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23/08/2026 16:39:00

Marsala, Enrico Rizzi sul delfino trascinato: “Scena indegna. Chi l’ha autorizzata si vergogni”

La vicenda del delfino morto trascinato sull’asfalto a Marsala continua a far discutere. Dopo le immagini diventate virali, le proteste dei residenti e le spiegazioni degli operatori incaricati della rimozione, interviene anche Enrico Rizzi, noto animalista trapanese, che usa parole durissime.

«Ma davvero siamo arrivati a questo?», scrive Rizzi sui social, rilanciando il video della carcassa trascinata lungo la strada dopo il recupero sul litorale sud di Marsala.

 

Rizzi: “Anche nella morte serve rispetto”

 

L’animalista contesta soprattutto le modalità con cui è stato rimosso il cetaceo.

«Nei giorni scorsi un povero delfino, ormai morto dopo essersi spiaggiato, è stato rimosso da una ditta incaricata dal Comune trascinandolo sull’asfalto e facendolo “sfilare” in questo modo davanti alle case dei cittadini, con un alto rischio per la salute e l’igiene pubblica».

Poi la domanda: «Ma questo è modo di trattare gli animali?».

Per Rizzi la questione non riguarda soltanto gli aspetti igienici dell’intervento, ma anche il rispetto dovuto all’animale: «Anche nella morte dovrebbe esistere un minimo di rispetto e dignità per un essere vivente, ed invece assistiamo a una scena indegna e disumana che non rappresenta una società civile».

 

“E sono stati utilizzati soldi pubblici”

 

Rizzi punta il dito anche contro chi ha disposto e organizzato il recupero.

«La cosa ancora più assurda è che per questo “servizio” sono stati utilizzati soldi pubblici. Chi ha autorizzato questa porcata, perché così va chiamata, dovrebbe soltanto vergognarsi».

Parole molto nette, che aggiungono un altro capitolo alla polemica.

Gli operatori che hanno effettuato la rimozione hanno però spiegato a Tp24 che raggiungere direttamente la spiaggia con un mezzo pesante sarebbe stato impossibile: case abusive, passaggi troppo stretti e accessi al mare chiusi avrebbero impedito al camion di arrivare fino alla carcassa. Da qui, secondo la loro versione, la necessità di trascinare il cetaceo per un tratto fino al punto raggiungibile dal mezzo.

Una spiegazione che prova a chiarire le ragioni tecniche dell’intervento, ma che evidentemente non ha spento le polemiche.

La carcassa, intanto, è stata destinata alla distruzione. Ma il video continua a circolare. E adesso, oltre alle domande sulle modalità della rimozione, resta quella sollevata proprio da questa storia: com’è possibile che su alcuni tratti del litorale marsalese un mezzo di servizio non riesca nemmeno ad arrivare sulla spiaggia?



Native | 11/08/2026
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