Sanità: i tempi di attesa per i ricoveri nel trapanese, numeri e diritti violati /2
La seconda parte del viaggio tra le attese nella Sanità trapanese si concentra sui ricoveri ordinari programmati al Day Hospital, fino agli SDAO. I numeri al 30 giugno 2026 raccontano dove il sistema riesce a rispondere e dove invece il calendario si allunga. Ed è qui che c’è un altro nodo, perché la lista d'attesa più importante non è solo quella per una visita. È quella che arriva quando la visita è già stata fatta, la diagnosi è arrivata e il medico ha deciso che bisogna entrare in ospedale.
Cioè il cittadino sa che deve essere curato, in quanto tempo? Meglio ancora la domanda è: quanto tempo passerà prima di essere ricoverato?
È questo il tempo che abbiamo cercato di misurare attraverso l'ultima rilevazione ufficiale dell'ASP Trapani sui ricoveri programmati, aggiornata al 30 giugno 2026, che rivela un quadro drammaticamente a macchia di leopardo, con picchi che superano l'anno di attesa per interventi programmati e interi reparti messi a dura prova dal sovraffollamento.
I numeri della vergogna
Tra le liste d'attesa più critiche della provincia spicca il reparto di Ortopedia dell’Ospedale Paolo Borsellino di Marsala, dove per un ricovero ordinario si registrano ben 519 giorni di attesa — quasi un anno e mezzo prima di poter accedere alle cure chirurgiche programmate.
Non va meglio per chi deve sottoporsi ad interventi di Chirurgia Plastica, per i quali nei vari presidi si attende da 365 giorni a oltre un anno sia in regime ordinario sia in Day Hospital o SDAO (Servizio di Degenza Ambulatoriale Ospedaliera).
A Trapani (P.O. Sant'Antonio Abate), l'area di Ostetricia e Ginecologia segna 316 giorni di attesa per i ricoveri ordinari ginecologici e 261 giorni per il Day Hospital, mentre a Dermatologia servono 330 giorni di attesa in Day Hospital.
Anche qui i tempi variano drasticamente in base alle classi di priorità assegnate dai medici (A: entro 30 giorni, B: entro 60 giorni, C: entro 180 giorni, D: senza limite per patologie non evolutive):
• Otorinolaringoiatria (ORL - Trapani): Se per la classe A servono 55 giorni, per i pazienti in Classe B (che dovrebbero attendere al massimo 60 giorni) l'attesa impenna fino a 266-267 giorni, superando i 280 giorni per la classe D.
• Urologia (Trapani e Castelvetrano): A Trapani la classe D per ricoveri ordinari tocca i 260 giorni. A Castelvetrano, gli interventi urologici in classe B e quelli non oncologici arrivano a 330 giorni di attesa.
La mappa dei presidi ospedalieri
Al Paolo Borsellino di Marsala si registrano numeri negativi per:
• Ortopedia: record provinciale con 519 giorni.
• Chirurgia Generale: 155 giorni in ricovero ordinario e 296 giorni in SDAO.
• Medicina Generale: Impossibile effettuare ricoveri ordinari o DH. La nota del presidio parla chiaro: "Non si effettuano R.O. e DH causa sovraffollamento".
• Oculistica: Nessun posto letto ordinario; per la cataratta servono 270 giorni in SDAO. Qui bisogna pure evidenziare che le operazioni di cataratta sono state proprio stoppate per mesi interi e gli utenti si sono fatti operare presso l’ospedale di Sciacca.
Al Presidio ospedaliero Sant'Antonio Abate di Trapani in numeri del ritardano sono:
• Ginecologia: 316 giorni di attesa per ricovero ordinario.
• Urologia: 214 giorni medi per ricoveri ordinari.
• Chirurgia Generale: 45 giorni ordinari, 180 giorni in SDAO.
All’Abele Ajello di Mazara del Vallo:
• Cardiologia: 55 giorni per ricoveri ordinari.
• Chirurgia Generale: 30 giorni.
Al P.O. Vittorio Emanuele II di Castelvetrano:
• Oculistica: 250 giorni per la cataratta in DH.
• Urologia (Classe B / Non oncologici): 330 giorni.
• Chirurgia Generale: Gestione celere per le classi A (13 giorni) e B (8 giorni).
Al San Vito e Santo Spirito di Alcamo:
• Chirurgia Generale: 15 giorni (Classe A) e 35 giorni (Classe B).
• Geriatria e Medicina Generale: 30 giorni medi per le prestazioni programmate.
Questi sono i tempi di attesa per un ricovero già deciso.
Quanto costa l’attesa, al portafoglio e alla salute
Quelli che abbiamo evidenziato non sono solo numeri di un prospetto aziendale. I 519 giorni di attesa per un intervento ortopedico a Marsala, i 330 giorni in Urologia a Castelvetrano o i 316 giorni in Ginecologia a Trapani rappresentano mesi di dolore quotidiano, perdita di autonomia lavorativa e sofferenza psicologica. In un territorio dove le liste d'attesa sbarrano la strada alle cure tempestive, la domanda non è più soltanto quando il cittadino verrà curato, ma se potrà permetterselo. Accade quindi che è proprio il sistema sanitario che spinge il cittadino verso due sole alternative: la spesa out-of-pocket, cioè di tasca propria. Chi ha disponibilità economica, per pagare l'intervento o la visita in regime libero-professionale (intramoenia) o presso cliniche private convenzionate, risolve in questo modo; i famosi viaggi della speranza: chi non trova risposte nel territorio trapanese sceglie di spostarsi verso i grandi centri di Palermo, Catania o verso le strutture del nord Italia, aumentando il fenomeno della migrazione sanitaria.
E poi c’è il terzo aspetto che è il più importante ancora: la rinuncia alle cure.
E’ la conseguenza più drammatica che colpisce le fasce sociali più fragili. Chi non ha le risorse per pagare il privato o viaggiare finisce per rinunciare del tutto alla prevenzione e agli interventi programmati, trasformando patologie curabili in emergenze da Pronto Soccorso.
I diritti violati
Il blocco continuativo delle liste d'attesa viola direttamente i diritti fondamentali garantiti dall'ordinamento italiano. Non solo il famoso articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute, ma anche il Piano Nazionale Governo Liste d'Attesa (PNGLA), che stabilisce i tempi massimi inderogabili entro cui erogare le prestazioni in base alla classe di priorità (Classe A entro 30 giorni; B entro 60 giorni; C entro 180 giorni).
Cosa può fare il cittadino?
Il cittadino può esigere il rispetto dei tempi e come farlo? Se infatti al paziente viene comunicata l'impossibilità di prenotare il ricovero o la visita entro i tempi indicati dall'impegnativa del medico, il cittadino può tutelarsi seguendo questi passaggi:
• Verificare la classe di priorità: accertarsi che sulla ricetta sia indicata la lettera della classe di priorità (A, B, C, D) e che la data di prenotazione rispetti la scadenza di legge.
• Presentare istanza formale di erogazione in intramoenia: quindi inviare una richiesta scritta a mezzo PEC alla Direzione Generale dell'ASP di Trapani e al Responsabile del Centro Unico di Prenotazione (CUP).
• Richiedere l'applicazione del D.Lgs. 124 del 1998: specificando nell'istanza che, in assenza di disponibilità nei tempi di legge, si richiede di effettuare la prestazione in attività libero-professionale con gli oneri economici a carico dell'ASP (fatto salvo il pagamento del ticket, se dovuto).
Cosa ci dicono le inchieste e i dati
Si dimostra, con dati e fonti ufficiali, che la crisi della sanità trapanese non è un'astrazione di cui ogni tanto si parla. E’ emergenza sociale. Senza un piano straordinario di assunzioni, il diritto alla salute rischia di rimanere un privilegio per pochi. Va evidenziato che l'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani non è rimasta inerte: negli ultimi mesi l'ASP ha avviato a getto continuo procedure concorsuali e bandi di reclutamento straordinari per medici, specialisti e personale sanitario nel tentativo di coprire le drammatiche carenze d'organico.
La risposta resta scoraggiante. Molti concorsi vanno sistematicamente deserti o vedono la partecipazione di un numero di candidati ampiamente inferiore ai posti messi a bando. Una fuga di professionisti che dimostra come il problema non sia solo burocratico o finanziario, ma sistemico: per frenare l'emorragia di camici bianchi non basta pubblicare i bandi, occorre rendere il territorio attrattivo. Servono incentivi economici legati alle sedi disagiate, percorsi di carriera stimolanti, investimenti nelle tecnologie ospedaliere e un contesto di vivibilità e servizi che spinga i giovani medici a scegliere la provincia di Trapani anziché migrare verso i grandi hub metropolitani o le strutture private.
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