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22/08/2026 06:00:00

L’Asp sull’ospedale di Castelvetrano, “Ripareremo i condizionatori quando farà freddo”

 Arriva la replica dell’Asp di Trapani sulla crisi della climatizzazione all’ospedale Vittorio Emanuele di Castelvetrano. Ma la nota, anziché rassicurare, presenta una sorta di cortocircuito logico.

Già nella premessa, infatti,  l’ufficio tecnico sottolinea che l’impianto del presidio ospedaliero è “funzionante ed è sotto il costante monitoraggio”. Come mai i pazienti non se ne sono accorti?

L’Asp spiega che “pur essendo stati avviati interventi mirati come la sostituzione delle Unità di Trattamento Aria (UTA), per ottenere il definitivo e completo efficientamento del sistema le procedure tecniche impongono un “fermo totale dell’impianto”.

 

Si tratta di lavorazioni strutturali definite "non frazionabili", necessarie per sbloccare la piena operatività della climatizzazione.

Insomma, per evitare di creare ulteriori disagi e sofferenze agli utenti e al personale sanitario in un periodo climaticamente così delicato, la direzione strategica ha scelto di programmare l’intervento conclusivo nella finestra temporale in cui il carico termico sarà ridotto.

 

Tradotto dal gergo burocratico: poiché spegnere l’impianto oggi per ripararlo arrecherebbe troppo caldo ai degenti, i lavori strutturali decisivi verranno eseguiti solo quando “non sarà più necessario l’uso continuativo del sistema di condizionamento”. Ovvero, in autunno o in inverno.

Siamo di fronte a una contraddizione difficilmente negabile: l’intervento per garantire l’aria fresca ai pazienti durante la stagione calda viene rimandato a quando le temperature esterne saranno ormai clementi e i condizionatori spenti.

E’ difficile evitare di chiedersi quale sia l’utilità di un impianto di climatizzazione estiva perfettamente efficientato se questo sarà pronto solo quando l’estate sarà ormai giunta al termine.

 

Inoltre, se per completare i lavori strutturali centralizzati occorre attendere il calo delle temperature, l’ufficio tecnico ha individuato soluzioni tampone immediate per alcune aree. Si legge infatti nella nota che per il reparto di Oncologia da lunedì inizieranno i lavori per l’installazione di unità di split dedicati. Una misura concreta e tempestiva, mirata a tutelare pazienti oncologici particolarmente vulnerabili.

Invece, per il reparto di Medicina – dove pure la degenza è satura e le criticità persistono da settimane – la nota dello stesso ufficio dichiara laconicamente che l’intervento è ancora soltanto «allo studio».

 

A questo punto le domande sono più d’una:

-       È compatibile con i livelli essenziali di assistenza decidere di non riparare tempestivamente un servizio pubblico vitale come la climatizzazione estiva, con la motivazione che l'intervento di riparazione stesso risulterebbe troppo gravoso, rimandando la soluzione a quando l'esigenza sarà cessata?

-       Se l’installazione di unità autonome di climatizzazione ("split") è tecnicamente fattibile e verrà avviata nell'arco di pochi giorni in Oncologia, quali ostacoli tecnici o amministrativi impediscono di estendere immediatamente la stessa soluzione al reparto di Medicina, dove l’intervento resta invece confinato a una generica fase di studio?

-       Quale programmazione temporale e preventiva è stata adottata dall'Ufficio Tecnico nei mesi precedenti l'estate, se i lavori strutturali indispensabili e “non frazionabili” per il funzionamento del microclima interno si ritrova a doverli programmare soltanto a ridosso dell’autunno?

 

C’è una realtà in cui il tempo delle attese è scaduto da un po’. E aspettare che, letteralmente, il tempo rinfreschi le corsie e spenga le polemiche, è dura da digerire.

 

Egidio Morici



Native | 11/08/2026
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