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25/08/2026 18:00:00

Vannacci, benvenuti nel Medioevo: il programma tra patriarcato, meno diritti e più militari

Il programma, disfunzionale, di Roberto Vannacci, che ci riporta nell’Alto Medioevo e instaura lo Stato etico. Il partito fondato dal generale ha completato i punti del suo programma elettorale: al manifesto pubblicato l’11 agosto si è aggiunta la seconda, e si spera ultima, parte.

Il punto fondamentale dell’inizio della “Base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)” è stata la promozione del “Patriarcato mediterraneo” e il rifiuto del termine “femminicidio”. 

 

Propone di ricondurre le uccisioni per discriminazione, pregiudizio, possesso o violenza di genere nell’alveo dei “delitti passionali” o di negare la specificità giuridica del reato. Promuove l’idea di uomini forti, educati all’onore, capaci di dominare le proprie passioni ed emozioni e di “proteggere le donne”. La proposta è un ritorno al passato, rievocando istituti storici come il delitto d’onore o il matrimonio riparatore, aboliti in Italia nel 1981, anche grazie alla battaglia di Franca Viola. Inoltre, il patriarcato come istituto giuridico è stato cancellato dall’ordinamento italiano con la riforma del diritto di famiglia del 1975. Tutto ciò quando, invece, è necessario contrastare la cultura maschilista.

 

Nei giorni scorsi ha elargito le altre perle del suo pensiero, si spera le ultime, che riguardano sempre i diritti delle donne e anche delle persone Lgbt. L’aborto non è un diritto, le associazioni pro-vita devono entrare nei consultori e la pillola abortiva Ru-486 non deve essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. Si sostiene la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità con misure come “l’informazione sul battito fetale” e lo sviluppo dell’adozione prenatale. Quindi lo zigote è ritenuto “come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati”. Previste anche aggravanti per i reati commessi contro donne incinte che provochino la perdita del nascituro.

 

Si vuole istituire un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità e fissare al 25 marzo una Giornata nazionale della vita nascente, insieme a un piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell’aborto. Futuro Nazionale punta inoltre a rendere obbligatoria una “culla per la vita” in ogni ospedale dotato di un reparto maternità e a sostenere le case rifugio destinate alle donne incinte in condizioni di vulnerabilità.

Sul ruolo delle donne per il generale, considerate principalmente dei mammiferi, sarebbe interessante conoscere il pensiero del presidente del Consiglio dei ministri.

Poi stop ai contenuti gender in tv: si propone la creazione di una fascia protetta che dura quasi tutta la giornata, dalle 6 alle 23, pensata per tenere i bambini lontani dai contenuti definiti “genderisti” e “omosessualisti”. Intransigente sul cambio di sesso dei minori, che diventa “reato universale”, anche in presenza del consenso dei genitori. Per gli adulti concede invece la possibilità di ricorrere agli interventi, ma a spese proprie.

 

Guerra alle direttive europee e internazionali considerate finalizzate alla promozione dell’“ideologia woke” e dell’“agenda Lgbt”. Adozioni solo per coppie uomo-donna, no alle unioni civili. “Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico”. La famiglia fondata sull’unione tra uomo e donna è il modello da sostenere con politiche fiscali e abitative, asili nido e congedi.

Ovviamente, stretta anche sulle adozioni: quella ordinaria sarebbe riservata alle famiglie con padre e madre, escludendo coppie omosessuali e single, salvo per questi ultimi casi particolari legati a un rapporto già esistente con il bambino.

 

Sul fine vita ribadisce la difesa della vita “dal concepimento alla morte naturale” e il no a eutanasia e omicidio del consenziente.

Da buon generale “putiniano”, vuole introdurre l’educazione militare nelle scuole, per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirare verso la carriera militare “i migliori giovani con i caratteri adeguati”. Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di “formazione per educazione militare con valenza civica”.

Infine, per quanto riguarda la sicurezza nelle città, si vogliono impiegare i militari nelle aree con “elevati livelli di criminalità e degrado”, oltre che a difesa di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili.

Benvenuti nel Medioevo e nello Stato etico.

 

Vittorio Alfieri



Native | 11/08/2026
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