Una cabina rumorosa, con un suono anomalo che sembra quello di "ingranaggi lenti".
Un vetro rotto e riparato con il silicone. Sedili in gomma deteriorati. E un'altra cabina, racconta un passeggero, nella quale mancavano addirittura alcuni cuscinetti. Poi la sporcizia, descritta come generalizzata.
È la segnalazione arrivata dopo un viaggio sulla Funivia Trapani-Erice effettuato ieri pomeriggio.
Il passeggero racconta di avere utilizzato la cabina numero 5 e di avere immediatamente segnalato all'operatore, una volta arrivato in stazione, quella che aveva percepito come una rumorosità anomala. Successivamente avrebbe notato le condizioni di altre cabine.
Quello che però viene posto non è tanto un problema di sicurezza dell'impianto, ma è un problema di manutenzione, decoro e, soprattutto, di percezione del servizio.
La domanda è semplice: con un biglietto ordinario che oggi costa 15 euro per andata e ritorno, è normale trovare cabine in queste condizioni?
Il tema diventa ancora più delicato perché il prezzo della funivia è già da mesi al centro dello scontro politico ericino.
Il rincaro e le polemiche
Dal 2026 il biglietto ordinario di andata e ritorno è passato da 11 a 15 euro, mentre la corsa semplice è salita da 6,50 a 9 euro.
L'aumento è stato deciso dalla Giunta comunale nel dicembre 2025, dopo un primo rincaro che nel 2023 aveva portato il prezzo dell'andata e ritorno da 9,50 a 11 euro.
Una famiglia di quattro persone - che non gode delle agevolazioni per residenti - arriva infatti a spendere 60 euro soltanto per salire e scendere con la funivia.
Il paradosso è proprio qui.
La funivia non è soltanto un'attrazione turistica. È anche, almeno nella logica della mobilità di Erice, un mezzo per raggiungere il centro storico lasciando l'auto a valle, evitando di portare migliaia di macchine verso la vetta e alleggerendo la pressione sui parcheggi.
Ma se il costo per una famiglia di quattro persone è di 60 euro, mentre il parcheggio dell'auto può arrivare ad una decina di euro, l'incentivo economico rischia di funzionare esattamente al contrario.
Invece di convincere il visitatore a lasciare la macchina, si rischia di spingerlo a prenderla.
E il problema non è teorico. Trovare parcheggio a Erice, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso, può trasformarsi in una vera caccia al posto libero.
Si può girare per ore in cerca di uno stallo, con parcheggi ingolfati e visitatori che, esasperati, fanno dietro front e abbandonano l'impresa, soprattutto non turisti.
Una funivia che costa sempre di più
La polemica non riguarda soltanto il prezzo del biglietto.
Una lunga serie di tensioni hanno attraversato la FuniErice: dalle contestazioni sulle nomine e sulla governance ai contenziosi giudiziari, fino alle polemiche sui costi di gestione.
Nell'aprile 2026 l'aumento delle tariffe era tornato al centro del dibattito, mettendolo in relazione alla crescita dei costi di gestione, dei compensi dell'amministratore e delle spese legali, sostenendo inoltre che all'aumento dei prezzi non corrispondesse un miglioramento del servizio. Accuse respinte dall'amministrazione.
Già nell'agosto 2025, inoltre, il Consiglio comunale era stato teatro di uno scontro sull'ipotesi di un ulteriore aumento.
La proposta dell'ex consigliere Pietro Vultaggio - oggi portavoce del sindaco di Trapani - poi ritirata, avrebbe dovuto finanziare anche un minibus elettrico destinato a collegare i principali siti del borgo con l'impianto di risalita. L'opposizione contestava l'assenza di un piano economico e sottolineava che, dopo il precedente aumento, i biglietti venduti erano diminuiti.
La stessa documentazione industriale di FuniErice spiega che le tariffe ordinarie sono pensate per coprire i costi del servizio e generare le risorse necessarie anche al mantenimento dell'impianto.
Ed è proprio questo il punto che la segnalazione di ieri riporta al centro dell'attenzione: se il prezzo aumenta per sostenere il servizio e mantenerlo in condizioni ottimali, il passeggero ha il diritto di aspettarsi cabine pulite, decorose e adeguatamente manutenute.
Naturalmente una fotografia o la percezione di un rumore non consentono di dire che un impianto sia insicuro o malandati.
Ma c'è una questione che va oltre il singolo episodio.
Erice ha bisogno della funivia. Ne ha bisogno il turismo, ne ha bisogno la mobilità e ne hanno bisogno gli stessi residenti e commercianti del centro storico.
Ma una funivia che dovrebbe convincere le persone a lasciare l'auto a valle non può diventare, per il suo prezzo, la ragione per cui quelle stesse persone scelgono di salire in macchina.
E allora la domanda del passeggero — "Al costo del biglietto di 15 euro è normale?" — non riguarda soltanto una cabina rumorosa.
Riguarda il rapporto tra prezzo, qualità del servizio e funzione pubblica di un'infrastruttura strategica per Erice.
Perché se il biglietto costa sempre di più, ma il visitatore continua a vedere vetri rotti, sedili deteriorati e cabine sporche, la prima cosa che viene spontaneo chiedersi non è quanto costi salire.
È che cosa si sta pagando.