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L’aeroporto di Catania è tornato operativo dopo la chiusura disposta nelle scorse ore a causa dell’attività vulcanica dell’Etna e della presenza di cenere in atmosfera. I voli in arrivo e in partenza sono stati progressivamente ripristinati, ma lo scalo siciliano deve ora fare i conti con gli effetti di giorni di forte criticità e con il rischio, tutt’altro che escluso, di nuove limitazioni legate all’attività del vulcano e alle condizioni del vento.
A comunicare la riapertura è stata SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il via libera è arrivato dopo le valutazioni delle autorità competenti, che hanno verificato le condizioni necessarie per consentire la ripresa delle operazioni in sicurezza.
La presidente di SAC, Anna Quattrone, ha parlato di una «buona notizia», sottolineando però che per il ritorno alla piena normalità sarebbero state necessarie ancora alcune ore. Il quadro resta infatti condizionato dall'evoluzione dell'Etna: «Siamo nelle condizioni di ripartire», ha spiegato, ricordando che il vulcano e soprattutto i venti possono determinare in qualsiasi momento una nuova chiusura o ulteriori restrizioni.
L'obiettivo è tornare alla piena regolarità
La riapertura rappresenta quindi un primo passo verso il ritorno alla normalità dopo una settimana particolarmente difficile per il sistema aeroportuale siciliano.
«Il ripristino delle operazioni di volo rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città», ha dichiarato l'amministratore delegato di SAC Nico Torrisi.
La società punta ora a riportare lo scalo alla piena operatività nel più breve tempo possibile, cercando di contenere ulteriormente i disagi per i passeggeri che in questi giorni hanno dovuto affrontare cancellazioni, ritardi e riprotezioni.
I numeri dell'emergenza
L'impatto dell'attività eruttiva dell'Etna sul traffico aereo è stato particolarmente pesante. Secondo i dati forniti da SAC, nella settimana dell'emergenza erano previsti circa 1.900 voli sull'aeroporto di Catania.
Di questi, circa il 36% è stato cancellato, mentre circa 630 voli sono stati riprotetti su altri aeroporti.
Un'operazione che ha richiesto il coordinamento tra diversi scali siciliani. In particolare, SAC ha ringraziato gli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani per il supporto fornito durante i giorni più difficili.
La presidente Quattrone ha sottolineato in particolare il lavoro svolto a Comiso, dove gli operatori hanno lavorato senza sosta, e il contributo degli scali di Trapani e Palermo nella gestione del traffico deviato da Catania.
Un'emergenza pesante nel pieno di Ferragosto
A rendere ancora più complicata la situazione è stato il periodo dell'anno. L'emergenza ha infatti coinciso con uno dei momenti di maggiore movimento turistico, con migliaia di persone in viaggio per le vacanze di Ferragosto.
«Questa è la prima settimana di ferie per moltissimi passeggeri e il periodo non ha aiutato», ha spiegato Quattrone, evidenziando come la combinazione tra l'attività vulcanica, la durata dell'emergenza e l'elevato numero di viaggiatori abbia prodotto disagi particolarmente significativi.
La presidente di SAC ha parlato di una situazione «molto complessa» e di un impatto sullo scalo che non si verificava da diversi anni.
L'Etna resta il fattore decisivo
La riapertura arriva mentre l'Etna continua a rappresentare un elemento di forte attenzione per l'intero sistema aeroportuale.
Come ha ricordato la presidente di SAC, non è possibile escludere che una nuova emissione di cenere, combinata con condizioni di vento sfavorevoli, possa determinare ulteriori limitazioni.
Per questo la parola chiave, nelle prossime ore, resta prudenza. L'aeroporto è aperto, i voli sono ripartiti, ma il ritorno alla piena regolarità dipenderà dall'evoluzione dell'attività vulcanica e dalle condizioni atmosferiche.
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