La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta sulla morte della turista ucraina di 68 anni avvenuta il 20 agosto sulla spiaggia di San Giuliano, nel territorio di Erice. Nel fascicolo risultano iscritti nel registro degli indagati alcuni operatori del 118 intervenuti quel pomeriggio.
L’indagine dovrà ricostruire la gestione della richiesta di soccorso, i tempi e le modalità dell’intervento. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto di garanzia, necessario anche per consentire agli interessati di partecipare agli eventuali accertamenti tecnici, e non costituisce un giudizio di responsabilità.
Il malore durante il bagno
La tragedia si era consumata nel pomeriggio del 20 agosto. La turista era entrata in acqua per fare il bagno quando era stata colta improvvisamente da un malore.
La spiaggia era affollata. Un bagnante, accortosi della donna in difficoltà, l’aveva raggiunta e riportata a riva. Sull’arenile erano quindi cominciati i primi tentativi di rianimazione, mentre veniva richiesto l’intervento del 118.
All’arrivo dei soccorritori, tuttavia, per la sessantottenne non c’era stato più nulla da fare: ne era stato constatato il decesso.
Gli accertamenti della Procura
Sul posto era intervenuta anche la Polizia, che aveva avviato gli accertamenti e raccolto i primi elementi utili a ricostruire l’accaduto.
Adesso l’inchiesta della Procura dovrà chiarire non soltanto le cause esatte della morte, ma anche se la macchina dei soccorsi abbia funzionato correttamente. Al centro delle verifiche potrebbero esserci le comunicazioni con la centrale operativa, l’orario della chiamata, i tempi di arrivo dell’ambulanza e le procedure seguite dal personale sanitario.
Si tratta, allo stato, di accertamenti preliminari. Saranno gli ulteriori riscontri investigativi e sanitari a stabilire se nella gestione dell’emergenza vi siano state eventuali responsabilità.