Questa mattina, intorno alle 6.00, l’imprenditore Davide Parrinello, ha deciso di rimuovere l’info-point allocato tra la via Scipione l’Africano e la via Sibilla.
La rimozione avviene non per imposizione dell’Amministrazione ma per condivisione di una alternativa, precisa Parrinello che ha trovato un clima di grande attenzione e collaborazione.
Insieme, infatti, ai tecnici del Comune è stato già effettuato un sopralluogo in piazza Mameli, l’info-point, entro il mese di dicembre, verrà ricollocato lì dove originariamente era posizionato con misure ed estetica diversa.
Il nuovo chioschetto avrà la misura di 6 metri quadrati, colori adeguati all’estetica riqualificata della piazza. Verrà ricollocato lì dove per 130 anni è rimasto, si ricordi l’edicola che insisteva su quell’angolo alla sinistra di porta Garibaldi, salendo da via Scipione l’Africano. Nessun palazzo, quindi, a cui verrà ostruita la visuale, nessun marciapiede occupato.
La nuova realizzazione sarà interamente a carico dell’imprenditore, così come lo sono state l’installazione dell’originario info-point e, oggi, la sua rimozione. Un doppio esborso per un’attività che, nel frattempo, ha dovuto fare i conti con mesi di difficoltà.
Parrinello, infatti, ha investito risorse proprie per realizzare l’info-point e, a seguito della vicenda ha subito un danno economico legato ai mesi nei quali non ha potuto lavorare regolarmente. A questo si aggiunge ora il costo della rimozione della struttura esistente e quello necessario per realizzarne una nuova, adeguata alla diversa collocazione.
Chi sostiene il costo di questi mesi di disagio e di mancato introito? Chi si fa carico dell’investimento già sostenuto dall’imprenditore, dei costi di rimozione e di quelli per la nuova struttura? Perché, al di là della soluzione finalmente individuata e del clima di collaborazione con l’attuale Amministrazione, resta un dato concreto: un imprenditore ha investito denaro proprio, ha avviato un’attività e, nel giro di provvedimenti e successive modifiche, si è ritrovato a sostenere ulteriori costi e a subire mesi di mancata attività.
La nuova collocazione può rappresentare una soluzione positiva. Ma il conto di ciò che è accaduto finora, almeno per l’imprenditore, è tutt’altro che teorico: è un conto fatto di investimenti, spese e mancati guadagni.