risorse già assegnate o materialmente erogate alle imprese.

La questione diventa ancora più evidente, secondo Rifondazione, osservando la distribuzione delle risorse nelle prime graduatorie provvisorie.

 

Pochi progetti concentrano una parte consistente delle risorse

 

Nel caso della SRD13, l'intervento dedicato agli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, a fronte di una dotazione superiore ai 70 milioni di euro, le imprese ammissibili indicate nella graduatoria sono 19.

Candido segnala inoltre che le prime quattro imprese concentrano da sole oltre la metà dei contributi richiesti.

Una concentrazione che, secondo Rifondazione, si ripropone nei Progetti Integrati di Filiera, dove una quota rilevante delle risorse passa attraverso pochi progetti e soggetti capofila.

Da qui la critica: il rischio è che gli strumenti della PAC finiscano per premiare soprattutto chi dispone già di una maggiore capacità finanziaria, industriale e commerciale.

 

Il nodo dei piccoli produttori

 

La Sicilia conta migliaia di aziende agricole familiari, piccoli e medi produttori e allevatori che incontrano difficoltà nell'accesso al credito, nella trasformazione e nella commercializzazione dei prodotti.

Per Candido, proprio questi soggetti dovrebbero essere maggiormente al centro delle politiche regionali.

La proposta è quella di rafforzare cooperative di piccoli produttori, organizzazioni di produttori, strumenti comuni per la trasformazione e la vendita, filiere corte, mercati locali e forme di aggregazione capaci di aumentare il potere contrattuale degli agricoltori.

 

Il lavoro e il caporalato

 

Nel documento viene affrontato anche il tema delle condizioni di lavoro.

Candido richiama la condizionalità sociale introdotta dalla PAC 2023-2027, che lega il sostegno pubblico anche al rispetto di determinati standard sul lavoro.

Per Rifondazione, quindi, la politica agricola non può fermarsi alla capacità produttiva delle imprese, ma deve considerare anche contratti, sicurezza, salari e condizioni di lavoro.

Il riferimento è anche ai fenomeni del caporalato, del lavoro irregolare e dello sfruttamento della manodopera agricola, problemi che continuano a interessare il settore siciliano.

 

“Tre elementi: ambiente, lavoro e redditività”

 

ùLa posizione di Rifondazione è sintetizzata nella richiesta di tenere insieme sostenibilità ambientale, dignità del lavoro e redditività dell'agricoltura.

Secondo Candido, questo dovrebbe tradursi in maggiori investimenti sulle produzioni locali e sostenibili, sulla vendita diretta, sulle cooperative, sulle organizzazioni di produttori, sulla trasformazione condivisa e sul ricambio generazionale.

La domanda posta alla Regione è quindi quale sarà l'effetto concreto delle risorse sul reddito degli agricoltori e dei lavoratori e sulla capacità dei piccoli produttori di trattenere una quota maggiore del valore generato lungo la filiera.

 

“Il successo non si misura dai milioni annunciati”

 

Per Candido, la vera verifica arriverà con i risultati sul territorio: più reddito per agricoltori e lavoratori, maggiore potere contrattuale per i piccoli produttori, più cooperazione e condizioni di lavoro migliori.

Il rischio, sostiene, è che i 167 milioni si traducano soprattutto in un sostegno alle realtà più strutturate senza incidere sui problemi che interessano una parte consistente del mondo agricolo siciliano: abbandono delle campagne, spopolamento delle aree rurali e perdita di redditività del lavoro agricolo.

Una critica politica rivolta alla Regione che apre anche una questione più ampia: come distribuire le risorse della PAC affinché il valore prodotto dall'agricoltura rimanga maggiormente nelle aziende e nei territori siciliani.



Native | 11/08/2026
https://www.tp24.it/immagini_articoli/29-07-2026/1785310477-0-agosto-risuona-a-selinunte.jpg

Agosto risuona a Selinunte

Un Roy Paci inedito in chiave jazz, Alan Sorrenti intramontabile, gli omaggi ai Pink Floyd, Deep Purple, Led Zeppelin, le note caraibiche e i riff energetici. Il mese di agosto è da segnare in calendario perché ogni...