Egregio direttore di Tp24,
a proposito dell’articolo molto completo e approfondito sullo scorrimento veloce Marsala-Mazara, innanzitutto complimenti. Si tratta di un’arteria fondamentale per lo sviluppo soprattutto di Marsala, ma anche della provincia, dell’aeroporto di Birgi, per collegare più facilmente e velocemente gli ospedali di Castelvetrano, Mazara, Marsala e Trapani e per ridurre il traffico sulle nostre principali arterie: via Trapani, via Mazara e via Salemi.
Inoltre, favorirebbe il collegamento tra la nostra provincia e quella di Agrigento e tra i parchi archeologici di Selinunte, della Valle dei Templi e quello di Marsala, con tantissime ricadute positive sul territorio.
L'aspetto politico
Ufficialmente si viene a sapere del definanziamento all’inizio del 2024, dopo l’interrogazione della deputata Ciminnisi al governo regionale. Quasi sicuramente i 134 milioni, più tanti altri — forse oltre un miliardo — che erano stati destinati dai governi precedenti alle infrastrutture siciliane saranno stati dirottati per finanziare altro o, verosimilmente, il Ponte sullo Stretto di Messina.
Una scelta fatta dal governo Meloni, con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, della Lega, e con il consenso del governo regionale guidato dall’onorevole Schifani.
È un fatto gravissimo. Come si fa a definanziare un’opera così importante ed essenziale, oltretutto nel silenzio assordante del sindaco e dei politici locali, regionali e nazionali?
Negli ultimi anni questa città ha perso 26 milioni di euro di finanziamenti per la sostituzione di alcuni passaggi a livello, 134 milioni per lo scorrimento veloce Marsala-Mazara, più tanti altri finanziamenti.
Come si fa a creare sviluppo senza infrastrutture così essenziali?
Chi amministra una città o governa una Regione o una nazione dovrebbe realizzare i progetti finanziati che trova e lasciarne altri a chi verrà dopo, non perdere i finanziamenti e promettere sempre che farà qualcosa in futuro.
La politica delle chiacchiere e delle promesse porta solo al regresso, alla decrescita, alla carenza di servizi e alla fuga dei giovani.
Dott. Alberto Di Girolamo