Presentato al Comune di Vita il progetto per il Parco “Vincenzo Renda” nell’ambito del Bilancio Partecipato 2026. Dalla rigenerazione degli spazi alla rigenerazione della comunità.
È questa la sfida raccolta dal Lions Club Salemi Valle del Belice, che ha presentato al Comune di Vita la propria candidatura al Bilancio Partecipato 2026 con un progetto dedicato al rilancio del Parco comunale “Vincenzo Renda”.
L’iniziativa, promossa dal club service presieduto dall’avvocato Pasquale Perricone, punta a trasformare l’area verde in uno spazio più aperto, inclusivo e accessibile, capace di diventare un luogo di incontro e aggregazione per cittadini di ogni età.
Il progetto, inserito nell’area tematica “Urbanistica e gestione del territorio”, prevede in particolare l’eliminazione della cinta muraria del parco, almeno nella parte interessata dall’intervento, così da ridurre le barriere fisiche e restituire alla comunità uno spazio urbano maggiormente permeabile e fruibile.
Non si tratta, dunque, soltanto di un intervento edilizio o di una semplice riqualificazione estetica.
L’idea nasce da una concezione più ampia dello spazio pubblico, considerato come strumento di socialità, partecipazione e inclusione.
Un parco più aperto può diventare, nelle intenzioni dei promotori, un luogo nel quale incontrarsi, condividere iniziative e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
La proposta si inserisce direttamente nel tema di studio distrettuale Lions per l’anno sociale 2026/2027, “Le periferie urbane della Sicilia: dalla rigenerazione urbana alla rigenerazione sociale”, voluto dal Governatore Giuseppe Walter Buscema.
Un tema che invita i club del territorio a confrontarsi concretamente con le trasformazioni delle città e dei piccoli centri, individuando nella qualità degli spazi urbani uno dei presupposti per una maggiore coesione sociale.
In questa prospettiva, il progetto del Parco “Vincenzo Renda” assume anche un valore simbolico.
La rigenerazione urbana non viene infatti intesa esclusivamente come recupero materiale di un luogo, ma come occasione per ricucire relazioni, favorire la partecipazione dei cittadini e restituire centralità agli spazi comuni. È una visione che prova a superare la logica dell’intervento isolato per costruire un modello di collaborazione tra istituzioni, associazionismo e cittadinanza.
Alla definizione della proposta hanno contribuito attivamente il geometra Antonino Aguanno di Vita e il dottor Francesco Palermo del Lions Club Alcamo, referente distrettuale per la tematica.
Il loro apporto ha permesso di dare concretezza tecnica e progettuale all’idea elaborata dal club Salemi Valle del Belice.
Adesso la parola passa all’amministrazione comunale e agli organismi competenti. La presentazione della candidatura apre infatti l’iter burocratico previsto dal Bilancio Partecipato: sarà il Comune, attraverso le procedure stabilite e gli organi preposti, a valutare la proposta e, qualora venga accolta, accompagnarla verso le successive fasi di progettazione e realizzazione.
Per il Lions Club Salemi Valle del Belice, tuttavia, la candidatura rappresenta qualcosa di più di una singola proposta destinata a Vita.
L’ambizione dichiarata dal presidente Perricone è quella di trasformare l’iniziativa in un’esperienza replicabile, capace di incoraggiare anche altri club service del Distretto Lions siciliano a utilizzare gli strumenti della democrazia partecipata per incidere concretamente sulle comunità.
“Vogliamo che questa iniziativa rappresenti un modello virtuoso e replicabile anche negli altri club service del Distretto Lions siciliano, spronandoli a farsi promotori di cambiamento attraverso la democrazia partecipata”, ha sottolineato Perricone.
Un messaggio rivolto anche ai numerosi strumenti di Bilancio Partecipato attualmente attivati sul territorio regionale e al ruolo che le associazioni possono svolgere mettendo a disposizione competenze, progettualità e capacità di mobilitazione.
Il progetto di Vita diventa così un piccolo laboratorio di cittadinanza attiva.
La scommessa è che uno spazio fisico più aperto possa generare anche una comunità più aperta; che la rimozione di una barriera possa diventare metafora della rimozione di altre distanze, quelle tra cittadini, istituzioni e associazioni.
È, in fondo, la filosofia del “We Serve” Lions applicata al territorio: non limitarsi a osservare i problemi, ma provare a trasformare le idee in interventi concreti e misurabili.
Ora toccherà alle istituzioni trasformare la proposta in un percorso amministrativo.
Se il progetto supererà l’iter previsto e troverà il consenso necessario, il Parco “Vincenzo Renda” potrebbe diventare un esempio concreto di come la partecipazione possa tradursi in una diversa concezione dello spazio pubblico: non più soltanto un’area delimitata e separata, ma un luogo vissuto, accessibile e condiviso.
Franco Ciro Lo Re