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24/08/2026 12:00:00

Marsala, a Porta Mazara prima via le panchine e poi il progetto: la rigenerazione al contrario?

Era il 23 luglio quando l'amministrazione comunale di Marsala, guidata dalla sindaca Andreana Patti, decise di rimuovere le panchine in marmo installate a piazza Giacomo Matteotti (Porta Mazara). Sedute solitamente utilizzate soprattutto da giovani migranti africani. La Patti diede questa motivazione: "Bisogna recuperare una situazione di decoro, sia qui che in altre zone della città. È nel nostro programma di governo. È un'azione di rigenerazione, con la creazione di zone verdi e più curate. Poi, le panchine saranno reinstallate anche per famiglie e bambini.

 

 Questa piazza è stata, spesso, teatro di aggressioni e scippi (in passato, vittime di aggressioni e pestaggi, ad opera di giovani locali, sono stati anche i ragazzi africani). Dobbiamo recuperare il rapporto con tutta la popolazione, locale ed extracomunitaria. In ogni caso, nessuno vieterà agli extracomunitari di incontrarsi in questa piazza, ma non ci devono essere più bivacchi. Vogliamo decoro, pulizia e sicurezza. Anche le famiglie di immigrati ci chiedono sicurezza".

 

L'intervento fu richiesto e ottenuto da alcuni commercianti. La decisione fu motivo di polemiche, con il retrogusto discriminatorio. L'amministrazione, per dare una copertura politica alla rimozione, emanò la Deliberazione di Giunta Comunale n. 291 del 24/07/2026, il cui oggetto è: "Approvazione delle linee di indirizzo politico-amministrativo per il rafforzamento della sicurezza urbana, del decoro e della vivibilità di piazza Giacomo Matteotti e delle aree limitrofe".

 

Il documento, formalmente, è dell'assessore con delega alla Polizia municipale, nonché vicesindaco. La rigenerazione verde vede il coinvolgimento del dirigente della Polizia Locale, del dirigente dei Lavori Pubblici, del dirigente dei Servizi Pubblici Locali, del dirigente dei Servizi Sociali e del dirigente SUAP.

Il cuore del progetto riguarda: "interventi di prossimità sociale, anche con l’impiego di mediatori culturali e steward civici, coinvolgendo le associazioni di volontariato locali, installando giochi e attrazioni per bambini e famiglie". Infine, è richiesta ai dirigenti una relazione entro 15 giorni.

 

Ricapitolando: prima si rimuovono le panchine, poi si chiede ai dirigenti di valutare e verificare l'attuabilità della "rigenerazione, con la creazione di zone verdi e più curate", in quindici giorni, in piena estate.

 

Sul decoro si denota uno strabismo se gli scalini di Palazzo VII Aprile non vengono attenzionati, anche se la presenza delle persone è diventata una cifra esistenziale dell'edificio, e si autorizza a piazza della Repubblica un'attività con cabine balneari, con tanto di copertura in paglia dei tetti, ombrelloni e sdraio.

È indubbio che i cittadini non vogliono spendere 20/30 euro cadauno con vista migranti, finanche in piena sicurezza, come d'altronde ad Amabilina, via Istria e Sappusi. Porta Mazara è un banco di prova per la sindaca e il suo vice, per poi riproporre il modello in altre zone periferiche e popolari dell'urbe.

 

Vittorio Alfieri

 

 



Native | 11/08/2026
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