Sono le 17 sul litorale sud di Marsala, poco dopo il Lido Gazebo. Ci sono circa 35 gradi, le spiagge sono piene e il mare pure. Famiglie sotto gli ombrelloni, bambini sulla sabbia, bagnanti in acqua. Una normale, affollatissima giornata d'agosto.
Poi, tra sdraio e creme solari, arriva una volante della Polizia.
Il motivo? Quattro ragazzini stanno giocando a pallone sulla spiaggia. Un bagnante, evidentemente infastidito, chiama le forze dell'ordine. Gli agenti arrivano, identificano i giovani e, secondo quanto riferito da chi era presente, prendono anche il pallone.
Insomma, per qualche minuto sul litorale marsalese l'oggetto più sorvegliato della giornata non è stato un'auto sospetta o qualche malintenzionato, ma un pallone.
Il rispetto degli altri viene prima di tutto
Chiariamo subito un punto. In una spiaggia affollata non si può fare tutto ciò che si vuole.
Un pallone tirato male può finire contro un bambino, un anziano o semplicemente contro qualcuno che vorrebbe starsene tranquillo sotto l'ombrellone. Se il gioco diventa fastidioso o pericoloso, è sacrosanto chiedere ai ragazzi di smettere o di spostarsi.
E magari i quattro giovani avrebbero dovuto avere più attenzione per chi stava loro intorno.
Ma qui non risultano risse, aggressioni o situazioni di particolare pericolo. Solo quattro ragazzi che giocavano.
Serviva davvero chiamare la Polizia?
Ed è qui che nasce la domanda.
Era davvero necessario telefonare alla Polizia?
Gli agenti, una volta ricevuta la segnalazione, hanno naturalmente fatto il loro lavoro. Se arriva una richiesta di intervento, una pattuglia deve verificarla. Il punto, quindi, non riguarda il comportamento degli uomini in divisa.
Riguarda noi cittadini.
Marsala è un territorio vastissimo. Ogni giorno le forze dell'ordine devono occuparsi di incidenti, furti, liti, violenze, controlli sulla viabilità, emergenze e situazioni ben più delicate.
Impegnare una volante perché quattro ragazzi giocano a pallone sulla spiaggia può essere formalmente legittimo. Ma sul piano del buon senso qualche domanda la pone.
Bastavano quattro parole?
Forse, prima di prendere il telefono, sarebbe stato sufficiente avvicinarsi ai ragazzi.
“Ragazzi, qui c'è troppa gente. Potete smettere o spostarvi?”
Quattro parole, magari dette senza urlare, avrebbero probabilmente risolto tutto.
Perché vivere insieme significa anche questo: rispettare gli altri, certo, ma provare prima a parlarsi.
Il pallone può dare fastidio. Il rispetto della tranquillità altrui è importante. Ma anche il buon senso dovrebbe continuare ad avere un suo spazio.
Possibilmente pure ad agosto. E magari sotto l'ombrellone.