«Vivo da quarant'anni nel centro storico di Trapani e non l'ho mai visto in questo stato». Comincia così la dura lettera inviata a Tp24 da Leo, un residente che mette in fila problemi, disservizi e critiche all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo Tranchida.
Il punto sollevato dal lettore è soprattutto uno: può una città investire milioni di euro nelle grandi opere mentre, secondo chi ci vive ogni giorno, fatica a garantire manutenzione, pulizia, acqua e sicurezza delle strade?
È una domanda che torna spesso nel dibattito cittadino, soprattutto adesso che Trapani è attraversata da diversi cantieri e dalle opere legate alla BRT.
«Il centro storico è nell'anarchia e nell'abbandono»
Leo non usa mezzi termini e il giudizio sull'amministrazione Tranchida è durissimo.
«Mai, dico mai, il centro storico di Trapani è stato in questo stato di anarchia e abbandono. La giunta è guidata ormai da un sindaco totalmente assente, che ignora i veri bisogni dei cittadini residenti, dei lavoratori e di chi abita il centro storico».
Al di là dei toni, la questione posta dal lettore riguarda il contrasto tra la Trapani dei progetti e quella della manutenzione quotidiana.
Da una parte ci sono finanziamenti, PNRR, nuovi sistemi di mobilità e cantieri. Dall'altra, sostiene Leo, rimangono problemi che i trapanesi conoscono da anni.
Acqua, strade, rifiuti e verde: l'elenco dei problemi
Il primo è quello della rete idrica, con perdite e disservizi nell'erogazione dell'acqua. Poi ci sono le condizioni delle strade, con buche e tratti di asfalto dissestato.
Il lettore punta il dito anche contro la situazione dell'igiene urbana, lamentando rifiuti, cassonetti pieni e una pulizia insufficiente delle strade.
E ancora il verde pubblico: secondo Leo, parchi e Villa comunale mostrerebbero una manutenzione non adeguata.
Un altro tema è quello della Polizia municipale. Il residente denuncia una presenza insufficiente dei vigili urbani e contesta il ricorso agli ausiliari del traffico per diverse attività legate alla viabilità.
«E i tombini? Aspettiamo le prime piogge»
C'è poi una preoccupazione molto concreta, soprattutto dopo i problemi provocati negli ultimi anni dalle piogge intense.
«Siamo a Ferragosto – scrive Leo – si aspettano le prime piogge e ad oggi non sono stati puliti i tombini».
Il lettore richiama inoltre il dibattito sul sistema di smaltimento delle acque e sullo studio tecnico che dovrebbe essere alla base dei successivi interventi, ricordando le contestazioni che, sostiene, sarebbero state avanzate dall'Ordine degli Ingegneri di Trapani.
Il bersaglio principale è la BRT
Ma è soprattutto sulla BRT, il Bus Rapid Transit, che la lettera diventa più polemica.
Secondo Leo, l'amministrazione starebbe concentrando risorse e attenzione su un'opera complessa senza avere prima risolto i problemi fondamentali della città.
«È davvero prioritario progettare corsie veloci per i bus quando le strade percorribili scarseggiano e dai rubinetti non esce l'acqua?».
Il residente contesta anche la sostenibilità del progetto e sostiene che mancherebbero adeguati studi sui flussi di traffico e sulla sostenibilità economica dell'infrastruttura.
Sono valutazioni e numeri avanzati dal lettore, naturalmente, e come tali vanno considerati. Ma intercettano un tema politico più ampio: quanto le grandi opere finanziate con risorse straordinarie riescono davvero a migliorare la vita quotidiana dei cittadini?
«Prima le fondamenta della città»
Per Leo il rischio è quello di costruire una Trapani del futuro dimenticandosi della Trapani del presente.
«Finanziare opere futuristiche senza prima mettere in sicurezza le fondamenta della città – scrive – rischia di consegnare ai cittadini cattedrali nel deserto».
E conclude con una considerazione che sintetizza tutta la sua protesta:
«Una città moderna non si misura soltanto dalla capacità di spendere i fondi europei per grandi progetti, ma dalla capacità di garantire decoro, pulizia e servizi essenziali ai propri cittadini ogni singolo giorno».
Una lettera molto critica, dunque, che arriva nel pieno dell'estate e mentre in città proseguono diversi cantieri. La questione posta, depurata dalle espressioni più dure, resta politica e amministrativa: a Trapani le grandi trasformazioni stanno procedendo allo stesso passo della manutenzione ordinaria?