×
 
 
21/08/2026 06:00:00

La terapia intensiva non c'è: a Mazara il taglio del nastro è un bluff

Il 30 luglio scorso sembrava una giornata storica per la sanità del territorio. Giornalisti, telecamere, sorrisi di circostanza, discorsi altisonanti e il classico taglio del nastro: veniva annunciata in gran pompa l'inaugurazione e la piena operatività del nuovo reparto di Terapia Intensiva e Rianimazione dell'Ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. Sei posti letto tecnologicamente all'avanguardia, un'ulteriore garanzia di salvezza per i pazienti ad alta complessità clinica dell'intera provincia. Un’unità operativa attesa da tempo dal territorio e che oggi giunge finalmente a realizzazione.

 

Ad oggi c’è una scatola d'imballaggio vuota, quello che ovviamente non è mancato è il consueto teatrino della politica. Tutti ad intestarsi l’apertura, i 6 posti letto, la funzionalità. I politici ci hanno fatto post e chiacchiere inutili, da vendersi per le elezioni regionali.

La realtà è ben altra a tre settimane di distanza da quei festeggiamenti ufficiali, la Terapia Intensiva dell'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo non è operativa, è chiusa.

Il reparto soffre ancora della mancanza degli ultimi lavori di completamento e, cosa ben più grave sotto il profilo legale e della sicurezza, mancano le dovute autorizzazioni, i collaudi tecnici e i certificati di agibilità degli impianti tecnologici essenziali. Risultato? I macchinari tacciono, le porte rimangono sbarrate e la Terapia Intensiva esiste soltanto sulle pagine dei comunicati stampa.

 

La prova

La dimostrazione inconfutabile che la Rianimazione mazarese sia un fantasma di cartapesta è custodita nei documenti sanitari ufficiali registrati tra il 10 e il 13 agosto 2026, esattamente quindici giorni dopo il taglio del nastro.

Per ovvie e doverose ragioni di tutela della privacy e di riservatezza dei dati sensibili, omissioniamo le generalità del paziente interessato. Ciò che conta è la tragica dinamica dei fatti emersa dalle cartelle cliniche dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani: il 10 agosto  un paziente affetto da grave patologia neurodegenerativa (SLA) giunge in emergenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. Il quadro clinico è severo: viene accettato nel reparto di Medicina Generale con diagnosi di polmonite. Il 13 agosto, cioè dopo  tre giorni, la situazione del paziente precipita. La grave insufficienza respiratoria legata al quadro patologico e alla complicazione polmonare richiede d'urgenza un monitoraggio e un supporto invasivo a livello di Terapia Intensiva / Rianimazione.

E qui il problema: la Terapia Intensiva, strombazzata come aperta e pronta ad accogliere i malati, non può ricoverare il paziente. Il motivo è semplice: il reparto è sbarrato. Quindi il trasferimento al Paolo Borsellino di Marsala, avvenuto sempre il 13 agosto. Sono stati  i medici della Medicina Generale di Mazara a disporre la dimissione per “trasferimento ad altro istituto di cura pubblico”.

Mezz'ora dopo il paziente viene accettato d'urgenza presso il reparto di Rianimazione di Marsala con modalità "Ricovero Urgente ad Altissima Priorità”.

Un paradosso grottesco e pericoloso. Un malato in condizioni critiche costretto a un trasferimento d'urgenza su ruota, a mezzanotte, perché la Terapia Intensiva dell'ospedale in cui si trovava esiste unicamente nei discorsi ufficiali.

 

Politici da bocciare

Come in ogni farsa sanitaria che si rispetti, non potevano mancare i protagonisti con la fascia e le forbici in mano (vi ricorda qualcosa? la madre di tutte le inaugurazioni/fake, quella dei lavori per il padiglione Covid). I candidati alle prossime elezioni, che in alcuni casi cercano quel posto per sostentarsi perché un lavoro non ce l’hanno mai avuto. Altri sono alla ricerca del potere, comunque pronti sempre ad ogni inaugurazione ad essere lì, a portata di foto.

Ma come si può inaugurare un reparto quando ancora manco i collaudi e gli ultimi lavori da fare con  le dovute autorizzazioni degli impianti?

Peccato che, spenti i riflettori, nessuno di questi rappresentanti delle istituzioni si sia preoccupato di verificare se quel reparto avesse ottenuto le autorizzazioni all'esercizio dell'attività o se fosse realmente in grado di erogare assistenza tecnica e rianimatoria ai cittadini.

 

La beffa sulla pelle dei cittadini

Il caso del paziente trasferito in fretta e furia a Marsala nella notte del 13 agosto non è una semplice svista burocratica: è il simbolo di un sistema che scambia la propaganda per assistenza sanitaria.

Tagliare nastri su reparti non collaudati, privi delle necessarie certificazioni e non operativi non è soltanto una beffa ai danni dei contribuenti e della cittadinanza: è un rischio gravissimo per la salute pubblica. Quando in un'emergenza i minuti fanno la differenza tra la vita e la morte, scoprire che la Terapia Intensiva appena inaugurata sotto casa è in realtà un guscio vuoto privo di autorizzazioni può trasformarsi in tragedia.

Mentre la politica festeggia e colleziona fotografie da esibire sui social, famiglie e  malati continuano a subire  disagi. L'ASP di Trapani e la Regione Siciliana hanno il dovere morale e legale di rispondere a una domanda semplice: perché si inaugura con trionfalismo una Terapia Intensiva se i lavori non sono conclusi e mancano le autorizzazioni per farla funzionare?

 



Native | 11/08/2026
https://www.tp24.it/immagini_articoli/29-07-2026/1785310477-0-agosto-risuona-a-selinunte.jpg

Agosto risuona a Selinunte

Un Roy Paci inedito in chiave jazz, Alan Sorrenti intramontabile, gli omaggi ai Pink Floyd, Deep Purple, Led Zeppelin, le note caraibiche e i riff energetici. Il mese di agosto è da segnare in calendario perché ogni...