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25/08/2026 06:00:00

A Castelvetrano decide (anche) l'intelligenza artificiale
 

«Puoi risponderle in modo fermo, elegante, senza scendere sul personale, facendole però notare la contraddizione». Sono le parole di apertura di un commento, pubblicato su Facebook, dall’attuale portavoce a titolo gratuito del Comune di Castelvetrano. L’interlocutrice, ovvero colei che è stata incaricata di produrre tale risposta, è Meta AI.

 

Sono parole che – giustamente – non sarebbero dovute finire in un commento reso pubblico e poi, infatti, prontamente cancellato, ma che per la prima volta ci mostrano in maniera evidente una dinamica troppo diffusa a Castelvetrano (e non solo), e che riguarda la scelta delle parole e, forse, anche quella del pensiero.

 

L’intelligenza artificiale di Meta (la società guidata da Mark Zuckerberg e di cui fa parte anche Facebook) è infatti ormai la grande onnipresente di tutte le comunicazioni e iniziative istituzionali locali; è praticamente un’eminenza grigia il cui contributo non è facile da misurare, ma che comunque un po’ inquieta. Perché rielabora, sì, ma forse anche decide, propone, stabilisce cosa è giusto dire e cosa è giusto fare.

 

Se consideriamo che Facebook è, di fatto, un agorà digitale, il discorso pubblico che ospita ogni giorno è sempre meno genuino. Ed è una mancanza di autenticità che coinvolge tutti, da destra a sinistra, e che produce un discorso votato al niente, polemiche che più che sterili sono vuote, forme prive di sostanza. Oggi è facile puntare a un dettaglio qualsiasi (per esempio: un albero potato male in una zona del centro) e trasformarlo – o farlo trasformare – in un’interrogazione consiliare, poi in un post, poi in un comunicato, lasciando che sia l’intelligenza artificiale a fare tutto il lavoro, e nel frattempo racimolare consenso in forma di commenti, probabilmente anch’essi pensati e scritti dall’IA.

I segnali sono evidenti, ormai persino per chi non ha un occhio allenato per scovarli. Le formule di antitesi («non è X, è Y»), l’abuso di precisi espedienti retorici («Allora mi chiedo…», «La domanda è…»), si trovano oggi in qualsiasi comunicato ufficiale o commento, mentre intanto tutto viene organizzato in infografiche generate dall’intelligenza artificiale che contengono informazioni sbagliate (come le date che non corrispondono, nell’immagine qui sotto).

 

O fuorvianti (la pavimentazione del Sistema delle Piazze che qui diventa una piscina). 

 

La cosa che lascia ancora più perplessi è che spesso anche le stesse iniziative locali sembrano pensate dall’intelligenza artificiale. Basta inserire su Gemini un prompt come quello qui sotto («Mi suggerisci delle tipologie di evento adatte a un piccolo comune della provincia siciliana?») per avere una lista di tutti gli eventi organizzati dal Comune per l’estate 2026.

Si prova così a fare politica locale, o anche a gestire un Comune, puntando su argomentazioni e idee che sono a tutti gli effetti AI slop (e rimandiamo qui alla definizione su Wikipedia): una poltiglia rimasticata di idee, parole e pensieri altrui che arrivano al pubblico, tramite i social, senza che alcun essere umano ci abbia messo del suo. 

Fino a dove si spinge il contributo dell’intelligenza artificiale non possiamo saperlo. Del resto, la “rivoluzione AI” è iniziata da poco, ma le premesse non sono delle migliori. La fantascienza ci ha immaginati spesso governati dalle macchine. Nessuno si aspettava che accadesse così presto.

 

 

Daria Costanzo


 



Native | 11/08/2026
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